Negli ultimi anni sono stati lanciati satelliti (EROS A1, EROS B, IKONOS II, QuickBird) dotati di sensori che permettono l’acquisizione di immagini in modalità pancromatica e multispettrale (ad eccezione di EROS A1 e di EROS B) ad alta ed altissima risoluzione con caratteristiche nominali di risoluzione (dimensione del pixel a terra compresa tra 0.6 e 1.8 m per il pancromatico) compatibili con quelle della cartografia a media e grande scala (1:25000 – 1:5000).
Il telerilevamento ad alta risoluzione offre, rispetto alle tradizionali metodologie di aggiornamento e produzione cartografica basate su immagini ottenute mediante voli fotogrammetrici, vantaggi fondamentali quali:
- possibilità di eseguire rilevamenti ad intervallo regolare, dipendente unicamente dal tempo di rivisitazione del satellite utilizzato e variabile attualmente da 1 giorno a qualche decina di giorni, in dipendenza delle caratteristiche dell’immagine richiesta; tale caratteristica assume importanza particolare qualora sia necessario monitorare con continuità l’evoluzione di un certo territorio, ad esempio in situazioni di emergenza
- possibilità di eseguire rilevamenti di territori logisticamente molto difficili da raggiungere o comunque critici dal punto di vista dell’organizzazione di voli fotogrammetrici; tale pregio assume particolare rilevanza dal punto di vista della produzione cartografica a media scala nei paesi in via di sviluppo.
È pertanto divenuto argomento di indagine scientifica la verifica della possibilità di utilizzo delle immagini satellitari ad alta risoluzione per operazioni di formazione ed aggiornamento di cartografia a media e grande scala (attualmente i voli fotogrammetrici sono insostituibili per l’elaborazione di cartografia a scala superiore a 1:5000).
Un’altra interessante applicazione delle immagini satellitari ad alta risoluzione è l’utilizzo delle stereocoppie per estrarre modelli digitali del terreno (DEM) e della superficie (DSM). Negli ultimi anni l’interesse per la realizzazione e l’utilizzo dei DEM sta subendo un incremento sempre maggiore, infatti tali prodotti rappresentano un’importante banca dati da cui poter ottenere molti prodotti secondari come curve di livello, profili, volumi e modelli di pendenza, e costituiscono inoltre la base per la modellazione di molti fenomeni naturali.
È opportuno comunque considerare che l’effettiva utilizzabilità delle immagini ad alta risoluzione per scopi cartografici dipende da molteplici fattori: le caratteristiche proprie di ogni sensore (innanzitutto le risoluzioni geometrica e radiometrica), le tipologie dei prodotti commercializzati dalle società che gestiscono i diversi satelliti, il loro costo ed il tempo necessario per ottenerli, la disponibilità ed il costo di software commerciali idonei al trattamento per la correzione geometrica di tali prodotti.
L'estrazione di informazioni metriche dalle immagini satellitari ad alta risoluzione richiede tuttavia specifiche competenze in ambito geodetico, fotogrammetrico e cartografico.
Il corso si propone di fornire le conoscenze di base in tali settori ed è rivolto a liberi professionisti, tecnici di enti e amministrazioni locali, insegnanti di istituti superiori ed in generale a tutti coloro che vogliano comprendere le potenzialità che le immagini satellitari ad alta risoluzione possono fornire in ambito cartografico, in particolare per la produzione di ortofotocarte a scala media.
La struttura del corso è pensata in modo da alternare lezioni a carattere prevalentemente teorico ed informativo ad attività di esercitazione al calcolatore, mirate alla comprensione delle caratteristiche delle principali metodologie di ortorettificazione delle immagini satellitari ad alta risoluzione ed alla realizzazione di un'ortofotocarta. È prevista una panoramica di esperienze applicative.
L'attività è riconosciuta come corso di aggiornamento ai sensi della legge n. 341/90 e della Direttiva Ministeriale n. 305/96.