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 UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA"
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Per venire incontro alle lodevoli richieste rivolte alla Facoltà di Studi Orientali da parte degli organi di informazione in merito a dubbi di ordine puramente linguistico connessi con le vicende che riguardano il Medio Oriente, pubblichiamo la seguente lista di termini, che verrà continuamente aggiornata anche su richiesta di chi la utilizza, con l'indicazione della loro corretta trascrizione e relativa pronuncia, per le quali, ovviamente, si sono evitate le complicazioni grafiche (segni diacritici, caratteri speciali) che animano le pagine degli accademici. Il corpo docente della Facoltà di Studi Orientali resta a disposizione per ulteriori possibili richieste di delucidazioni (scrivere a: angelo arioli).

ABU ALA' | ALI | AL-HAKIM |  AL-JAZIRA | AL-QA'IDA | AL-ZAWAHIRI | ARAFAT | BAGHDAD | BIN LADEN | JIHAD | ISLAM | MOSSUL | MUJAHIDIN | NAJAF | NABLUS | NASIRIYYA | OSAMA | OSAMA BIN LADEN | SHARM AL-SHAYKH |TALEBAN

ABU ALA'
si trascrive
si pronuncia

Abu Ala'
Abu Ala

Questo il nome, o meglio una parte del nome, del successore di Abu Mazen. La trascrizione con l'apostrofo finale sarebbe più corretta, ma allora anche la "u" di Abu e la seconda "a" di Ala' dovrebbero scriversi con un segno di vocale lunga. Ala', inoltre, dovrebbe essere preceduto da un altro, diverso, apostrofo per indicare una consonante dalla pronuncia proibitiva.

Abu Alà

L'accento sta sulla ultima vocale.


MOSSUL
si trascrive
si pronuncia

al-Mawsil
Mossul

L'originale arabo vorrebbe che si trascrivesse "al-Mawsil", ma da lungo tempo si è perduto l'articolo (al-), il dittongo "aw" come sovente avviene già nei dialetti arabi si cambia in "ô" (lunga), la "s", cosiddetta enfatica, si raddoppia per evitare la nostra pronuncia che la rende come una "s" intervocalica, e infine la "i" nei dialetti spesso trasformata in una "e" molto chiusa, percepita e trascritta come "u" col risultato dell'attuale "Mossul", grafia già da tempo attestata e che è inutile cambiare ancora. Se a qualcuno poi venisse in mente che l'italiano "mussola" e poi "mussolina" (tipo di stoffa) hanno a che fare con la città in questione, ebbene quel qualcuno ha ragione.

al-Màwsil
Mossul

L'accento sta sempre sulla prima vocale (articolo a parte) e la "s" o doppia esse "ss", va pronunciata appunto come un "s" iniziale (come in "sala") e non intervocalica (come in "rosa")


NAJAF
si trascrive
si pronuncia

al-Najaf
an-Najaf
Najaf

al-Nagiaf
an-Najaf
Nagiaf

La trascrizione accademica, senza però ricorrere a segni diacritici, è "al-Najaf" ("an-Najaf", per i maniaci che vogliono rendere la pronuncia dell'articolo assimilato); la grafia "al-Nagiaf", con le varianti al seguito, differisce per l'italianizzazione di "j" in "gi", in questo caso possibile (e sempre meglio della francesizzazione che la trasforma in "dj"). Come al solito l'articolo "al" talora si perde, ossia viene omesso (ma non si dovrebbe).

al-Nàjaf
an-N
àjaf
Nàjaf

al-N
àgiaf
an-Nàjaf
N
àgiaf

L'accento sta sempre sulla prima vocale (articolo a parte). Da evitare la resa che spesso si sente "Nàyaf" che in arabo corrisponde a tutt'altra parola.


