ATTUALITÀ TERAPEUTICHE PER LA CURA DELLA DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL'ETÀ

Responsabile: Dott.ssa Lia Giustolisi
Dipartimento di Scienze Oftalmologiche
Direttore: Prof. Corrado Balacco Gabrieli

 

Prevenzione

Importante in questo tipo di patologia è la prevenzione.

 

Diagnosi precoce

Nella prevenzione della degenerazione maculare legata all'età è importante la diagnosi precoce, quando cioè la lesione è ancora di dimensioni limitate e quindi di più semplice trattamento. A tale scopo è disponibile un semplice autotest (test di Amsler) che consiste nell'osservare il centro di una griglia quadrettata con ogni singolo occhio sì da poter rilevare il primo insorgere di visione distorta, di annebbiamento o di interruzione dell'immagine, che rappresentano i sintomi precoci di una lesione maculare.

 

Controllo dei fattori di rischio

Fattori di rischio: se ovviamente nulla si può fare sul principale di questi costituito dall'età, molto si può fare adattando norme di vita più corrette, quali l'astensione dal fumo, l'uso di lenti protettive dalla luce e dai raggi UV, diete ricche di frutta e verdura, il controllo ottimale della pressione arteriosa.

 

Terapia medica preventiva

E' stata proposta anche una terapia medica preventiva per la degenerazione maculare legata all'età a base principalmente di integratori dietetici e complessi polivitaminici ad azione antiossidante. In un recente studio prospettico statunitense è stato rilevato che la somministrazione di alte dosi di vitamine C ed E, betacarotene, zinco, rame (Studio AREDS) ha un'azione benefica su circa il 25% dei casi riducendo l'insorgenza della patologia. Altri studi però sono necessari per verificare la reale efficacia di questi trattamenti. Centro di Diagnosi e Terapia delle Maculopatie Tel. 0649975349

 

Fotocoagulazione con Argon laser

Fino a pochissimi anni fa la fotocoagulazione classica con laser ad argon era l'unico trattamento possibile per la degenerazione maculare "umida". L'energia termica di questo tipo di laser, seppure efficace per l'obliterazione dei neovasi sottoretinici, comporta l'inevitabile danneggiamento della retina sovrastante con lesioni iatrogene talora rilevanti.

 

Terapia fotodinamica

Recentemente per la degenerazione maculare "umida", la fotocoagulazione viene effettuata con i cosiddetti laser "freddi" o "intelligenti", che evitano il danneggiamento diretto della retina. Il più diffuso di questi moderni trattamenti è la terapia fotodinamica (Photo Dinamic Therapy PDT), che prevede l'iniezione endovena di una sostanza fotosensibile (la verteporfina) che si concentra selettivamente all'interno dei vasi della membrana neovascolare sottoretinica. L'esposizione ad un raggio laser non termico (con lunghezza d'onda di 689 nm) determina l'attivazione della verteporfina che provoca la trombizzazione dei vasi patologici senza danneggiare la retina sovrastante. Purtroppo la chiusura dei neovasi dopo un singolo trattamento è spesso solo temporanea per cui sono necessari più trattamenti in tempi successivi. Numerosi studi policentrici eseguiti sia in America che in Europa hanno evidenziato l'efficacia di questo trattamento in circa il 60% dei casi: sulla base di questi risultati la PDT ha avuto l'approvazione da parte sia della FDA statunitense, che della Comunità europea.


Farmaci antiangiogenici
Nuovi farmaci utilizzati per via intravitreale sono utilizzati insieme alla terapia fotodinamica per rallentare la progressione di una patologia diffusa tra la popolazione: la degenerazione maculare di tipo essudativo. Si tratta di una nuova terapia che richiede personale specializzato e competente. Questi farmaci hanno lo scopo di rallentare la progressione della patologia con possibilità in una discreta percentuale di casi di migliorare la acuità visiva. Al momento gli studi sono ancora limitati per chiarire se questo effetto si mantenga per periodi superiori ai due anni, ma soprattutto se il rapporto beneficio-rischio rimanga favorevole nel tempo.

 

Trattamento chirurgico

Sono stati proposti trattamenti alternativi di tipo chirurgico, i cui risultati però non sono ancora scientificamente valutati con trials clinici che ne consentano un utilizzo più esteso.


Asportazione diretta della membrana neovascolare
Già da oltre un decennio si è adottata una tecnica chirurgica di asportazione diretta della membrana neovascolare attraverso un'incisione della retina pericentrale; questo intervento troppo spesso si rivela poco efficace dal punto di vista funzionale anche a causa dell'inevitabile danneggiamento dell'epitelio pigmentato durante l'atto chirurgico e pertanto le indicazioni si vanno sempre più limitando.


Traslocazione maculare
Più recentemente, in casi selezionati, si può adottare una tecnica definita di "traslocazione maculare". Con questo intervento la retina viene staccata e mobilizzata totalmente e, dopo aver eseguito un taglio della retina stessa su 360°, la si sottopone ad una leggera rotazione , che consente la trasposizione della retina maculare da salvare su una zona di coroide "sana", libera cioè da neovasi. Con questo complesso intervento si possono talora ottenere anche miglioramenti funzionali lusinghieri, ma l'estrema complessità della chirurgia e l'elevata incidenza di complicazioni, tra cui la più temibile è il distacco di retina, limitano le indicazioni a casi estremamente selezionati soprattutto con grave compromissione visiva dell'occhio controlaterale.

 

Ipovisione

Un cenno va fatto alle possibilità di compensare la grave ipovisione correlata alla maculopatia senile evoluta. A questo scopo sono disponibili ausili sia di tipo ottico che elettronico per aiutare i pazienti soprattutto nella lettura; l'ottimale utilizzo di questi sistemi prevede un "allenamento" del paziente che impara a sfruttare al massimo le aree di retina pericentrale ancora funzionanti. Oggigiorno sono disponibili alcuni sussidi ottici ed elettronici che con opportuni training di riabilitazione visiva risultano assai validi: si tratta sostanzialmente di sistemi telescopici e di videolettori, che ingrandendo enormemente i testi scritti consentono una certa possibilità di lettura. Per l'utilizzo di questi moderni sussidi i pazienti devono essere seguiti da personale tecnico specializzato in ortottica ed assistenza oftalmologica negli esercizi di riabilitazione visiva.

 

Possibilità future

Va fatta inoltre una considerazione sulle prospettive future derivanti dalla ricerca scientifica e sulla sua applicazione allo studio e cura della degenerazione maculare legata all'età.


Trapianto di cellule staminali
Accanto all'auspicabile affinamento dei vari trattamenti già oggi disponibili, le prospettive terapeutiche future prevedono il trapianto di cellule staminali per reintegrare la popolazione di cellule della retina e soprattutto dell'epitelio pigmentato lese. Questi studi partono dall'osservazione della preminente importanza dell'epitelio pigmentato nel meccanismo patogenetico della maculopatia legata all'età, ma ancora non hanno alcuna applicazione clinica.


Genetica
Un cenno sugli studi di genetica effettuati su soggetti a rischio di malattia, lasciano intravedere lontane prospettive di terapia genica.

La realizzazione di questo opuscolo è stata curata da:
Dott. L. Giustolisi, Dott. N. Fantozzi, Dott. S. Conflitti,
Dott. A. Labate, Dott. O. Mastrangelo, Prof. C. Balacco Gabrieli