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EDITORIA

La collana Biblioteca Teatrale


BT 61-62 (gennaio-giugno 2002)

Teatro italiano del Novecento fra tradizione e avanguardia a cura di Luisa Tinti

 

  • Virginia Acqua

’E figlie so’ ffiglie…? Le rappresentazioni londinesi del teatro di Eduardo

Al di là di accurate cronologie e precise informazioni riguardo ad alcuni allestimenti, sono rari gli studi sulle messe in scena delle opere di Eduardo De Filippo all’estero. Questo saggio è dedicato all’analisi degli allestimenti londinesi delle commedie di Eduardo dal 1973 ad oggi. Si è cercato di analizzare innanzi tutto come siano stati tradotti i testi e come si sia cercato di dare un equivalente alla loro forza linguistica, una volta privati del sostegno dialettale; verificando poi se la loro ambientazione sia stata conservata, in che modo attori e registi si siano sforzati di ricreare le atmosfere originali, oppure se le abbiano adattate a quelle anglosassoni o abbiano optato per altre, più neutre, soluzioni. Infine come critica e pubblico abbiano accolto queste opere.

A child is a child…? Staging Eduardo in London

Apart from accurate chronologies and detailed information on a number of shows, studies on the staging of Eduardo De Filippo’s works abroad have been rare. This essay analyses the staging of Eduardo’s comedies in London from 1973 to date. First, we have attempted an analysis of the translations and their effort to render the linguistic energy of the original without the support of the dialect. Then we have verified whether their setting has been maintained, whether actors and directors have made an effort to recreate the original atmospheres, or have adapted them to an Anglosaxon setting or have opted for a more neutral setting. Finally we have considered how the public and the critics have responded to these works.

 

  • Cecilia Causin

Storia di una scena d’avanguardia: La Borsa di Arlecchino

La compagnia teatrale d’avanguardia “La Borsa di Arlecchino” svolse la propria attività nei sotterranei di un caffè al centro di Genova, tra il 1957 ed il 1960. Il luogo scelto venne ceduto dal proprietario (il signor Borsa) in cambio di un’esigua percentuale sugli incassi e del ricavato delle consumazioni servite ai tavolini durante gli intervalli. Da questo semplice punto di partenza prese forma, con l’arrivo nella compagnia del regista Aldo Trionfo, una ricerca sistematica ed approfondita sulla drammaturgia dell’assurdo, allora sconosciuta in Italia. Trionfo, insieme a Paolo Poli, Emanuele Luzzati, Myria Selva, Claudia Lawrence, Luca Crippa ed altri, portò in scena sul minuscolo palcoscenico della Borsa (due metri per quattro) testi spesso del tutto inediti nel nostro Paese, introducendo autori come Eugène Ionesco, Samuel Beckett, Jean Genet, Jean Cocteau, Arthur Adamov, Michel de Ghelderode, Renè de Obaldia, Jean Tardieu, Fernando Arrabal, Amos Kenan.

The story of an avantgarde scene: La Borsa di Arlecchino

The avantgarde theatre company “ La Borsa di Arlecchino” undertook its activity in the basement of a Cafe in the center of Genoa between 1957 and 1960. The place was given by its owner (mr Borsa) in exchange for a minimal percentage of the proceed and the revenues of drinks consumed during intermissions. From this simple starting point, when the director Aldo Trionfo joined the company, a systematic and profound research work of absurd theatre, then unknown in Italy, took shape. Along with Paolo Poli, Emanuele Luzzati, Myria Selva, Claudia Lawrence, Luca Crippa and others, Trionfo brought to the minuscule stage of La Borsa (two by four metres) texts which were often unpublished in our country, introducing authors such as Eugène Ionesco, Samuel Beckett, Jean Genet, Jean Cocteau, Arthur Adamov, Michel de Ghelderode, Renè de Obaldia, Jean Tardieu, Fernando Arrabal, Amos Kenan.

