LA STORIA DELL'ISTITUTO E I SUOI DIRETTORI
L'atto di nascita ufficiale dell'Università di Roma è rappresentato dalla bolla papale di Bonifacio VIII del 20 aprile 1303, che istituiva lo Studium Urbis per coltivare la ricerca.
Nel 1568 l'Università cominciò ad essere indicata col termine attuale di "La Sapienza". Nello stesso periodo erano già in fase avanzata i lavori di costruzione e di ampliamento del Palazzo omonimo ("Palazzo della Sapienza"), dove aveva sede l'Università.
Secondo l'ipotesi più accreditata il progetto venne realizzato su un originario disegno di Michelangelo, ampliato poi da Giacomo della Porta e terminato da Francesco Borromini sotto Alessandro VII. In questo complesso architettonico, che comprende la Cappella di Sant'Ivo, oggi è conservato l'Archivio di Stato.
Dopo il 1870, con l'unità d'Italia, divenuta Roma la Capitale della Nazione, l'Università fu radicalmente riformata nel suo ordinamento e, in breve tempo, ritornò ad essere un centro di attrazione culturale. Il fabbricato della Sapienza risultò ben presto insufficiente: fu necessario ricorrere ad altri edifici, quale l’ex convento di Panisperna e di S. Antonio nonché il Monastero di Santa Prudenziana.
La facoltà di Medicina aveva necessità di nuovi spazi e di nuove strutture per rispondere alle necessità di una società in costante evoluzione. Nacque così l'idea di un grande Policlinico che riunisse le cliniche ed i laboratori, garantendo l'insegnamento e la ricerca. In questo modo sarebbe continuata una tradizione prestigiosa che aveva avuto, nei secoli precedenti, maestri celeberrimi quali Eustachio, Colombo, Malpigli o Lancisi.
La prima pietra del Policlinico, progettato dall'Architetto Podesti, fu posta il 19 gennaio 1888 alla presenza dei Sovrani d'Italia, nei pressi di Castro Pretorio. La costruzione negli anni successivi fu molto travagliata, con frequenti modifiche al progetto iniziale e numerose soste per mancanza di fondi. La grande Opera fu terminata nel 1902 e, nei primi mesi del 1903, dopo una solenne inaugurazione in Campidoglio, il Ministero dei Lavori Pubblici procedette alla consegna dei vari Istituti. Tuttavia, solo nell'agosto 1904 il Policlinico cominciò a funzionare, con una capacità complessiva di 1150 posti letto.
Nel frattempo anche per le altre facoltà si andava facendo pressante il problema di strutture adeguate per accogliere una popolazione studentesca in continuo aumento (circa quattromila iscritti nel 1904). Dopo molte proposte e discussioni furono stanziati nel 1907, con apposita legge, dei fondi per la costruzione di una nuova Università nei pressi del Policlinico. Erano anni economicamente difficili per l'Italia e, fra mille difficoltà - con lo scoppio della I Guerra Mondiale - nel 1935 si giunse alla realizzazione della Città Universitaria.
L'insegnamento autonomo di "Clinica Oculistica" non era previsto dall'Ordinamento dell'Università romana prima dell'Unità d'Italia. Tuttavia, venne indicato per la prima volta nella Convenzione del 1870 ed istituito nell'anno successivo (1871). In quell'epoca la sede fu temporaneamente fissata presso l'Ospedale San Giacomo in via del Corso. Il Prof. Magni fu nominato Direttore, ma non si hanno notizie precise sui suoi corsi d'insegnamento. Nel 1873 gli successe il Prof. Francesco Businelli.
I Direttori
Corrado Balacco Gabrieli In carica dal 1989

Il Prof. Corrado Balacco Gabrieli è stato collaboratore del Prof. Scuderi presso l'Istituto di Clinica Oculistica dell'Università di Bari. Nel maggio 1986 è risultato vincitore del concorso di professore di Prima Fascia, diventando titolare dell'Insegnamento di Ottica Fisiopatologica presso la stessa Università. Nel novembre '89 è stato chiamato presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" a dirigere la II Divisione di Clinica Oculistica e la cattedra di Ottica Fisiologica. Dal 1994 è direttore dell'Istituto di Oftalmologia.
