Sin dal 1997 il gruppo di ricerca, attualmente operante nel laboratorio, si occupa
del tema dello smorzamento delle vibrazioni di strutture meccaniche accoppiate
con sistemi elettronici mediante trasduttori piezoelettrici. In questo ambito la
ricerca è orientata al controllo della dinamica strutturale in ambito lineare e nonlineare.
Durante l’anno 2009 il Laboratorio di Strutture e Materiali Intelligenti ha
fissato come obiettivo lo studio di sistemi di controllo applicati a strutture
caratterizzate da parametri incerti.
Si è colta l’occasione di affrontare lo studio anche di nuovi problemi in cui
l’indagine delle incertezze strutturali fosse ignorata dalla letteratura e su
cui fosse possibile lavorare al fine di studiare metodologie tradizionali ed
eventualmente proporne di nuove.
I problemi che si sono affrontati a questo scopo sono stati i seguenti:
1. Modellazione delle incertezze in strutture disomogenee con disomogeneità
incognita ed eccitate per mezzo di attuatori piezoelettrici;
2. Analisi di metalli soggetti all’azione di carichi esterni e inducenti
modifiche strutturali, quali anisotropia e resistenza del materiale.
Il primo punto ha costituito un’importante occasione di interazione con altre
Università sui temi fondanti questo laboratorio, dando allo stesso tempo la
possibilità di:
a) acquisire esperienza sull’uso di tecniche di modellazione non deterministica;
b) sviluppare argomenti innovativi e di interesse dove problematiche di
modellazione dell’incertezza hanno ricevuto molta poca attenzione.
Il secondo punto è la naturale estensione e adattamento di un lavoro che ormai
da 6 anni questo Laboratorio svolge con riconoscimenti internazionali.
La struttura disomogenea su cui l’analisi delle incertezze è stata intrapresa è
la trave di Eulero. La disomogeneità è stata assunta di tipo strutturale (sul
parametro di resistenza flessionale) e la sua variabilità lungo l’asse della
trave. Tale disomogeneità è stata concepita sufficientemente piccola da potersi
considerare la sua dipendenza dall’ascissa della trave lineare. Allora il
coefficiente di tale disomogeneità è stato assunto essere una variabile
aleatoria a valore aspettato nullo e varianza “sufficientemente” piccola. E’
stata allora effettuata un’analisi statica sulle conseguenze che tale
disomogeneità avrebbe sul campo di spostamento della trave.
A tal fine, l’ipotesi di linearità della rigidezza flessionale rispetto
all’ascissa curvilinea della trave è stata sostituita da quelle dei parametri di
Lamè del materiale elastico lineare considerato e rispetto alla coordinata
assiale del cilindro. E’ stata quindi trovata una condizione sufficiente (ma non
necessaria) per una tale analogia e con questa ipotesi si sono costruiti i
problemi bidimensionali che semplificano, secondo Saint-Venant, il problema
elastico tridimensionale dell’elasticità lineare.
Strutture metalliche sottoposte all’azione di carichi presentano modificazioni
strutturali.
In particolare i cristalli della struttura policristallina ruotano oppure, se la temperatura è vicina al punto di fusione (si veda ad e.g. la fase di preparazione del metallo), la struttura microscopica si distrugge e si ricostruisce con l’obiettivo di diminuire la sua energia interna. In questi casi allora si parla di fenomeni di recristallizzazione, molto frequenti e causa di gravi incertezze sulle rigidezze alla fase finale (forming) del prodotto. Le difficoltà nella modellazione di tali fenomeni sono duplici. In primo luogo bisogna capire come la struttura cambia al verificarsi dei fenomeni di rotazione e recristallizazione dei cristalli del policristallo: questo in genere è modellizzabile attraverso una funzione di distribuzione delle orientazioni del reticolo cristallino dei cristalli. In secondo luogo si deve capire come una tale distribuzione si riflette sulla resistenza del materiale e di come questa resistenza possa diventare anisotropa. Il modello sviluppato dall’unità di Roma si basa su approccio completamente macromeccanico, al fine di minimizzare il numero di parametri costitutivi da introdurre e quindi poi da misurare. In particolare, si può far vedere che i parametri sono misurabili dall’analisi di dati sperimentali disponibili in letteratura, rendendo quindi il modello direttamente disponibile ad applicazioni numeriche senza l’ausilio di parametri che aggiustano la concordanza con i risultati sperimentali.

L'obiettivo di questa ricerca è il progetto di un sistema per l'abbattimento
delle vibrazioni e conseguentemente delle emissioni sonore di elementi
strutturali tipici dei mezzi di trasporto. A tal fine, ci si propone di
progettare una rete di controllo passiva e un materiale equivalente opportuno in
grado di ridurre l'energia vibrazionale ed acustica di una certa struttura
elastica, identificata preliminarmente.
La multidiscipinarietà dei componenti il gruppo di ricerca proponente il
progetto garantisce, nell'ambito delle proprie competenze, lo svogimento dei
compiti di seguito esposti.
In particolare, i compiti che ci si prefigge di svolgere sono articolati su tre
tematiche principali:
i. modellazione di un componente strutturale aeronautico con analisi della
radiazione acustica emessa (prof. dell'isola, prof.Del Vescovo);
ii. sintesi di un controllore adatto a svolgere in modo ottimo la minimizzazione
dell'energia acustica irradiata (prof. dell'isola, prof. Del Vescovo, prof.
Balsi);
iii. definizione di un materiale composito adatto alla costruzione dell'elemento
veicolare in grado di migliorare le sue performance acustiche (prof. dell'isola,
prof. Ianiro, prof. Bersani).