BAGHDAD
si trascrive
si pronuncia

Baghdad
Bagdad

"Baghdad", è ormai entrata nell'uso con tale grafia, e va bene, basta ricordare che il digramma "gh" corrisponde a una sola consonante (grafema) e che non di rado proprio per rammentare tale caratteristica può trovarsi sottolineato ("Baghdad"); talora può trovarsi con la sola "g" ("Bagdad")

Baghdàd
Bagdàd

Nessun problema di pronuncia, ma sarebbe bene accentare sulla seconda "a", in arabo è così; se si vuole, si può tentare di pronunciare la "gh" che somiglia a un lieve gargarismo.
Quel che va evitata è la resa una po' strascicata "Bagghedadde", che andrebbe risparmiata alla nobile e massacrata capitale irachena.


ALI
si trascrive
si pronuncia

Ali

"Ali" va anche bene trascritto così; inutile aggiungere che la "i", di solito trascritta come lunga sussume un certo gruppo sillabico; va bene così.

Àli

Non va pronunciato con l'accento sulla "i", e quindi "Àli", e non "Alì", perchè se si pronuncia con l'accento sulla "i", da arabo si fa persiano...


AL-HAKIM
si può trascrivere
si pronuncia

al-Hakim
Hakim

Va bene trascritto così; in testi accademici la "h" reca al di sotto un punto diacritico, e la "i" un segno che la indica come vocale lunga e che volendo si può accentare. Comeal solito, l'articola "al-" tende a essere omesso, donde la trascrizione "Hakim"

al-Hakìm
Hakìm

L'accento va sulla "ì"; se si vuole tentare di pronunciare la "h" iniziale, si provi a renderla come la "c" del toscano "casa"


ISLAM
si può trascrivere
si pronuncia
Islam
Islàm , con l'accento sulla a; se pronunciato con l'accento sulla I (così fan tutti), diventa l'imperativo di II persona singolare maschile di un verbo che significa "essere in salute"... è di buon augurio, ma c'entra poco.

AL-QA'IDA
si può trascrivere
si pronuncia

al-Qa'ida
al-Qaida
al-Qa'eda
al-Qaeda

la al- che precede il termine (articolo determinativo arabo) andrebbe scritta in caratteri minuscoli e comunque sempre col trattino; se si scrive "Al", e soprattutto senza trattino, non indica più l'articolo determinativo arabo, ma una parola araba che significa "Famiglia".

al-Qà'ida
al-Qàida

al-Qà'eda
al-Qàeda

sempre con l'accento sulla a successiva alla Q, e così il termine significa "la base" e sinonimi vari, nonché, con comprensibile sviluppo semantico, "il principio, il metodo" ecc. (i significati sono determinati perché alla parola è prefisso l'articolo determinativo al).
Se si pronuncia con l'accento sulla i - come taluno pervicacemente fa - la parola acquista altri significati incongrui (tra cui anche quello di "la paralitica"); meglio evitare.


OSAMA
si può trascrivere
si pronuncia

Osama
Usama

(la prima trascrizione è quella più corrente e risente del parlato; la seconda è conforme alla trascrizione normalmente adottata in ambito accademico).

Miracolosamente nessuno ha proposto la trascrizione con doppia "s" (Ossama) così come fatto in passato con Hussein, Hassan, Assad che andrebbero scritti con una sola "s" da pronunciarsi come detto qui a destra.

Osàma
Usàma

Sempre con l'accento sulla prima a. L'errore di pronuncia da evitare riguarda la "s" che non va pronunciata come la "s" intervocalica nelle parole italiane (es. "rosa"), si deve pronunciare come se fosse una "s" iniziale di parola (es. "sala"); per intendersi è come la "s" dello spagnolo.

BIN LADEN
si può trascrivere
si pronuncia

Ben Laden
Bin Ladin

(la prima trascrizione è quella più corrente e risente del parlato; Ben, come sicuramente tutti avvertiranno, è lo stesso segmento onomastico che compare in nomi quali Ben Bella, Ben Barka, Ben Gazzara (l'attore), ecc.; la seconda è trascrizione classicheggiante per quanto riguarda Ladin ("tenero"; "laudano"), ma risente anch'essa del parlato nel termine Bin ("figlio") che i puristi, limitatamente a questa segmentazione della formula onomastica del personaggio in questione, trascriverebbero diversamente e cioè: Ibn Ladin, così come occorre per Ibn Sina (poi diventato Avicenna) o per Ibn Rushd (poi diventato Averroè)

La trascrizione, diffusa ormai, Bin Laden potrebbe scontentare i puristi, ma, tutto sommato, si può sopravvivere, e bene, lo stesso.