Ha svolto una vasta serie di ricerche in vari campi dell'oftalmologia: dalla farmacologia alla clinica, dalla fisiopatologia alla virologia, dalla genetica alla biochimica. Molti sono i contributi interessanti ed originali, testimoniati da numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali. Nel gennaio 1983 gli è stato affidato, nell'ambito del progetto "laser di potenza" del Consiglio Nazionale delle ricerca (C.N.R.), il compito di svolgere sperimentazioni cliniche in Italia col laser Nd:Yag. Particolare interesse ha sempre avuto nei confronti dei vizi di refrazione: è autore di una originalissima teoria sull'origine della miopia (più esattamente sull'eziopatogenesi della miopia degenerativa). Inoltre ha apportato delle modifiche personali al software utilizzato nel trattamento delle miopie mediante laser ad eccimeri. E' autore di oltre 400 pubblicazioni e relazioni a congressi nazionali ed internazionali, in molti dei quali è stato invitato come ospite d'onore, così come è avvenuto in numerose conferenze in Italia e all'estero.
Negli ultimi anni, con la direzione del Prof. Corrado Balacco Gabrieli, nel Dipartimento di Scienze Oftalmologiche è stato portato avanti un programma caratterizzato non solo da un continuo potenziamento di ogni attività clinica didattica e scientifica, ma anche da una riorganizzazione logistica e strutturale di quasi tutti i Servizi e Centri di Ricerca, molti dei quali rappresentano oggi centri di Eccellenza e di riferimento nazionale.
Mario R. Pannarale
1979-1989

Il Prof. Pannarale ha dato un notevole impulso all'incremento dell'Istituto. Per la parte riguardante la I Clinica Oculistica si è associato al Prof. Scuderi, il quale sarebbe poi divenuto a sua volta Direttore dell'Istituto, facendo rinnovare le strutture ambientali: ambulatori generali, ambulatori speciali, sale operatorie e reparti di ricerca.
Sotto la sua direzione la I Clinica è stata dotata di apparecchiature avanzate per la ricerca, la diagnosi, la terapia parachirurgica e chirurgica nel campo oftalmologico.
Del Prof. Pannarale si ricordano le ricerche sperimentali e cliniche sulle malattie infettive oculari (in particolare sul tracoma, una malattia oculare particolarmente diffusa nei Paesi in via di sviluppo); inoltre si è occupato di vari problemi di ottica fisiopatologica, di farmacologia e farmacoterapia oculare, riservando particolare attenzione agli studi clinici sulla retina. A quest'ultimo settore di ricerca il Prof. Pannarale ha dedicato oltre un trentennio della sua attività, dalla quale sono scaturite rilevanti osservazioni cliniche e notevoli innovazioni di tecnica chirurgica. In particolare nell'ultimo decennio della sua direzione ha sviluppato diverse tecniche di microchirurgia oculare.
Il Laboratorio di Tecnologie Biomediche, istituito nell'ambito della I Clinica, ha consentito al Prof. Pannarale di realizzare e suggerire sofisticate apparecchiature per la microchirurgia. E' stato membro di numerose Società Oftalmologiche ed è stato tra i primi Soci Fondatori del Club Gonin. La sua attività di ricerca è stata costante e vastissima: essa è raccolta in più di 300 pubblicazioni su riviste italiane ed internazionali che investono tutti gli aspetti dell'Oftalmologia. Egli è stato insignito di varie onorificenze, tra le quali la medaglia d'oro al merito per la Sanità Pubblica. Nel 1977 è diventato Direttore della della Scuola Speciale per Ortottisti e assistenti in Oftalmologia. Il primo Novembre 1980 è stato nominato Direttore della II Scuola di Specializzazione in Oftalmologia.

