NEWS
MASTER PROGRAMMATI
Master universitario di I livello in
:
"La
riabilitazione del paziente ipovedente affetto da malattie rare oculari"
Master universitario di I livello in
:
"Oftalmologia
medico legale"
Master universitario di I livello in
:
"Diagnostica
delle patologie vitreo-retiniche"
Master universitario di I livello in
:
"La
chirurgia della cataratta: corso base di tecnica chirurgica propedeutico
alla autonoma realizazione di interventi"
Per informazioni telefonare al n. 06.49975357
- 06.49975305
Riaperto all'Umberto I
il Centro per la retinite pigmentosa
Il 3 giugno 2008 ha riaperto presso il Dipartimento di Scienze Oftalmologiche
di Roma il Centro per la cura
esclusiva della retinite pigmentosa e delle altre malattie
ereditarie degenerative che colpiscono la retina (malattia di Stargardt,
di Best, ecc.). L'attività del Centro ha ripreso a svolgersi
tutti i martedì e i mercoledì dalle 9 alle 13.
La retinite pigmentosa è una patologia che colpisce entrambi
gli occhi a lungo andare non solo causa la perdita del campo visivo
periferico, ma anche un peggioramento della visione notturna. In molti
casi si riduce l'acutezza visiva: la malattia ereditaria può
portare alla drastica riduzione del visus fino a meno di un decimo
e progredire fino alla cecità.
Per prenotazioni delle visite si può contattare direttamente
lo 06 49975384 (attivo i giorni feriali dalle 9 alle 13) oppure rivolgersi
al Centro unico di prenotazioni regionale del Lazio (tel. 80 33 33)
richiedendo espressamente di essere visitati presso il Policlinico
Umberto I-Università La Sapienza di Roma. Ovviamente
bisogna presentarsi alla visita con l'impegnativa del medico che attesti
la diagnosi (o il sospetto) di retinite pigmentosa o di un'altra malattia
ereditaria retinica; non va dimenticata la tessera sanitaria; il ticket
si può pagare direttamente presso la struttura sanitaria.
Bambini meno miopi se stanno all'aria aperta
I bambini possono diventare meno miopi quando praticano
sport e altre attività ricreative alla luce e all'aria aperta.
Se questa affermazione potrebbe suonare ovvia, in realtà difficile
trovare studi scientificamente rigorosi che ne dimostrino la fondatezza.
L'Università di Sidney ha pubblicato però una ricerca condotta
su oltre quattromila bambini (pubblicata sulla rivista Ophthalmology),
che ha coinvolto 1765 piccoli di sei anni e 2367 dodicenni. Gli oculisti
dell'Università di Sidney si sono resi conto che ciò che conta
è la maggior quantità di luce a cui si è esposti
quando si sta all'aria aperta: più essa è intensa e
maggiore è la profondità di campo e, dunque, la visione
è più definita. Inoltre, l'aspetto più interessante
è che la retina viene stimolata a rilasciare la dopamina, un
neurotrasmettitore che sembra inibire o rallentare l'allungamento
del bulbo oculare tipico dei miopi, a causa del quale il fuoco cade
troppo avanti rispetto alla superficie retinica. I ricercatori australiani
hanno osservato questo fenomeno nei dodicenni." Un numero maggiore
di ore trascorse all'aria aperta, più che lo sport per sé,
è stato associato a una minore miopia."
Lo studio della correlazione tra dopamina e miopia è affine
a ricerche già condotte in Italia dal Prof. Corrado Balacco,
direttore del Dipartimento di Scienze Oftalmologiche dell'Università
La Sapienzadi Roma. "Abbiamo fatto studi “- spiega il
Prof. Balacco “- sulle variazioni ormonali dei miopi elevati,
soprattutto in quelli con tendenza al peggioramento. L'aumento del
cortisolo nel plasma sanguigno spiega, in parte, quale sia la patogenesi".
Questo discorso è collegato non solo all'esposizione alla luce,
ma anche alla deprivazione visiva. Infatti è stato dimostrato
che, impedendo alle scimmie antropomorfe una visione distinta, il
bulbo oculare si allunga e gli animali diventano miopi. Un meccanismo
simile si può verificare negli esseri umani.
"L'unico modo per impedire che si instauri un circolo vizioso
di questo tipo - conclude il Prof. Balacco - è la
prevenzione: bisogna correggere subito la miopia nei bambini, intervenendo
sin da principio in modo totale e permanente". Ciò significa
fare uso delle lenti prescritte dal medico oculista. Quando si è
superata la maggiore età , ma solo una volta che il difetto
si sia stabilizzato (sia esso miopia, astigmatismo o ipermetropia),
si può intervenire anche col laser.