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Missione Archeologica Italiana nell'Oasi di Farafra - Egitto

LA MISSIONE IL GRUPPO DI RICERCA ULTIME RICERCHE JEBEL GHARBI (LIBIA)


Logo realizzato dal Dott. Giulio Lucarini

Negli ultimi vent'anni l'attività di varie Missioni archeologiche internazionali ha evidenziato l'importanza del Deserto Occidentale Egiziano quale sede di un importante fenomeno di occupazione umana nel corso dell'Olocene.

Queste ricerche hanno messo in rilievo l'apporto di questa regione nello sviluppo delle culture predinastiche, sottolineando l'importanza del contributo africano nella formazione della cultura egizia.

La Missione Archeologica dell'Università di Roma La Sapienza, diretta da B.E. Barich, attualmente l'unica missione preistorica italiana in Egitto, ha iniziato ad operare nell'Oasi di Farafra nel 1987 e, attraverso quindici campagne sul terreno, ha offerto importanti contributi a questa problematica.

Farafra è, insieme a Bahariya, Dakhla e Kharga, una delle oasi che caratterizzano il Deserto Occidentale Egiziano.
La ricostruzione del processo economico che si compì nel territorio dell'oasi, con la trasformazione fondamentale da un modello di caccia-raccolta verso prime forme di orticoltura e di domesticazione animale, rappresenta il tema centrale della missione.

I dati della ricerca sul campo vengono studiati in riferimento alle società nilotiche che svilupparono le prime forme di agricoltura durante le fasi culturali di Badari e Naqada (V-IV millennio a.C.).

 

Oasi di Farafra - White Desert Occidentale


La metodologia seguita dal gruppo di ricerca prevede un approccio multidisciplinare, con forte enfasi sulla ricostruzione paleoambientale.
Durante le fasi umide, in varie località della depressione, si formarono delle riserve d'acqua (playas), che rappresentarono un punto di attrazione per i gruppi umani.

L'indagine archeologica ha infatti evidenziato che gli accampamenti preistorici vennero sempre impiantati in prossimità di questi punti di raccolta delle acque.

 

Nei primi anni di indagine sono stati messi in luce vari complessi archeologici nell'area più vicina al centro abitato che evidenziarono due principali fasi di occupazione:


La più antica, riferibile al 9500 bp, rappresenta un'occupazione effimera da parte di cacciatori-raccoglitori, dotati di strumentario epipaleolitico.

L'altra, iniziata nel Medio Olocene (ca 7000 bp), corrisponde ad un'occupazione assai più stabile in cui si affermano preliminari forme di sfruttamento delle graminacee selvatiche. Questo secondo tipo di occupazione è rappresentato dagli insediamenti messi in luce soprattutto nella regione del Wadi el Obeiyid - Bahr Playa, nel settore settentrionale della depressione.

 

Oasi di Farafra


Il WADI EL OBEIYD

Il Wadi el Obeiyid è una grande vallata che separa i due principali rilievi della depressione: il Plateau settentrionale e il Quss Abu Said.
L'altissimo numero di siti archeologici testimonia la frequenza di occupazione nella regione durante tutta la fase del Medio e Tardo Olocene. Le datazioni al radiocarbonio ottenute si collocano, infatti, con maggiore insistenza tra il 7000 e il 6500 bp.

 

HIDDEN VALLEY

Dal 1995 al 2005 la ricerca si è concentrata su un'area di insediamento, denominata Hidden Valley, nell'alto corso del Wadi el Obeiyid. Si tratta di un sistema insediativo composto da un villaggio e da una complementare area di approvvigionamento di materie prime per la fabbricazione degli strumenti.

Il nucleo abitativo principale è composto da strutture stabili dislocate sulla sponda di un'antica zona d'acqua.

Dai numerosi focolari presenti nell'area del villaggio, si sono raccolti resti di cereali carbonizzati, che ricoprivano un ruolo fondamentale nell'economia dei gruppi ivi stanziati. L'importanza del complesso è ribadita anche dalla grotta di Wadi el Obeiyid localizzata due chilometri a nord del villaggio.

La grotta, decorata con incisioni e pitture parietali, deve aver rappresentato un importante luogo rituale e di culto per i gruppi che transitavano nell'area. La presenza di mani dipinte "in negativo" sulle pareti attestano, ad esempio, il probabile passaggio di comunità sahariane.

 
Etnografia preistorica dell'Africa
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