 

  • Andrea Felici

Le messe in scena delle tragedie di Seneca nel teatro italiano contemporaneo

L’analisi degli spettacoli più significativi della scena italiana contemporanea tratti dalle tragedie di Seneca, testi ‘al limite’, inusitati per l’ostica struttura e lo spessore retorico e filosofico di un immaginario crudo e lontano, evidenzia l’evoluzione, il percorso, i nodi e le problematiche principali affrontati dal teatro di regia italiano negli ultimi anni. All’interno dei contesti usuali del teatro di prosa ufficiale, Luca Ronconi e Massimo Castri, attraverso l’incontro con l’universo tragico del teatro senecano, coniugano i modelli del teatro di regia di stampo tradizionale alle istanze contemporanee, estetiche e metodologiche, dettate dall’evoluzione della società e dalle rivoluzioni teatrali iniziate alla fine degli anni sessanta. Allo studio di Fedra di Ronconi (1969) e di Edipo di Castri (1978), si aggiunge l’analisi di Tieste, per la regia di Ruggero Cappuccio, (1997), di cui l’autore del presente saggio ha seguito in prima persona le fasi di realizzazione, dall’ideazione, alle prove, alla messa in scena, fino alle reazioni del pubblico e della critica.

The staging of Senecan tragedies in contemporary Italian theatre

The analysis of the most significant contemporary Italian spectacles taken from Seneca’s tragedies, ‘borderline’ texts whose structure is unusually impervious and whose rhetorical and philosophical density harks back to a crude and remote imaginary, highlights the evolution, the route, the knots and main issues faced by Italian directors in recent years. Within the usual context of ufficial theatre, Luca Ronconi e Massimo Castri, through the encounter with the tragic universe of Senecan theatre, combine the patterns of traditional theatre direction with the contemporary aesthetic and methodological issues dictated by the evolution of society and the theatrical revolution began in the late 1960s. Ronconi’s Fedra (1969), Castri’s Edipo (1978) are analyzed along with Tieste, directed by Ruggero Cappuccio (1997), whose author followed in person all the stages of the show, from the creation to the rehearsal to the response of the public and the critics.

 

  • Sonia Bellavia

Un vecchio Re per un Nuovo Teatro: Re Lear, da un’idea di gran teatro di William Shakespeare di Mario Ricci

Il saggio analizza la figura di Mario Ricci, uno dei registi più interessanti nel panorama dell’avanguardia teatrale italiana degli anni settanta, in particolare di quella tendenza denominata “teatro-immagine”. Nella tensione verso una forma nuova di spettacolarità nella quale l’accadimento scenico avrebbe coinciso con l’azione visiva, Ricci lavorò in particolare sul linguaggio “immaginoso” di Shakespeare e riuscì a realizzare, con il Re Lear, non solo quella che resta forse la migliore delle sue regie, ma uno spettacolo che può essere assunto ad emblema dell’intero cammino di ricerca e sperimentazione oltre e al di là della parola, oltre il testo e oltre l’attore, che ha costituito l’ultima, vera spinta vitale del teatro italiano del secondo Novecento.

An old king for a new theatre: Re Lear, da un’idea di gran teatro di William Shakespeare by Mario Ricci

This essay analyzes the figure of Mario Ricci, one of the most interesting directors of the Italian avantgarde theatre of the 1970s, in particular of the trend called “teatro-immagine”. In the tension towards a new form of spectacularity where the scenic event would coincide with visual action, Ricci worked particularly on the “imaginative” language of Shakespeare and managed to realize, in his Re Lear not only what is the best of his works, but a spectacle that can be taken as emblematic of the whole itinerary of that research and experiment beyond the word, beyond the text and beyond the actor, which has constituted the last, true vital drive of Italian theatre in the second half of the 20th century.

