| L’archivio-museo del Bauhaus
fu progettato da Walter Gropius nel 1964 per ospitare il centro
studi sull’attività del Bauhaus. Il Centro, che era
stato fondato a Darmstadt nel 1960, dal 1971 ebbe una sede provvisoria
in un edificio ottocentesco sulla Schloßstrasse a Berlino,
città nella quale tra il 1976 e il 1978 fu realizzato postumo
il progetto di Gropius.
L’edificio, che consiste in due corpi paralleli leggermente
slittati fra loro, collegati da un elemento trasversale sul quale
è posto l’accesso agli spazi espositivi, è caratterizzato
da tre serie di shed che illuminano gli ambienti a doppia altezza
del museo.
La forma ad H della pianta dell’edificio progettato per la
zona di Rosenhöhe a Darmstadt fu adattata al nuovo sito berlinese
da Alex Cvijanovic e Hans Baudel.
Nella zona esterna all’ingresso si dipana una lunga rampa
pedonale che scavalca l’edificio passando sulla copertura
tra le creste dei lucernai.
L’archivio-museo consta di due piani fuori terra e un interrato.
Il primo livello è quasi interamente dedicato all’esposizione
permanente e alle mostre temporanee che rappresentano l’attività
prevalente del Bauhaus-Archiv; al piano superiore sono collocati
gli uffici, una biblioteca di 22.000 volumi aperta al pubblico e
una piccola parte degli archivi. Il resto del patrimonio archivistico
è custodito in altra sede.
Le collezioni comprendono 3.000 documenti tra lettere e manoscritti
di docenti e studenti del Bauhaus; un archivio fotografico di 50.000
foto e 1.500 diapositive; più di 8.500 pezzi tra disegni,
pitture e sculture. Una importante sezione dedicata all’architettura,
infine, consta di circa 8.000 disegni e di una serie di modelli
che rappresentano i 200 lavori svolti nei corsi. Appartengono a
questa sezione gli archivi degli architetti W. Ebert, H. Heide,
G. Hassenpflung, F. Kaldenbach, K. Keller, F. Singer, H. Soeder
e P. Tollziner.
Completano il patrimonio del Bauhaus-Archiv: una piccola collezione
di disegni di Gropius e l’archivio delle Officine Fagus.
bibliografia: "Bauwelt", n 16-17, aprile 1994;
"Ottagono", n. 57, giugno 1980; "Domus", n.
561, agosto 1976.
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