Infine: trascrivendo solo questo segmento onomastico, la B di Bin/Ben Ladin va scritta in maiuscolo perché in italiano i nomi di persona si scrivono con la maiuscola e Bin/Ben Ladin, anche secondo il sistema onomastico della lingua araba, è un elemento distinto e autonomo all'interno della più complessa e articolata formula onomastica; se invece (vedi sotto) il termine bin/ben è preceduto da un altro nome (in questo caso Usama), allora, in genere, si scrive con la minuscola (gli arabisti lo riducono a una semplice b.) perché non è più un elemento onomastico autonomo, ma un segmento che compone un ulteriore elemento della formula onomastica araba (in arabo questi problemi non si pongono perché le maiuscole non esistono). Se tutto ciò sembra complicato, può essere di consolazione sapere che attualmente la stampa araba quotidianamente massacra la grammatica araba scrivendo il nome in questione senza rispettarne la morfologia; alcuni, sapendo di mentire, invocano pretestuosamente per tali errori l'evoluzione della lingua (si fa anche da noi...).

Ben Làden
Bin Làdin

sempre con l'accento sulla a.
Se si pronuncia con l'accento sulla e l'espressione può significare "Figlio di un senza debito" (appropriato dato il censo del signore in questione, ma errato). Se si pronuncia con l'accento sulla i l'espressione potrebbe significare "Figlio di un senza religione" (il che, oltre ad essere errato, rischia di essere pericolosamente offensivo...).

OSAMA BIN LADEN
si può trascrivere

Osama ben Laden
Usama bin Ladin

la prima trascrizione è quella più corrente e risente del parlato; la seconda è più vicina alla trascrizione normalmente adottata in ambito accademico; la trascrizione più in voga presso la stampa Osama bin Laden deriva da una commistione tra le due trascrizioni che può essere serenamente tollerata, visto che ci sono problemi più gravi attualmente; però, se proprio qualcuno insistesse per sapere qual è la trascrizione scientificamente corretta, quella che tiene conto integralmente e minuziosamente del vocalismo dall'arabo classico, dovremmo proporgli la seguente: Usamatuni bnu Ladin (marcando qui in blu quello che in una trascrizione scientifica potrebbe andare scritto in apice, e facendo grazia di un ulteriore in, che dovrebbe chiudere l'ultima parola, qui omesso perché in pausa). Dal che si può inferire che ci sono circostanze in cui è bene non insistere.


AL-JAZIRA
si può trascrivere
si pronuncia

al-Jazira
al-Giazira

(La trascrizione "al-Jazeera" va evitata perché serve a rendere la pronuncia inglese, e gli Arabi non sono Inglesi, e neanche noi lo siamo... Qualcuno potrebbe osservare che sono gli Arabi stessi, e proprio quelli della televisione in questione, ad autotrascriversi in questa maniera, ebbene: sbagliano!

la al- che precede il termine (articolo determinativo arabo) andrebbe scritta in caratteri minuscoli e comunque sempre col trattino; se si scrive "Al", e soprattutto senza trattino, non indica più l'articolo determinativo arabo, ma una parola araba che significa "Famiglia"

al-Jazìra
al-Giaz
ìra

sempre con l'accento sulla i; così il termine significa "isola" o anche "penisola" e in arabo moderno indica la penisola araba (in arabo medievale indicava la porzione di penisola araba tra il Tigri e l'Eufrate, Mesopotamia). Se si pronuncia con l'accento sulla prima a la parola può riattivare nel lessico arabo due parole possibili, sebbene attualmente sopite: "La scannatrice" o "La rifluente" (di ambedue non si avverte la necessità).


