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EDITORIA

La collana Biblioteca Teatrale


SOMMARIO BT 57-58

Studi sull’attore tra Otto e Novecento (gennaio-giugno 2001)
 

  • Silvia Ortolani

    Il corpo dell’attore e i sentimenti. La codificazione dell’espressione nei trattati italiani della seconda metà dell’Ottocento
    Questo saggio analizza gli scritti di drammaturghi, capocomici, medici, avvocati, attori, letterati e filosofi che, nella seconda metà dell’Ottocento, con diverse finalità, affrontano scientificamente il rapporto tra i sentimenti dell’essere umano e il corpo dell’attore come strumento della loro espressione. Disegnando percorsi critici all’interno di materiali disparati che interessano la storia di diverse discipline quali la psicologia, la neurolinguistica, l’antropologia, la cinesica e la prossemica, il saggio è volto a individuare alcune costanti di emergenza riguardanti il lavoro dell’attore, per un confronto possibile con le varie fonti documentarie. Sono così esaminate la fisiognomica, l’entrata in scena, la camminata, lo sguardo e i gesti, che dovevano rispondere in modo congruo ai movimenti interiori ed avevano la finalità di commuovere il pubblico: la codificazione dell’espressione si traduceva in una ginnastica che doveva precedere l’interpretazione creativa dell’attore. La linea teorica dei trattati è posta infine a confronto con gli scritti di alcuni grandi maestri del Novecento; confronto che svela rilevanti corrispondenze.

    The body of the actor and emotions. The codification of expression in Italian treatises of the second half of the 19th century
    This essay analyzes the writings of dramatists, managers, doctors, lawyers, actors, men of letters and philosophers who, in the second half of the 19th century, dealt scientifically with the relation between human emotions and the body of the actor as instrument of their expression. Tracing critical routes within diverse materials from the history of disciplines such as psychology, neurolinguistics, anthropology, kinesics, proxemics, the essay aims at individuating some constants on the work of the actor, for a possible comparison with several documentary sources. We therefore examine physiognomy, the entrance on stage, the walk, the look, the gestures which had to correspond with internal movements and had the purpose to move the audience. The codification of expression translated into a gymnastics which had to precede the creative interpretation of the actor. Lastly, the theoretical lines of the treatises is compared with the writings of some of the masters of the 20th century, revealing remarkable analogies.

 

  • Sandra Pietrini

    Attrici dietro le quinte
    Nella narrativa e nelle arti figurative dell’Ottocento il teatro è un tema ricorrente e la vita degli attori dietro le quinte vi assume un’importanza fondamentale. Anche il sottobosco di figure che ruotano attorno al teatro, come impresari e giornalisti senza scrupoli, è descritto con icastico disincanto in vari romanzi italiani e francesi, come Nana di Emile Zola e Artisti da teatro di Antonio Ghislanzoni. L’immagine delle attrici che se ne ricava è fortemente pregiudiziale: predisposte alla finzione in quanto donne, corrotte dall’ambiente e spesso destinate, come le prostitute, a una parabola di ascesa e rovina morale ed economica, commedianti e ballerine possono riscattarsi dal peccato del teatro soltanto mediante la passione amorosa. I camerini delle attrici - regno di un mondo rifulgente ma degenerato - sono un ambito ritrovo mondano, e quasi un secondo palcoscenico per le artiste di teatro, che vi trionfano nella loro vanità e vi perfezionano l’arte mondana della dissimulazione e della "naturale affettazione". In The Tragic Muse di Henry James, è proprio visitando i camerini della Comédie Française che l’aspirante attrice inglese Miriam apprende le malizie e le sottigliezze del porgere mondano, doti indispensabili alla sua carriera di artista.

    Actresses behind the scenes

    In 19th century fiction and fine arts, theatre is a recurring theme and actors’ life in the backstage acquires a great relevance. Also the shadow world of figures twirling around the theatre, like managers and critics of no scruples, is described with vivid disillusionment in various Italian and French novels, such as Nana by Emile Zola and Artisti da teatro by Antonio Ghislanzoni. The image of the actresses in these sources is harshly prejudicial: inclined to pretence as women are, corrupted by the milieu and often like the prostitutes doomed to a course of rise and fall, moral and economic, female players and dancers can find a rescue from the sin of theatre just through love passion. The dressing rooms of actresses - realm of a glowing but degenerated world - are a coveted resort of society people, and almost a second stage for theatre artists, triumphing there in their vanity and refining the mundane art of dissimulation and "natural affectation". In The Tragic Muse by Henry James, it is just visiting the dressing rooms of the Comédie Française that aspirant English actress Miriam learns the artfulness and subtleties of acting, crucial skills for her artistical career.

