| Il Museo dell’Architettura
estone ha come obiettivo la raccolta, la conservazione, lo studio,
l’interpretazione e la divulgazione dell’architettura
estone. Fondata nel 1991, dal 1996 la struttura occupa parte del
magazzino del sale Rotersmann, un possente edificio in pietra calcarea
realizzato da Ernst Boustedt nel 1908. Il fabbricato, restaurato
e rifunzionalizzato dallo studio Urbel & Peil, si articola oggi
su quattro livelli fuori terra e uno interrato. Alla massiccia costruzione
sviluppata in senso longitudinale si contrappongono gli spazi interni,
aggregati intorno ad un esteso vuoto centrale a tripla altezza.
Il Museo di architettura occupa il primo livello, ambito attraversato
da due lunghe passerelle, gallerie sospese che consentono di modulare
diversi eventi coesistenti ed essere usate come dispositivi tecnici
per gli allestimenti al piano inferiore. Il livello basamentale
è costituito da una grande hall espositiva utilizzata dal
Museo di arte estone. La funzione divulgativa è espressa
attraverso il principio dell’esposizione temporanea, rinunciando
a spazi museali allestiti in permanenza. Anche il piano interrato
è utilizzato per mostre ed eventi artistici, sintetizzando
in una unica struttura spazi dedicati all’architettura e all’arte
contemporanea. L’archivio documenta l’architettura estone
dalla seconda metà dell’800 a oggi e conserva circa
5200 unità archivistiche, delle quali ciascuna è costituita
da un numero variabile di disegni, plastici e altro provenienti
da archivi personali o elaborati per concorsi di architettura. L’archivio
fotografico consta di circa 14.000 oggetti fra negativi, diapositive
e stampe. Entrambi gli archivi sono aperti ai ricercatori. La biblioteca
del museo conserva circa 4500 volumi, svolge attività editoriale
ed è aperta ad architetti, ricercatori e studenti. Il Museo
di Architettura fa della flessibilità dello spazio interno
uno degli aspetti più significativi della propria organizzazione,
spingendosi ad ospitare anche conferenze internazionali, workshops,
concerti e festivals.
bibliografia:
K. Hallas, K. Mandmaa (a cura di), The Museum of estonian Architecture,
s.l., s.d., brochure del Museo.
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