TALEBAN
si può trascrivere
si pronuncia

taleban
taliban

Il termine è composto dall'arabo talib (di solito pronunciato taleb) che significa genericamente "studente"; entra poi in persiano (e non solo) dove si pronuncia taleb per divenire, con l'aggiunta del suffisso plurale persiano an, taleban, il cui significato è genericamente "studenti"; poiché nel mondo islamico l'argomento di studio per eccellenza è tutto ciò che discende dal messaggio coranico, lo "studente" per antonomasia è colui che studia le discipline che riguardano la religione islamica.

L'altra trascrizione reperibile sulla stampa, taliban, è in qualche modo plausibile perché ascrivibile, secondo alcuni, alla pronuncia dari (variante afgana del persiano, da non confondersi col pashtu, altra e diversa lingua iranica parlata in loco), anche se potrebbe essere intesa come un fuorviante ipercorrettismo, visto che la i riconduce subdolamente la parola all'arabo e in arabo taliban (più precisamente talibani) significa "due studenti" essendo, sempre in arabo, an (più precisamente ani) il suffisso del duale che l'arabo generosamente possiede oltre al singolare e al plurale. Sarebbe meglio optare per taleban.

Ma il vero pasticcio connesso con questo termine si verifica quando si tenta di piegarlo alle regole della grammatica italiana generando dei piccoli obbrobri linguistici non privi di un certo fascino del ridicolo. Se si rammenta che taleban è un plurale, così come è un plurale, ad esempio, Incas, si capisce che scrivere "un talebano" o "i talebani" è come scrivere "un Incaso" o "gli Incasi" il che non è bello, e non solo per gli Incas. Bisognerebbe in questi casi ricorrere a delle perifrasi del tipo "uno dei taleban", "i taleban"... Meriterebbe, poi, un pigro studio indagare perché certi plurali rimangono tali e altri no: anche mujahidin è un plurale, eppure nessuno dice "un mujahidino" o "i mujahidini"...

talebàn
talibàn

sempre con l'accento sull'ultima a, e si tralasciano altre minuzie fonetiche che pure potrebbero segnalarsi.


MUJAHIDIN
si trascrive
si pronuncia

mujahidin
mugiahidin
mojahedin
mogiahedin

Questo termine, arabo in origine e poi trasmessosi anche ad altre lingue dei popoli che praticano l'Islam (persiano, ecc.), era sempre stato trascritto più o meno correttamente.

Recentemente qualche genio sprecato, forse influenzato dal Aladdin di W. Disney, ha pensato bene di proporre impossibili varianti: mujaddin, mujaheddin, e via discorrendo. Il raddoppiamento della d, qui inopportunamente tirato in ballo, compare in segmenti onomastici, come il citato Aladdin - ma anche Salah ad-din (Saladino), Nur ad-din (Norandino) - dove din significa "religione".

E' impressionante, ma una simile sciocchezza insidia Il dizionario della lingua italiana di Devoto-Oli (versione in CD-ROM) che riporta un, ancora più improbabile, mujaeddin facendolo derivare "jihada", termine ignoto ai lessici arabi, forma teorica di cui parlano le grammatiche in remoti recessi: gli autori non si sono accorti che questa loro "jihada" altro non è che il gihad cui pure dedicano una voce specifica (qui, "g" e "j" trascrivono lo stesso fonema, è la stessa parola).

Molto più semplicemente mujahidin, con tutte le varianti sopra elencate si compone di mujahid ("combattente", "colui che fa il jihad") + il suffisso in che indica il plurale.

mujahidìn
mugiahid
ìn

mojahedìn
mogiahedìn

sempre con l'accento sull'ultima i, e la h lievemente aspirata.


JIHAD
si può trascrivere
si pronuncia
Jihad
Gihad

Jihàd
Gihàd

con l'accento sulla a (e la h lievemente aspirata), ma il problema è il genere. Jihàd in arabo (e la parola è araba) è ineluttabilmente maschile, per cui si dovrebbe dire "il jihàd" e non "la jihàd". Ma tutti ormai, però, la intendono al femminile e non c'è nulla da fare. E' una battaglia perduta; non la più cruciale in questi giorni.


