Studi sullattore
tra Otto e Novecento (gennaio-giugno 2001)
Silvia Ortolani
Il corpo dellattore e i sentimenti. La codificazione dellespressione nei
trattati italiani della seconda metà dellOttocento
Questo saggio analizza gli scritti di drammaturghi, capocomici, medici, avvocati,
attori, letterati e filosofi che, nella seconda metà dellOttocento, con diverse
finalità, affrontano scientificamente il rapporto tra i sentimenti dellessere umano
e il corpo dellattore come strumento della loro espressione. Disegnando percorsi
critici allinterno di materiali disparati che interessano la storia di diverse
discipline quali la psicologia, la neurolinguistica, lantropologia, la cinesica e la
prossemica, il saggio è volto a individuare alcune costanti di emergenza riguardanti il
lavoro dellattore, per un confronto possibile con le varie fonti documentarie. Sono
così esaminate la fisiognomica, lentrata in scena, la camminata, lo sguardo e i
gesti, che dovevano rispondere in modo congruo ai movimenti interiori ed avevano la
finalità di commuovere il pubblico: la codificazione dellespressione si traduceva
in una ginnastica che doveva precedere linterpretazione creativa dellattore.
La linea teorica dei trattati è posta infine a confronto con gli scritti di alcuni grandi
maestri del Novecento; confronto che svela rilevanti corrispondenze.
The body of the actor and emotions. The codification of expression in Italian treatises of
the second half of the 19th century
This essay analyzes the writings of dramatists, managers, doctors, lawyers, actors,
men of letters and philosophers who, in the second half of the 19th century, dealt
scientifically with the relation between human emotions and the body of the actor as
instrument of their expression. Tracing critical routes within diverse materials from the
history of disciplines such as psychology, neurolinguistics, anthropology, kinesics,
proxemics, the essay aims at individuating some constants on the work of the actor, for a
possible comparison with several documentary sources. We therefore examine physiognomy,
the entrance on stage, the walk, the look, the gestures which had to correspond with
internal movements and had the purpose to move the audience. The codification of
expression translated into a gymnastics which had to precede the creative interpretation
of the actor. Lastly, the theoretical lines of the treatises is compared with the writings
of some of the masters of the 20th century, revealing remarkable analogies.
Sandra Pietrini
Attrici dietro le quinte
Nella narrativa e nelle arti figurative dellOttocento il teatro è un tema
ricorrente e la vita degli attori dietro le quinte vi assume unimportanza
fondamentale. Anche il sottobosco di figure che ruotano attorno al teatro, come impresari
e giornalisti senza scrupoli, è descritto con icastico disincanto in vari romanzi
italiani e francesi, come Nana di Emile Zola e Artisti da teatro di Antonio Ghislanzoni.
Limmagine delle attrici che se ne ricava è fortemente pregiudiziale: predisposte
alla finzione in quanto donne, corrotte dallambiente e spesso destinate, come le
prostitute, a una parabola di ascesa e rovina morale ed economica, commedianti e ballerine
possono riscattarsi dal peccato del teatro soltanto mediante la passione amorosa. I
camerini delle attrici - regno di un mondo rifulgente ma degenerato - sono un ambito
ritrovo mondano, e quasi un secondo palcoscenico per le artiste di teatro, che vi
trionfano nella loro vanità e vi perfezionano larte mondana della dissimulazione e
della "naturale affettazione". In The Tragic Muse di Henry James, è proprio
visitando i camerini della Comédie Française che laspirante attrice inglese Miriam
apprende le malizie e le sottigliezze del porgere mondano, doti indispensabili alla sua
carriera di artista.
Actresses behind the scenes
In 19th century fiction and fine arts, theatre is a recurring theme and actors life
in the backstage acquires a great relevance. Also the shadow world of figures twirling
around the theatre, like managers and critics of no scruples, is described with vivid
disillusionment in various Italian and French novels, such as Nana by Emile Zola
and Artisti da teatro by Antonio Ghislanzoni. The image of the actresses in these
sources is harshly prejudicial: inclined to pretence as women are, corrupted by the milieu
and often like the prostitutes doomed to a course of rise and fall, moral and economic,
female players and dancers can find a rescue from the sin of theatre just through love
passion. The dressing rooms of actresses - realm of a glowing but degenerated world - are
a coveted resort of society people, and almost a second stage for theatre artists,
triumphing there in their vanity and refining the mundane art of dissimulation and
"natural affectation". In The Tragic Muse by Henry James, it is
just visiting the dressing rooms of the Comédie Française that aspirant English actress
Miriam learns the artfulness and subtleties of acting, crucial skills for her artistical
career.