Chiamato nel 1977 a dirigere la II Divisione della Clinica Oculistica dell'Università "La Sapienza" di Roma, è stato anche nominato - con voto unanime della Facoltà - Direttore per supplenza della I Cattedra (anni 1978-9). È stato Direttore di Clinica Oculistica, della I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia e della II Clinica Oculistica. Circa 300 sono le pubblicazioni personali in Italia e all'estero, tra cui 15 monografie. Oltre 900 sono i lavori della sua Scuola. Tale produzione scientifica comprende quasi tutti i campi dell'oftalmologia.
Il Prof. Scuderi ha descritto svariati quadri morbosi rari o del tutto sconosciuti; tra questi ultimi è da annoverare una particolare forma di malattia della retina (retinite essudativa esterna diffusa benigna). Inoltre sono importanti numerosi lavori sui tumori del bulbo oculare, delle strutture annesse e dell'orbita, nonché le sue pubblicazioni sulle malformazioni congenite oculari e sulla microchirurgia (di cui in Italia è stato un precursore).
L'impiego di molte metodiche originali ha consentito al Prod. Scuderi di raggiungere risultati degni di attenzione e sovente tra i migliori riportati in Letteratura medico-scientifica internazionale. Nel 1980 ha fondato una nuova Rivista intitolate "Clinica Oculistica e Patologia Oculare". Ha ricoperto una serie di incarichi prestigiosi ed è stato insignito di numerosi premi e benemerenze da parte di varie Accademie, Atenei, Società scientifiche e Associazioni culturali in Italia e all'Estero.
Gian Battista Bietti
1955-1977

Il Prof. G. B. Bietti fu titolare della Cattedra di Clinica Oculistica dell'Università di Roma sino al 1977. La sua attività scientifica - che non conobbe soste sino alla morte - è documentata da oltre 450 pubblicazioni, cui devono aggiungersi diverse centinaia di articoli dei Suoi allievi. Il suo interesse di ricercatore e di clinico si rivolse a quasi tutti i campi dell'oculistica. Propose, inoltre, alcune tecniche chirurgiche originali per la ptosi, lo strabismo ed il glaucoma. Egli descrisse inoltre quadri clinici molto rari o del tutto nuovi che ancora oggi portano il suo nome dell'Autore.
La sua intensa attività di clinico e ricercatore gli valse l'assegnazione di importanti riconoscimenti onorifici (Medaglia d'Oro della "Ligue contre le Trachome", Medaglia d'Oro dei Benemeriti della cultura e dell'Arte, Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica, Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana ed il conferimento di numerosi premi (Vittorio Emanuele II, Internazionale Cirincione, Axenfeld, ecc.). Durante la sua lunga permanenza presso l'Università di Roma, il Prof. G.B. Bietti procedette all'organizzazione dei vari Servizi, potenziando quelli già esistenti e creandone di nuovi. In particolare, vanno ricordati il Laboratorio di Elettroretinografia, il Reparto di Fisiofarmacologia Oculare e il Laboratorio di Bioingegneria.
L'istituzione del Laboratorio di Elettroretinografia risale al 1960; inizialmente ne assunse la direzione il Prof. A. Wirth. Qualche anno più tardi il Prof. Bietti, intuendo l'importanza che lo sviluppo tecnologico avrebbe assunto anche nell'oftalmologia, decise di associarvi un Laboratorio di Bioingegneria; per la direzione chiamò a l'ing. Rispoli.
Il Reparto di Fisiofarmacologia Oculare fu costituito nel 1966 con l'intento di realizzare un Centro che si dedicasse prevalentemente alla ricerca e allo studio di nuovi farmaci di interesse oftalmologico. Per assolvere a tale compito, furono chiamati il Prof. Michele Virno (allora Aiuto del Prof. Daniele Bovet, Premio Nobel per la Medicina e Direttore del Laboratorio di Chimica Terapeutica dell'Istituto Superiore di Sanità) e la Dott.ssa José Pecori Giraldi, ricercatrice presso il suddetto Istituto.
