Storia del Museo dell'Erbario di Roma
RO è la sigla con cui viene individuato a livello internazionale il
Museo Erbario fisicamente ubicato nell'edificio del Dipartimento di
Biologia Vegetale di Sapienza Università di Roma.
Egli si dedicò attivamente alla formazione di collezioni essiccate
attraverso l’acquisizione di raccolte preesistenti come quella
dell’Erbario Ettore Rolli (1818-1876) e contribuendo con sue personali
raccolte.
De Notaris, illustre crittogamo, ritornò ad applicarsi allo studio delle
Fanerogame abbandonato da molto tempo, riuscendo ad allestire, in soli
due anni, un ricco erbario fanerogamico locale.
Alla morte di De Notaris, avvenuta cinque anni dopo il suo arrivo a
Roma, gli succedette, per concorso, Nicola Antonio Pedicino
(1839-1883). Egli continuò l’opera iniziata dal suo predecessore
consentendo l’acquisizione di importanti raccolte come quelle di Pietro
Sanguinetti (1802-1868), di Elisabetta Fiorini-Mazzanti (1799-1879) e
curando l’acquisto dell’erbario crittogamico di De Notaris, acquisto che
riveste una grande importanza per la presenza di numerosi tipi
(esemplari cui è legata la prima descrizione dei taxa).
scorcio di una sala con armadi antichi
tre punti lavoro
Nel 1883, alla morte di Pedicino, Guido Baccelli, allora ministro della
Pubblica Istruzione, chiamò a succedergli Pietro Romualdo Pirotta
(1853-1936) professore di Botanica dell’Università di Modena. È a
quest’ultimo che si deve la costruzione, nel giardino di Panisperna, di
un nuovo Istituto di Botanica già operante nell’anno accademico 1889-90.
L’Erbario potè finalmente disporre di locali adeguati e conobbe in
quegli anni uno sviluppo considerevole.
Alla sua organizzazione lavorarono con Pirotta i primi conservatori
dell’Erbario: Achille Terracciano dal 1887, Emilio Chiovenda dal 1896 e
Fabrizio Cortesi dal 1904.
Il numero degli esemplari dell’Erbario fu notevolmente incrementato
dalle raccolte di Pirotta stesso, dal personale dell’istituto e dai suoi
allievi.
È di questo periodo un’intensa attività di scambi con istituti botanici
italiani e stranieri e con vari studiosi dell’epoca. Furono acquistati
inoltre vari erbari, il più importante dei quali è quello di Vincenzo
Cesati, acquisito nel 1885.
Si deve a Pirotta la fondazione, nel 1904, del Museo Erbario Coloniale
destinato ad accogliere gli abbondanti materiali provenienti dalle
colonie italiane dell’Eritrea e della Somalia. Ma quando nel 1913 si
progettò di creare a Firenze, presso l’Istituto Botanico, un Erbario
Nazionale comprensivo della flora delle colonie italiane, Pirotta,
convinto dell’utilità di questa iniziativa, cedette spontaneamente nel
1914 l’intero Erbario Coloniale.
La sistemazione attuale dell’Erbario risale al 1938, anno in cui avviene
il definitivo spostamento delle collezioni nei locali dell’Istituto
Botanico della Nuova Città Universitaria. Alle raccolte dell’Erbario
sono state destinate due sale, ciascuna con una superficie di circa 70
mq al secondo piano dell’edificio del Dipartimento di Biologia Vegetale.
Negli anni 2006-2007, con i fondi erogati per la Celebrazione del VII
Centenario di "La Sapienza", si sono potute ammodernare le strutture del
Museo, dotandolo di un impianto di climatizzazione conservativa per le
sale che ospitano le Collezioni e riallestendo con arredi moderni e
razionali una sala di lavoro e consultazione con postazioni multimediali.
a cura di M. Iberite, P. Marchi, A. Millozza
Edificio del Dipartimento di Biologia Vegetale nella Città Universitaria
della Sapienza, Università di Roma. Le vetrate centrali del II piano
corrispondono alle sale del Museo Erbario
L’origine delle collezioni del Museo dell’Erbario di Roma risale al
1872, quando Giuseppe De Notaris (1805-1877), professore di
botanica all’Università di Genova, fu chiamato dal ministro Scialoja a
ricoprire la cattedra di Botanica dell’Università di Roma. L’Istituto di
Botanica disponeva a quell’epoca di pochi ambienti all’interno
dell’antico convento di San Lorenzo in Panisperna; in questi locali De
Notaris potè sistemare la sua ricchissima biblioteca e le sue notevoli
collezioni crittogamiche.
Planimetria
Pietro
R. Pirotta
Vincenzo
Cesati