IO, LEREDE (1942)
Tre atti
Cantata dei giorni pari
TRAMA
Amedeo Selciano è riunito con la sua famiglia, da sempre impegnata in opere di
beneficenza e parla dei recenti funerali di Prospero Ribera, che per trentasette anni era
stato ospite in quella casa, grazie alla generosità del vecchio Selciano. Si presenta il
figlio di Prospero, Ludovico, ed esige cioè il posto del padre, a suo avviso reso
improduttivo dalla sfacciata magnanimità della famiglia. La logica del suo discorso, e le
minacce, convincono i Selciano ad accogliere Ludovico che, come il padre, subirà le
derisioni della famiglia, e otterrà a sua volta lamore clandestino di una delle
donne.