 

  • Elisa Poggelli

Teatro e infanzia. Dall’animazione teatrale al Teatro Ragazzi

L’articolo delinea un ritratto generale del Teatro Ragazzi, così come si è andato definendo in Italia negli ultimi trent’anni. Da un punto di vista storico si evidenzia la sua diretta discendenza dal fenomeno complesso dell’animazione teatrale. Dell’attuale Teatro Ragazzi interessano principalmente il peculiare rapporto con il destinatario infantile e le originali scelte stilistiche, tematiche e drammaturgiche messe in atto. Non si affronta quindi un’analisi pedagogica delle esperienze teatrali, si cerca piuttosto di scoprire un uso particolare dei linguaggi scenici in funzione dello spettatore infantile. Nell’ultima parte si fa riferimento, in modo sintetico, al lavoro di sei gruppi teatrali, affiancando esperienze eterogenee: due gruppi che si occupano esclusivamente di teatro per ragazzi, il Teatro delle Briciole e Ruotalibera Teatro; due gruppi da sempre impegnati in un doppio filone di attività, per adulti e per ragazzi, il Teatro della Tosse e il Laboratorio Teatro Settimo; e infine alcune recenti esperienze sperimentali come il lavoro nelle scuole di Riccardo Caporossi e il Teatro Infantile della Socìetas Raffaello Sanzio.

Theatre and childhood. From theatrical animation to the Children and Young People Theatre

The article describes the Children and Young People Theatre, as it has developed in Italy in the last thirty years. From an historical point of view its direct descent from the complex phenomenon of theatrical animation is underlined. As far as today’s Children and Young People Theatre is concerned, we engage mainly with its peculiar relationship to the children’s audience and its original stylistic, thematic and dramaturgic choices. We don’t attempt a pedagogical analysis of the theatrical experiences, but we try to discover a peculiar use of the scenic languages functional to the child spectator. In the last section we synthetically refer to the work of six ensembles, putting together heterogenous experiences: two groups that work exclusively on children’s theatre, Teatro delle Briciole and Ruotalibera Teatro; two groups who have always worked on a double track, for adults and children, Teatro della Tosse and Laboratorio Teatro Settimo; and finally some recent experiments as the work with schools by Riccardo Caporossi and the Teatro Infantile of the Socìetas Raffaello Sanzio.

 

  • Carla Romana Antolini

Le nuove generazioni del teatro italiano degli anni novanta

Il saggio analizza il nuovo teatro di ricerca italiano degli anni novanta nel suo percorso dalle prime apparizioni alla buona visibilità su tutto il territorio nazionale, da realtà marginale ed esclusa dai circuiti, a realtà emersa, osservata con interesse e sostenuta dalle istituzioni. Attraverso l’organizzazione di rassegne e confronti pubblici tra artisti e studiosi, le nuove generazioni teatrali si confrontano con le arti visive ed elaborano un nuovo linguaggio teatrale. Nell’analisi delle poetiche e del procedere artistico, tra le chiavi di lettura si ipotizzano alcune analogie con il Barocco, per il prevalere dell’immagine molteplice, dell’estetica del frammento e della metamorfosi. In particolare vengono analizzate le performance e le modalità produttive dei seguenti gruppi: Teatro del Lemming, Motus, Masque Teatro, Fanny & Alexander, Teatrino Clandestino, Accademia degli Artefatti.

The new generations of Italian theatre in the 90s

The essay analyzes the new Italian research theatre of the 90s in its itinerary from the first appearances to the good visibility achieved countrywide, from a marginalized and excluded to an emerged, observed phenomenon supported by the institutions. Through the organization of theatrical reviews and public meetings with artists and scholars, the new theatrical generations confront the visual arts and elaborate a new dramatic language. In the analysis of their poetics and artistic developments, we hypothesize, as possible interpretative keys, some analogies with the Baroque, for the prevailing of the multiple image, the aesthetics of the fragment and the metamorphosis. In particular we analyze the performances and production modes of the following ensembles: Teatro del Lemming, Motus, Masque Teatro, Fanny & Alexander, Teatrino Clandestino, Accademia degli Artefatti.

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Centro Teatro Ateneo - Istituto di ricerca e promozione del teatro dell'Università di Roma "La Sapienza"