ARAFAT
si può trascrivere
si pronuncia
Arafat

Arafàt

con l'accento sulla ultima a, come in genere, da sempre, tutti hanno sempre detto. Recentemente è stata avvistata, o meglio, ascoltata la pronuncia "Àrafat" con l'accento sulla prima a; diversamente da come potrebbe pensare chi diffonde un simile obbrobrio fonetico, questa pronuncia non fa chic, fa solo sciocco. Con comprensibile orrore si attende l'ultima variante con l'improbabile micidiale pronuncia, Aràfat.


SHARM AL-SHAYKH
si può trascrivere
si pronuncia

Sharm al-Shaykh
Sharm ash-Shaykh
Sharm el-Sheykh
Sharm esh-Sheykh

L'ormai celebre e frequentatissima località balneare può essere trascritta nei quattro modi sopraindicati; i primi due si differenziano tra loro per la assimilazione dell'articolo "al-" alla lettera iniziale della seconda parola per cui può diviene "ash-"; idem il terzo e il quarto, solo che qui la "a" dell'articolo e la "a" di "Shaykh" vengono trascritte con "e". Sia la "sh" che la "kh" sono dei digrammi e possono trovarsi anche sottolineati.

Sciarm esceikh
Sciarmescèikh



La "sh" si pronuncia come la nostra "sc" di "scena" (qui da raddoppiarsi), mentre la "kh" andrebbe pronunciata come la "jota" dello spagnolo. L'espressione è composta da due parole che formano un costrutto inscindibile, da pronunciarsi possibilmente senza pausa tra le due parole. Soprattutto si deve evitare di pronunciare solo la prima parola dando per sottintesa la seconda, es. "ncivenghi asciarmee?" (= "Non vieni a Sciarme[scèikh]?"), frase ascoltata nel basso Lazio, zona Pratoni del Vivaro.


al-Nasiriyya
si può trascrivere
si pronuncia

al-Nasiriyya
an-Nasiriyya

Cittadina tristemente famosa per noi, fondata nel 1870. Nelle trascrizione giornalistiche l'articolo "al-" (assimilato nella pronuncia per cui diviene "an-") viene omesso, chissà perché, mentre la "s" che ha qui una particolare pronuncia, è trascritta in genere con doppia "s" (Nassiriya) per impedire la scorretta pronuncia della "s" intervocalica. Inspiegabile, si fa per dire, la trascrizione "Nassirya" con perdita, immotivata, della sillaba "iy".

an-Nasirìyya


L'unico accorgimento è di non pronunciare la "s" come in "rosa", ma come in "sale". L'accento cade sulla seconda "i"; eliminarla nella trascrizione - come molti fanno - crea qualche problema: che fine fa l'accento?


Nablus
si può trascrivere
si pronuncia

Nablus
Nàblus

Volendo si può porre un accento sulla "à".

Nablus
Nàblus

Da evitare la pronuncia "Nablùs", improbabile eppure ascoltata. La città palestinese deriva il nome, al pari della nostra Napoli, dal greco (nea polis) "città nuova"


al-Zawahiri
si può trascrivere
si pronuncia

al-Zawahiri
al-Zawàhiri
az-Zawahiri

az-Zawàhiri

Volendo si può porre un accento sulla "à". Recentemente alcuni media hanno trascritto "al-Zawahri" perdendo la prima "i" e forse ingenerando l'idea che si tratti di un'altra persona. Le ultimi due trascrizioni rendono l'assimilazione dell'articolo: vedi a fianco

az-Zawàhiri

Da evitare l'accento sulla prima "i" (al-Zawahìri), come quasi tutti fanno; se possibile ricordarsi di assimilare la "l" dell'articolo "al" alla "z" seguente: az-Zawàhiri. L'accento va sulla seconda "a".