| Nel 1998 il Ministero per i Beni
e le attività culturali ha bandito un concorso internazionale
per la realizzazione del nuovo Centro per le arti contemporanee
a Roma, nell’area della Caserma Montello, al Flaminio. Il
progetto vincitore di Zaha Hadid consiste nella sovrapposizione
di un sistema di flussi, che conformano gli spazi del museo, al
vecchio tessuto urbano. Il sito è solcato da spazi espositivi
che si sovrappongono e si attraversano vicendevolmente, generando
una complessità geometrica per la quale gioca un ruolo rilevante
la struttura del solaio di copertura, ideato come luogo di intercettazione
della luce naturale.
Con il restauro della caserma, nel 1999 hanno avuto inizio i lavori
per la realizzazione del Centro, istituito con la legge 237/99,
che all’art.1 ne definisce le finalità: “raccogliere,
conservare, valorizzare ed esporre le testimonianze materiali della
cultura visiva internazionale, favorire la ricerca, nonché
svolgere manifestazioni e attività connesse”, oltre
a stanziare i fondi (125 miliardi di vecchie lire) per la realizzazione.
La promozione dell’architettura e delle arti contemporanee,
obiettivo primario del Centro, è già iniziata negli
spazi dell’ex-caserma, ove sono state allestite mostre ed
incontri di cultura, curati dalla DARC (Direzione generale per l’Architettura
e l’Arte Contemporanee), che è attiva anche nell’acquisizioni
di fondi archivistici, considerati il punto di congiunzione tra
conservazione e promozione, tra cultura specialistica e divulgazione.
La collezione permanente di archivi di architetti del Novecento
consiste, ad oggi, nei fondi di Carlo Scarpa (31400 pezzi), Aldo
Rossi (1000 disegni, 9 scatole di foto e carteggi, 50 cassette audio
e video, 13 quaderni di appunti, 11 plastici), Vittorio De Feo (2917
disegni, 31 quaderni e blocchi di appunti, 25 faldoni, 248 scatole
di foto e diapositive, 25 plastici), Sergio Musmeci (1500 disegni,
50 fascicoli di documenti allegati ai progetti, 20 fascicoli di
materiale di studio, 2 plastici) ed Enrico Del Debbio (44000 disegni)
e sarà incrementata con le donazioni di altri progettisti
ed anche con materiali rappresentativi delle stagioni della cultura
architettonica, come per esempio i materiali dei concorsi di progettazione
e di idee o quelli prodotti dalle iniziative del museo stesso. La
consistenza degli spazi espositivi è equamente suddivisa
tra la sezione arte e la sezione architettura; gli ambienti per
la custodia dei fondi archivistici sono attualmente situati negli
spazi ai piani superiori del Museo Andersen che dista poche centinaia
di metri dal Maxxi.
bibliografia: "Abitare", n. 383, aprile
1999; "Casabella", n. 670, settembre 1999 ; "AR.
Bollettino dell'Ordine degli architetti di Roma e Provincia",
n. 24, luglio-agosto 1999; "Domus", n. 832, dicembre 2000;
M. Guccione (a cura), Zaha Hadid. Opere e progetti, Allemandi,
Torino-Londra-Venezia 2002, pp. 74-79; "Metamorfosi",
n.54, maggio-giugno 2005.
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