 

  • Antonella Ruggiero

    L’attore ottocentesco tra tradizione e rinnovamento: l’esperienza di Giacinta Pezzana
    Nella mancata osmosi tra teatro dialettale e teatro in lingua è stata vista una delle "invenzioni sprecate" del teatro italiano di fine Ottocento. Se tale scambio non avvenne mai del tutto, ci furono tuttavia uomini e donne di teatro che ne sostennero la fecondità. Il saggio ripercorre l’esperienza di Giacinta Pezzana, attrice e capocomica che incarnò, con le innovazioni e le contraddizioni del suo percorso artistico, il passaggio dal protagonismo grandeattorico di matrice ottocentesca al teatro "moderno" e verista di inizio Novento. Grazie alle sue straordinarie doti fisiche e vocali, la Pezzana venne salutata come degna erede della Ristori e fu in seguito maestra della giovane Duse. Non rinnegò mai, tuttavia, il valore del teatro dialettale "alla Toselli", nel cui ambito si era formata. La sua ideologia teatrale si basava infatti su due princìpi: "educare e ingentilire il popolino" e formare grandi attori alla ineguagliabile scuola tecnica del teatro dialettale.

    The 19th-century actor between tradition and innovation: the experience of Giacinta Pezzana

    The failed osmosis between drama in dialect and drama in Italian has been seen as one of the "wasted inventions" of late 19th-century Italian theatre. If this exchange never took place fully, there were women and men who sustained its fecundity. This essay surveys the experience of Giacinta Pezzana, an actress and manager who embodied, with the innovations and contradictions of her artistic itinerary, the transition from the 19th-century Great Actor’s style to the modern and veristic style of the turn of the century. Thanks to her extraordinary physical and vocal gifts, Pezzana was hailed as a worthy heir to Adelaide Ristori and later became the teacher of the young Eleonora Duse. However, she never repudiated the value of dialect theatre in the style of Toselli, in which she had been trained. Her theatrical ideology was based on two principles: "To educate and refine the common people" and to train great actors to the matchless technical school of dialect drama.

 

  • Mirko Benedetti

    Forme del teatro dialettale tra apogeo e declino del grande attore
    Per quanto la parabola dei maggiori teatri dialettali fra Otto e Novecento sia ben individuabile cronologicamente, le circostanze e le condizioni generali che ne hanno determinato la fondazione, la fortuna e il declino sono poco esplorate dall’indagine storiografica, orientata più a ricerche monografiche sui vari teatri in dialetto che allo studio della loro fisionomia complessiva. Nel rispetto della complessa eterogeneità del panorama delle scene dialettali, il saggio avanza un’ipotesi di individuazione di alcune linee di tendenza comuni, con particolare riferimento agli aspetti recitativi e ai rapporti col contemporaneo teatro in lingua.

    Forms of dialect theatre between the apogee and the decline of the great actor

    Although the parable of the major dialect theatres at the turn of the 20th century is well identified chronologically, the circumstances and general conditions that determined its foundation, fortune and decline are underinvestigated. Historiography has traditionally been oriented to examining individual dialect theatres rather than studying them as a whole. Respecting the complex heterogeneity of dialect theatres, the essay hypothesizes some common trends, with particular reference to acting styles and the relations with the coeval drama in Italian.

 

  • Barbara Maso

    Spettatori eccezionali per un attore eccezionale: Giovanni Grasso nelle pagine dei contemporanei
    Giunto sulle scene italiane da una tradizione teatrale insolita per un attore, l’opera dei pupi, Giovanni Grasso fu - ricordava Silvio d’Amico - come "lo scoppio di una bomba". Dotato di un impeto e insieme di una naturalezza sorprendenti, Grasso raccolse dappertutto consensi entusiasti di pubblico e critica. Se in Italia fu accusato spesso di "esagerazione" e di incapacità di modulazione, all’estero osservatori del calibro di Gordon Craig, Lee Strasberg e Vsevolod Mejerchol’d lodarono invece la sua padronanza del corpo scenico, il suo senso del ritmo, il suo esperto dosaggio degli effetti. Nel saggio, sulla base di un confronto tra recensioni e testimonianze italiane ed estere, si tenta di "leggere in controluce" l’arte di Giovanni Grasso: non, o non solo, un attore dotato di innate doti interpretative, ma un artista maturo, pienamente padrone della meccanica del proprio corpo e capace di comporre in un sapiente montaggio i propri mezzi espressivi.

