
[...] La stampa ha dato un contributo decisivo non solo allo sviluppo della scienza moderna, ma a ciò che chiamiamo comunicazione scientifica, ossia quel vasto e articolato sistema attraverso cui gli studiosi producono, condividono, valutano, diffondono e conservano i risultati dell'attività scientifica.
Ed è proprio in tal senso che l'editoria periodica assume un ruolo essenziale, dal momento che in questo periodo nascono una serie di riviste volte da un lato a dare notizia delle principali pubblicazioni apparse nei diversi paesi europei, dall'altro a informare la comunità degli studiosi su invenzioni e scoperte.
Sono questi i motivi che portano alla nascita di quello che è considerato il prototipo delle numerose riviste erudite e scientifiche comparse fra Sei e Settecento, vale a dire il Journal
des Sçavans. La rivista, fondata a Parigi nel 1665 da Denis de Sallo, si pone l'obiettivo di fornire recensioni di una quantità di libri di argomento letterario e scientifico, ma anche di dare notizie sulla realtà culturale europea attraverso un piccolo numero di contributi originali.
L'importanza del Journal des Sçavans ed il suo influsso sulla cultura del periodo è tale che la rivista sarà ben presto "replicata" in tutta Europa: in Germania ad esempio, nel 1682, nascono gli Acta
Eruditorum, mentre in Francia si pubblicano le Nouvelles
de la Républiques des lettres, comparse nel 1684 ad opera di Pierre Bayle, e in Olanda esce nel 1686 la Bibliothèque
universelle et historique.
Come
risultato, Londra avrebbe fatto per la scienza ciò che Parigi stava
mirando a fare per il gusto: diventare un arbitro universale del sapere.”
Pochi anni dopo viene ufficializzata la richiesta al re d’Inghilterra e
al re di Francia di sottoporre tutte le proposte concernenti le invenzioni
meccaniche rispettivamente al Consiglio della Royal Society e al Consiglio
dell’Académie des Sciences perché da essi venissero esaminate per vedere
se erano nuove, vere, utili.