Antonella Ruggiero
Lattore ottocentesco tra tradizione e rinnovamento: lesperienza di Giacinta
Pezzana
Nella mancata osmosi tra teatro dialettale e teatro in lingua è stata vista una delle
"invenzioni sprecate" del teatro italiano di fine Ottocento. Se tale scambio non
avvenne mai del tutto, ci furono tuttavia uomini e donne di teatro che ne sostennero la
fecondità. Il saggio ripercorre lesperienza di Giacinta Pezzana, attrice e
capocomica che incarnò, con le innovazioni e le contraddizioni del suo percorso
artistico, il passaggio dal protagonismo grandeattorico di matrice ottocentesca al teatro
"moderno" e verista di inizio Novento. Grazie alle sue straordinarie doti
fisiche e vocali, la Pezzana venne salutata come degna erede della Ristori e fu in seguito
maestra della giovane Duse. Non rinnegò mai, tuttavia, il valore del teatro dialettale
"alla Toselli", nel cui ambito si era formata. La sua ideologia teatrale si
basava infatti su due princìpi: "educare e ingentilire il popolino" e formare
grandi attori alla ineguagliabile scuola tecnica del teatro dialettale.
The 19th-century actor between tradition and innovation: the experience of Giacinta
Pezzana
The failed osmosis between drama in dialect and drama in Italian has been seen as one of
the "wasted inventions" of late 19th-century Italian theatre. If this exchange
never took place fully, there were women and men who sustained its fecundity. This essay
surveys the experience of Giacinta Pezzana, an actress and manager who embodied, with the
innovations and contradictions of her artistic itinerary, the transition from the
19th-century Great Actors style to the modern and veristic style of the turn of the
century. Thanks to her extraordinary physical and vocal gifts, Pezzana was hailed as a
worthy heir to Adelaide Ristori and later became the teacher of the young Eleonora Duse.
However, she never repudiated the value of dialect theatre in the style of Toselli, in
which she had been trained. Her theatrical ideology was based on two principles: "To
educate and refine the common people" and to train great actors to the matchless
technical school of dialect drama.
Mirko Benedetti
Forme del teatro dialettale tra apogeo e declino del grande attore
Per quanto la parabola dei maggiori teatri dialettali fra Otto e Novecento sia ben
individuabile cronologicamente, le circostanze e le condizioni generali che ne hanno
determinato la fondazione, la fortuna e il declino sono poco esplorate dallindagine
storiografica, orientata più a ricerche monografiche sui vari teatri in dialetto che allo
studio della loro fisionomia complessiva. Nel rispetto della complessa eterogeneità del
panorama delle scene dialettali, il saggio avanza unipotesi di individuazione di
alcune linee di tendenza comuni, con particolare riferimento agli aspetti recitativi e ai
rapporti col contemporaneo teatro in lingua.
Forms of dialect theatre between the apogee and the decline of the great actor
Although the parable of the major dialect theatres at the turn of the 20th century is well
identified chronologically, the circumstances and general conditions that determined its
foundation, fortune and decline are underinvestigated. Historiography has traditionally
been oriented to examining individual dialect theatres rather than studying them as a
whole. Respecting the complex heterogeneity of dialect theatres, the essay hypothesizes
some common trends, with particular reference to acting styles and the relations with the
coeval drama in Italian.
Barbara Maso
Spettatori eccezionali per un attore eccezionale: Giovanni Grasso nelle pagine dei
contemporanei
Giunto sulle scene italiane da una tradizione teatrale insolita per un attore,
lopera dei pupi, Giovanni Grasso fu - ricordava Silvio dAmico - come "lo
scoppio di una bomba". Dotato di un impeto e insieme di una naturalezza sorprendenti,
Grasso raccolse dappertutto consensi entusiasti di pubblico e critica. Se in Italia fu
accusato spesso di "esagerazione" e di incapacità di modulazione,
allestero osservatori del calibro di Gordon Craig, Lee Strasberg e Vsevolod
Mejerchold lodarono invece la sua padronanza del corpo scenico, il suo senso del
ritmo, il suo esperto dosaggio degli effetti. Nel saggio, sulla base di un confronto tra
recensioni e testimonianze italiane ed estere, si tenta di "leggere in
controluce" larte di Giovanni Grasso: non, o non solo, un attore dotato di
innate doti interpretative, ma un artista maturo, pienamente padrone della meccanica del
proprio corpo e capace di comporre in un sapiente montaggio i propri mezzi espressivi.
