| Il Centro di Architettura di Vienna
è parte del più ampio complesso del Quartiere dei
Musei, un grande isolato urbano progettato quasi interamente da
Fischer von Erlach nel 1716 come scuderia imperiale, e ampliato
da Ortner & Ortner e Manfred Wehdorn fra il 1990 e il 2001.
Wehdorn ha curato il riuso delle ex scuderie ove è situato
il Centro di Architettura, o Az W, che occupa parte di un’ala
dell’antico edificio. Pur essendo il risultato del riadattamento
di strutture esistenti, il Centro rappresenta un impianto complesso
impostato sulla polifunzionalità e su dotazioni tecnologicamente
avanzate. L’organismo è aggregato intorno a una corte
che ne individua l’ingresso e si snoda lungo un percorso a
forma di U. L’Az W svolge funzioni di archiviazione di materiale
storico connesse ad un’ampia attività divulgativa fondata,
oltre che sulle mostre temporanee, sulla presenza di spazi multimediali
fra i quali un e-shop. All’atto della fondazione del Centro
(1993) il primo obiettivo fu la promozione dell’architettura
a scopo educativo, più che la fondazione di un museo. Oggi,
oltre a svolgere attività pubblicitaria, l’Az W soddisfa
tutte le funzioni di un museo tradizionale: raccogliere, preservare
e ricercare. L’archivio custodisce una ampissima collezione
suddivisa in base alla provenienza: archivi di architetti austriaci,
progetti individuali di architetti contemporanei e il grande archivio
fotografico Achleitner dell’architettura austriaca del ‘900.
L’aspetto divulgativo è soddisfatto da quattro diversi
spazi: il Podium, una aula adibita a sala conferenze, la F3 Hall,
ove si svolgono workshops con l’ausilio di attrezzature multimediali,
la New Hall, frazionabile per mezzo di pareti mobili, e la Old Hall
utilizzata per la presentazione di archivi storici. Allo scopo di
trasmettere al grande pubblico un’idea dell’architettura
come produzione di cultura e processo complesso si è preferito
rinunciare a spazi per mostre permanenti. Il Centro è inoltre
dotato di una biblioteca e di una cafeteria progettata da Anne Lacaton
e Philippe Vassal.
bibliografia:
“Domus”, n. 840, settembre 2001 (articolo sul Museumquartier,
del quale il Centro è parte integrante).
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