Da allora nel campo della Fisiofarmacologia Oculare furono effettuate una serie di ricerche che consentiriono, tra l'altro, di individuare nuovi farmaci di nuova applicazione in oftalmologia. Durante la sua lunga e brillante carriera Bietti ha sempre avuto una folta schiera di allievi. Fra essi hanno raggiunto la cattedra universitaria: i Proff. E. Bagolini (Università Cattolica Roma), E. Boles Carenini (Torino), Grignolo (Genova), Pannarale (Roma), C. Q. Quaranta (Brescia), Scullica (Messina) e A. Wirth (Pisa). Nel 1977 il Prof. G. B. Bietti morì improvvisamente al Cairo, dove si era recato per partecipare a un Congresso La Facoltà di Medicina e Chirurgia; nel frattempo aveva affidato temporaneamente la Direzione dell'Istituto al Prof. M.R. Pannarale, Suo Allievo e Professore di Ottica Fisiopatologica. Nello stesso anno venne il Ministero della Pubblica Istruzione istituì una nuova Cattedra di Clinica Oculistica.
La facoltà Medica chiamò a dirigerla per trasferimento il Prof. Giuseppe Scuderi, già Professore Ordinario e Direttore dell'Istituto di Oculistica dell'Università di Bari. Con successivo provvedimento la stessa Facoltà affidò, con voto unanime, al Prof. Scuderi la Direzione della I Cattedra (al momento vacante). Tale incarico venne mantenuto fino al 1979, epoca in cui il Prof. M.R. Pannarale - vincitore del Concorso ad Ordinario - ne divenne titolare.

Il Prof. Vittoriano Cavara diresse la Clinica romana per un ventennio, dal 1935 al 1955. La sua produzione scientifica fu costante e vastissima: essa è raccolta in circa 80 pubblicazioni che investono tutti gli aspetti dell'Oftalmologia. Nel 1928 scrisse un'ampia monografia sulle "Micosi Oculari", che per molti anni è stata l'unica trattazione sull'argomento e la fonte principale di riferimento.
L'opera che lo impegnò maggiormente, che fu molto apprezzata anche all'estero, specialmente negli Stati Uniti, fu la seguente: "Le manifestazioni oculari delle malattie da virus e da rickettsie" (1952), che rappresentò per molto tempo la monografia più completa e consultata sulle virosi oculari.
Il Prof. Cavara si interessò a problemi di natura chirurgica; fu tra i primi in Italia ad operare il distacco di retina e si dedicò allo studio della cheratoplastica e delle applicazioni oftalmolgiche delle resine sintetiche.
Tra i Suoi allievi vanno ricordati: Gian Battista Bietti, Marcello Focosi (che fu cattedratico a Sassari, a Pisa e a Firenze) e Franco D'Ermo, direttore nelle Cliniche Oculistiche di Cagliari, Bari, Padova e Roma Tor Vergata. Morì improvvisamente il 25 giugno 1955, nel pieno della sua attività di clinico e di didatta. Al suo posto fu chiamato G. B. Bietti.

Fu un illustre clinico e un abile chirurgo, tanto da riscuotere ovunque un largo successo professionale. Soprattutto fu un insuperabile didatta, amato dai suoi allievi, e un ricercatore instancabile, che prediligeva dedicare ai suoi studi gran parte del suo tempo. Fu autore di oltre 100 lavori, tra cui numerose e voluminose monografie.
Va ricordato, per la completezza e chiarezza degli argomenti trattati, il suo "Manuale di oculistica pratica" (edito da Vailardi), di cui uscirono ben cinque edizioni e su cui si formarono intere generazioni di medici italiani. Numerosi furono i suoi allievi, fra i quali due meritano una particolare menzione per le ricerche e i successi ottenuti in campo chirurgico: Epimaco Leonardi, Direttore dell'Ospedale Oftalmico di Roma, insigne ed indimenticabile oftalmologo, e Benedetto Strampelli, Primario emerito dell'Ospedale S. Giovanni, geniale ideatore di numerosi interventi.