    Exceptional spectators for an exceptional actor: Giovanni Grasso in the pages of his contemporaries

    Coming on the Italian stages from the unusual tradition of puppet theatre, Giovanni Grasso had the effect, in the words of Silvio d’Amico, of "the explosion of a bomb". Endowed at once with surprising force and naturalness, Grasso met widespread success everywhere with the public and the critics. If in Italy he was often accused of "exaggeration" and of being incapable of modulation, foreign observers such as Gordon Craig, Lee Strasberg and Vsevolod Mejerchol’d praised his command of the scenic body, his sense of rhythm, his skilled dosing of effects. Comparing Italian and international reviews and testimonies, the essay is an attempt to read Grasso’s art "against the light". He was not - or not only - an actor with innate performing gifts, but a mature artist, master of the mechanic of his own body and capable of wisely assembling his expressive means.

 

  • Anita Gioia

    L’archivio privato di Enrico Montecorboli

    Il saggio ha il duplice obiettivo di dare la dovuta attenzione alla figura di Enrico Montecorboli, critico e drammaturgo di fine Ottocento, e di illuminare alcuni aspetti della vita di personaggi del teatro a lui contemporanei e che con lui entrarono in relazione. Direttamente dall’archivio privato della famiglia Montecorboli, infatti, viene qui pubblicata parte della fitta corrispondenza privata dell’autore, vissuto tra la Francia e Firenze ed entrato in contatto con i più grandi attori e capocomici dell’epoca, che interpretarono e misero in scena le sue opere. Colpisce il tono confidenziale e affettuoso con cui a lui si rivolgono capocomici come Alemanno Morelli e Cesare Rossi, critici quali Marco Praga ed Eugenio Checchi, attrici come Virginia Marini ed Eleonora Duse. Inedite e di notevole interesse le confidenze della Duse, che riteneva Montecorboli capace di comprendere le sue più intime riflessioni sulla sua arte di attrice.

    The private archive of Enrico Montecorboli

    The double purpose of this essay is to pay due attention to Enrico Montecorboli, a late 19th-century critic and dramatist, and to shed light on the life of personalities of the theatre of his age who had relations with him. From the Montecorboli family’s private archive, we publish here part of the vast private correspondence of the author, who lived between France and Florence and corresponded with the foremost actors and managers of his age who staged his works. One is struck by the affectionate and confidential tone with which he is addressed by managers such as Alemanno Morelli and Cesare Rossi, critics as Marco Praga and Eugenio Checchi, actresses as Virginia Marini and Eleonora Duse.

  • Materiali: Eduardo De Filippo

    La sezione finale di questo numero della rivista coglie l’occasione del Convegno su Eduardo, svoltosi all’Università degli Studi di Roma "La Sapienza" nell’ottobre 2001, per pubblicare alcuni preziosi documenti relativi a uno dei più grandi autori, attori e registi del teatro italiano del Novecento. Dal Ringraziamento di Eduardo per il conferimento della laurea honoris causa all’Università di Roma, del 18 novembre 1980, alla trascrizione di un seminario tenuto da Eduardo al Teatro Ateneo della stessa Università il 4 aprile del 1981, fino al resoconto sul recente Convegno "Sabato, domenica e lunedì. Eduardo De Filippo, teatro, vita, copione e palcoscenico". Presentando questi materiali inediti si contribuisce alla storicizzazione di un artista la cui ricerca teatrale, pur attingendo a piene mani alla fantasia e al sogno del teatro, è sempre rimasta strettamente intrecciata con la realtà della Storia.

    Materials: Eduardo De Filippo

    The final section of this issue, on occasion of the conference on Eduardo De Filippo, held at the University of Rome "La Sapienza" in October 2001, publishes some precious documents on one of the greatest authors, actors and directors of 20th-century Italian theatre. From Eduardo’s speech of acknowledgement for the honorary degree he received from the University of Rome (18 November 1980), a transcript of a seminar he held at the Teatro Ateneo in the same university (4 April 1981), to the report of the recent conference "Sabato, domenica e lunedì. Eduardo De Filippo, teatro, vita, copione e palcoscenico". These materials are presented as a contribution to an historical investigation of an artist whose theatrical research, though drawing on the imagination and dream-like, was always closely intertwined with the reality of History.

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Centro Teatro Ateneo - Istituto di ricerca e promozione del teatro dell'Università di Roma "La Sapienza"