(i) Nella prima parte del progetto sarà innanzitutto affrontato il problema
della modellazione dell'elemento strutturale in questione, avendo come obiettivo
quello di semplificarne la trattazione numerica. Lo scopo è di agevolare la
progettazione del controllore e la definizione del materiale composito
equivalente. Fissata una
geometria bidimensionale, i modelli di piastra e di guscio saranno utilizzati e
confrontati a questo scopo. Una volta perfezionata la modellazione della
struttura
meccanica, verrà affrontato il problema acustico. In primo luogo verrà studiata
l'interazione con un fluido leggero, ad esempio l'aria, e la radiazione in
risposta ad
uno stimolo meccanico. Il problema verrà studiato dal punto di vista numerico e
utilizzando la scomposizione modale della radiazione diffusa. Questo permette di
stabilire quali siano quelli che irradiano una maggiore potenza acustica, e
consente di progettare un controllore ottimizzato per ridurre tale potenza.
(ii) Nella seconda parte del lavoro verrà individuato un nuovo modello per la
struttura Piezoelettromeccanica PEM che possa essere utilizzato per simulare
numericamente il comportamento vibroacustico dell'elemento strutturale, e che
sia allo stesso tempo sufficientemente accurato e numericamente trattabile. Il
proposito è di introdurre un elemento omogeneizzato di piastra PEM,
bidimensionale, che tenga conto dello strato piezoelettrico. In altre parole, si
aggiungerà ai soliti gradi di libertà meccanici quello elettrico dovuto al
voltaggio.
Un'altra problematica che verrà affrontata è legata al fatto che i
piezoelettrici non ricoprono interamente la struttura. Questa è una
discontinuità materiale e influenza l'andamento delle caratteristiche di
sollecitazione modificando le forme modali. La
soluzione di questo problema, già affrontato per una trave, verrà affrontata
integrando le forme modali della piastra priva di piezoelettrici secondo la
tecnica degli "enhanced assumed modes". La sintesi della rete di controllo
passiva verrà effettuata considerando due approcci: reti distribuite con
periodicità della rete di
controllo e reti discrete.
L'idea di base del controllo "virtualmente passivo" è quella di un controllore
dotato di dinamica interna (del secondo ordine nel tempo) ma non in grado di
fornire energia al sistema da controllare. Un tipico esempio è l'assorbitore
dinamico dissipativo delle vibrazioni. L'uso di trasduttori piezoelettrici
consente l'utilizzo di
circuiti elettrici induttivo-resistivi come assorbitori dinamici dissipativi.
Tuttavia le caratteristiche richieste a tali circuiti (induttanze molte elevate
e fattori di merito
alto) rendono impossibile una loro realizzazione puramente passiva. Per questo
motivo si utilizzano circuiti analogici o digitali che siano in grado di emulare
le
impedenze ad essi associate. L'estensione di questi concetti al controllo della
radiazione acustica sarà applicata ai problemi specificati al punto (i). A tal
fine,
verranno progettati sistemi di controllo multi-input multi-output. In questo
progetto ci si concentrerà sulla realizzazione di controllori opportunamente
localizzati ed
ottimizzati in funzione del problema in esame. Il vantaggio di questo approccio
sta nella semplicità e nel minore costo del controllore da realizzare. Lo
svantaggio è
la perdita di performance in situazioni non previste.
(iii) Sono possibili due tipi di modellazione per i materiali compositi. Quella
microscopica e quella macroscopica. La modellazione microscopica parte dalle
equazioni di un continuo al livello microscopico e, attraverso un processo di
omogeneizzazione a una o più scale, arriva alle equazioni macroscopiche. La
modellazione macroscopica parte invece direttamente dal continuo equivalente
caratterizzato da funzioni piazzamento relative alle varie componenti e si
arriva, attraverso un principio variazionale oppure attraverso la seconda legge
della termodinamica, a restrizioni costitutive sui parametri in gioco. Il
vantaggio di una modellazione micro consiste nel fatto che il valore di tutti i
parametri costitutivi sono derivati dal modello e nessun fit dei dati
sperimentali è necessario per rendere possibile una progettazione adeguata del
composito prima della sua realizzazione pratica. Gli svantaggi sono quelli del
costo computazionale e nella difficoltà di trattare una geometria microscopica
che sia effettivamente combaciante con quella reale. La modellazione macro ha il
vantaggio di fornire immediatamente il modello del composito equivalente ma
l'individuazione dei suoi parametri deve essere effettuata sperimentalmente. La
linea di ricerca che si vuole seguire è la seguente. Da una parte le tecniche
della meccanica delle miscele saranno adottate per stabilire un modello
macroscopico di un materiale che sia poroso, e quindi adatto all'assorbimento di
energia con le positive conseguenze nel campo delle emissioni acustiche, e
rinforzato con fibre, e quindi adatto alle esigenze strutturali del componente
meccanico studiato. L'anisotropia indotta dalla presenza delle fibre di rinforzo
sarà studiata allora con tecniche sviluppate nel campo dei materiali
policristallini. A partire da un tale modello tridimensionale, la derivazione di
un semplice modello di piastra potrà essere effettuata attraverso i metodi
classici.
Dall'altra le tecniche micromeccaniche saranno affrontate attraverso lo studio
dello schema diluito, eventualmente integrato con uno schema differenziale se la
concentrazione delle fibre di rinforzo dovesse superare i limiti imposti dallo
stesso schema diluito. Avendo a disposizione entrambi i modelli si procederà
alla progettazione del materiale composito ideale per la costruzione
dell'elemento strutturale desiderato.