Nel 1935, nel pieno delle sue forze intellettuali e della sua attività clinica e scientifica, fu costretto a lasciare l'insegnamento a causa di un provvedimento che abbassava i limiti di età per i professori universitari. Avrebber però continuato la sua opera di studioso senza sosta e con immutata passione per il resto della sua vita. Presso la Clinica Oculistica di Roma fu chiamato a sostituirlo il Prof. Vittoriano Cavara.
Giuseppe Cirincione
1908-1927

Giuseppe Cirincione diresse la Clinica Oculistica di Roma dal 1908 al 1927, elevandola a dignità di Istituto tra i più apprezzati del mondo. Egli infatti, riuscì, in poco tempo, a trasformarla in un centro di ricerca oftalmologica, cui facevano riferimento studiosi italiani ed esteri. La Clinica Oculistica fu in poco tempo completamente riorganizzata e dotata di laboratori e strumentazione all'avanguardia per l'epoca. Procedette, inoltre, alla raccolta di ricchissima collezione di preparati istologici e di disegni colorati delle malattie oculari, ritenuta una tra le più belle d'Europa.
Conscio dell'importanza sempre maggiore dell'attività pubblicitaria, aveva fondato già a Palermo (1900) una nuova rivista scientifica, "La Clinica Oculistica", che nel 1917 a Roma venne fusa con la rivista del Prof. Rampoldi, dando così vita agli "Annali di Oftalmologia e Clinica Oculistica". Numerosissimi furono i suoi allievi che raggiunsero la cattedra universitaria: Speciale a Torino, Maggiore a Genova, Cattaneo a Milano, Di Marzio a Bologna, Lo Cascio a Napoli, Calderaro a Catania e Contino a Palermo.
La sua produzione scientifica fu molto vasta ed interessò ogni aspetto dell'oculistica. Della sua incessante attività di clinico e di chirurgo va ricordato che fu il primo a praticare con successo, in Italia e in Europa, l'innesto corneale (1907) su un occhio di un lavoratore cieco a causa di un leucoma (prelevando il disco di cornea da trapiantare dal bulbo di un altro paziente affetto da tumore maligno dell'orbita).
Gli ultimi anni della sua vita furono costellati da molte vicissitudini e amarezze. Scrisse di lui Park Lewis: "Un carattere così indomabile ed energico doveva necessariamente irritare la sensibilità di coloro che non erano d'accordo con lui. Cirincione senza dubbio aveva qualcuno dei difetti dei grandi lavoratori: era leale con i suoi amici, ma disprezzava i suoi nemici e non esitava ad esprimere i suoi sentimenti in maniera chiara e tagliente".
Nel 1929 la Cattedra di Clinica Oculistica fu affidata al Prof. Giuseppe Ovio.
Francesco Businelli
1873-1907
Allievo del Prof. Arlt di Vienna, Businelli proveniva dall'Università di Modena, dove era stato professore ordinario per dieci anni. Durante la sua direzione la Clinica fu trasferita dall'Ospedale San Giacomo a quello del Santo Spirito ed, infine, nella nuova ed ampia sede del Policlinico Umberto I. Vasta fu la sua produzione scientifica, compendiata in circa 50 pubblicazioni, tra cui molte a carattere monografico.
Egli stesso era solito affermare che "la scienza non è un monopolio riservato a pochi privilegiati" e che fosse suo intento prioritario "comunicare le poche cognizioni che abbiamo acquistato a tutti quelli che possono trarne un vantaggio pratico nella vita"; "del resto io non ambisco di produrre delle grandi novità, mi contento di scrivere delle verità".
Alla sua morte, dopo un anno di reggenza del Prof. Fortunati, suo allievo e primo collaboratore, fu chiamato a succedergli il Prof. Giuseppe Cirincione.
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