Exceptional spectators for an exceptional actor: Giovanni Grasso in the pages of his
contemporaries
Coming on the Italian stages from the unusual tradition of puppet theatre, Giovanni Grasso
had the effect, in the words of Silvio dAmico, of "the explosion of a
bomb". Endowed at once with surprising force and naturalness, Grasso met widespread
success everywhere with the public and the critics. If in Italy he was often accused of
"exaggeration" and of being incapable of modulation, foreign observers such as
Gordon Craig, Lee Strasberg and Vsevolod Mejerchold praised his command of the
scenic body, his sense of rhythm, his skilled dosing of effects. Comparing Italian and
international reviews and testimonies, the essay is an attempt to read Grassos art
"against the light". He was not - or not only - an actor with innate performing
gifts, but a mature artist, master of the mechanic of his own body and capable of wisely
assembling his expressive means.
Anita Gioia
Larchivio privato di Enrico Montecorboli
Il saggio ha il duplice obiettivo di dare la dovuta attenzione alla figura di Enrico
Montecorboli, critico e drammaturgo di fine Ottocento, e di illuminare alcuni aspetti
della vita di personaggi del teatro a lui contemporanei e che con lui entrarono in
relazione. Direttamente dallarchivio privato della famiglia Montecorboli, infatti,
viene qui pubblicata parte della fitta corrispondenza privata dellautore, vissuto
tra la Francia e Firenze ed entrato in contatto con i più grandi attori e capocomici
dellepoca, che interpretarono e misero in scena le sue opere. Colpisce il tono
confidenziale e affettuoso con cui a lui si rivolgono capocomici come Alemanno Morelli e
Cesare Rossi, critici quali Marco Praga ed Eugenio Checchi, attrici come Virginia Marini
ed Eleonora Duse. Inedite e di notevole interesse le confidenze della Duse, che riteneva
Montecorboli capace di comprendere le sue più intime riflessioni sulla sua arte di
attrice.
The private archive of Enrico Montecorboli
The double purpose of this essay is to pay due attention to Enrico Montecorboli, a late
19th-century critic and dramatist, and to shed light on the life of personalities of the
theatre of his age who had relations with him. From the Montecorboli familys private
archive, we publish here part of the vast private correspondence of the author, who lived
between France and Florence and corresponded with the foremost actors and managers of his
age who staged his works. One is struck by the affectionate and confidential tone with
which he is addressed by managers such as Alemanno Morelli and Cesare Rossi, critics as
Marco Praga and Eugenio Checchi, actresses as Virginia Marini and Eleonora Duse.
Materiali: Eduardo De Filippo
La sezione finale di questo numero della rivista coglie loccasione del Convegno su
Eduardo, svoltosi allUniversità degli Studi di Roma "La Sapienza"
nellottobre 2001, per pubblicare alcuni preziosi documenti relativi a uno dei più
grandi autori, attori e registi del teatro italiano del Novecento. Dal Ringraziamento di
Eduardo per il conferimento della laurea honoris causa allUniversità di
Roma, del 18 novembre 1980, alla trascrizione di un seminario tenuto da Eduardo al Teatro
Ateneo della stessa Università il 4 aprile del 1981, fino al resoconto sul recente
Convegno "Sabato, domenica e lunedì. Eduardo De Filippo, teatro, vita, copione e
palcoscenico". Presentando questi materiali inediti si contribuisce alla
storicizzazione di un artista la cui ricerca teatrale, pur attingendo a piene mani alla
fantasia e al sogno del teatro, è sempre rimasta strettamente intrecciata con la realtà
della Storia.
Materials: Eduardo De Filippo
The final section of this issue, on occasion of the conference on Eduardo De Filippo, held
at the University of Rome "La Sapienza" in October 2001, publishes some precious
documents on one of the greatest authors, actors and directors of 20th-century Italian
theatre. From Eduardos speech of acknowledgement for the honorary degree he received
from the University of Rome (18 November 1980), a transcript of a seminar he held at the
Teatro Ateneo in the same university (4 April 1981), to the report of the recent
conference "Sabato, domenica e lunedì. Eduardo De Filippo, teatro, vita, copione e
palcoscenico". These materials are presented as a contribution to an historical
investigation of an artist whose theatrical research, though drawing on the imagination
and dream-like, was always closely intertwined with the reality of History.
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