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La collana Biblioteca Teatrale
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SOMMARIO BT 54
La crisi della critica
teatrale (aprile-giugno 2000)
a cura di Valentina Valentini
Valentina Valentini
Introduzione: Sulla (im)possibilità di esistenza della critica
Il testo introduttivo pone lattenzione su una serie di questioni connesse alla crisi
della critica teatrale: quali la trasformazione della società per effetto della
rivoluzione tecnologica che ha provocato, fra laltro, il dominio di un pensiero
unico, la perdita di fiducia nellarte, svalutazione e accantonamento della
tradizione del nuovo teatro da parte delle nuove generazioni. Lassenza di una
critica militante fa sì che il teatro vivente sia dominato dai meccanismi di mercato
piuttosto che dalle analisi critiche, mentre apporti fecondi come quelli
dellantropologia teatrale, hanno fornito una giustificazione teorica alle tendenze
postmoderne che dichiarano linattualità dellarte, dellopera e
dellautore.
Foreword: About the (im)possibility of criticism existence
The introductory text underlines some questions concerning the theatrical criticisms
crisis: as societys transformation resulting form the technological revolution that
has produced, besides, the domination of one and only way of thinking, the loss of the
confidence in the art, the new generations debasement and removal of the traditions
belonging to the new theatre. The lack of a militant criticism makes the living theatre
grasped by market mechanisms rather than by analyses, whereas prolific contributions, as
the theatrical anthropology ones, have provided theoretical reason to the post-modern
trends that asserts the obsolescence of art, works and authors.
Bonnie Marranca
Pensando allinterculturalismo
Il saggio di Bonnie Marranca indaga la connessione tra la prospettiva antropologica del
concetto di interculturalismo e le sue applicazioni alla pratica della performance.
Dal suo avvento nella società americana, linterculturalismo - impostosi non come
esito del colonialismo, ma come uno degli elementi dell'evoluzione della stessa società
americana - ha rappresentato una fonte di feconda ispirazione nel campo della performance
americana.
Bonnie Marranca indica una duplice caratterizzazione in fieri dellindirizzo
formale della performance americana contemporanea: il primo più vicino alla
cultura giapponese, caratterizzato da una maggiore tendenza alla sperimentazione formale e
all'astrazione; il secondo, con influenze latino-americane, africane, indiane e dell'Asia
sud-occidentale, con implicazioni politiche e di teatro popolare.
Marranca critica la vocazione antimodernista assunta dall'interculturalismo e sostiene la
necessità di analisi storicamente fondate, a partire dalle avanguardie storiche, dei
proficui scambi avvenuti nell'ambito dell'estetica e della poetica teatrale.
Thinking of interculturalism
The essay of Bonnie Marranca studies the connection between the anthropological
perspective of the interculturalism concept and its applications in the performance
practice. From its advent in the American society, the interculturalism - which did not
result because of colonialism, but as an elements of the same American society evolution -
represented a source of fecund inspiration in the American performance field.
Bonnie Marranca points out a dual in fieri characterization of the formal aspect of the
contemporary American performance: the first closer to Japanese culture, which is
characterized by a greater tendency to formal experimentation and abstraction; the second
with Latin-American, African, Indian and Southwest Asia influences, that have political
and popular theater impications.
Marranca criticizes the anti-modernist vocation assumed by interculturalism and supports
the necessity of historically authentic analyses beginning from the historic vanguards of
the advantageous exchanges that occurred in the theaters aesthetics and poetry.
Lorenzo Mango
Lenigma di Isidore Ducasse. Quattro interrogazioni per una critica ermeneutica
Con il riferimento allopera di Man Ray, l'autore prospetta essenzialmente
lavvento di una critica che sia capace non più di fornire soltanto risposte, bensì
di ricominciare a interrogare e interrogarsi; uninterpretazione della fenomenologia
artistica che non imponga tirannicamente statuti e vie da intraprendere. Si intravede
quindi lidea di una forma di critica che non operi sullarte fornendo una sorta
di supervisione delle sue manifestazioni, ma che, dialetticamente, si ponga in relazione
con essa
Come conseguenza dialettica dell'approccio ermeneutico prospettato, lautore ne
propone il ricongiungimento con alcuni quesiti sui quali riflettere. Questi contemplano il
concetto di nuovo, il problema della contemporaneità, il destino dellavanguardia,
l'identità della modernità; tutte problematiche oltre che cogenti, di vasta
articolazione, il cui solo accenno in questa sede funge da medium per ripensare in
chiave appunto ermeneutica la critica contemporanea.
The enigma of Isidore Ducasse. Four interrogations for a hermeneutic criticism
In reference to the opera of Man Ray, the author essentially indicates the advent of a
criticism that is capable of not only providing answers, but also to interrogate even
itself; an interpretation of the artistic phenomenology that doesnt tyrannically
impose to follow statutes and ways. The idea of a type of criticism that doesnt
operate on art, giving a kind of supervision of its demonstrations, is seen, but
dialetically enters in relation with it.
As a dialectical consequence of the indicated hermeneutic approach, the author proposes
the junction with some questions on which one must reflect. These contemplate the
"new" concept, contemporaneity problem, vanguard destiny, and modernity
identity; all of these are wide articulated problems, whose only sign in this case acts as
a medium in order to consider contemporary criticism in a very hermeneutic way.
Gautam Dasgupta
Tendenze nel teatro americano contemporaneo e la critica teatrale in America
Gli spettacoli teatrali più interessanti degli anni Novanta, negli Usa proseguono e
sviluppano la tradizione del teatro-immagine degli anni Settanta, mentre la media degli
spettacoli è allineata sul modello delle sit coms televisive.
Il saggio prende in esame il rapporto fra la situazione del teatro americano in questo
ultimo decennio e mette in evidenza come la crisi della critica sia interdipendente dalla
crisi del teatro. La nuova generazione di drammaturghi e registi, così come i critici
più giovani, sono influenzati dalla cultura dei media da un verso e dagli studi
antropologici e interculturali dallaltro, cosa che ha provocato una svalutazione del
valore formale dellopera e delle sue qualità estetiche a favore di un generico
interesse sociologico al contesto in cui si produce lopera. Si è venuto a perdere,
sostiene Dasgupta, la capacità da parte dei critici di analizzare uno spettacolo nelle
sue componenti testuali, formali ed estetiche e di essere in grado di esprimere un
giudizio basato su tali qualità artistiche.
Trends in contemporary American theatre and theatre criticism
The tradition of an image-based theatre characterises the fringe generation of
American playwriters and directors, but the average of performances are close,
aligned to television and sitcom fare.
Dasguptas essay examines the relationships between trends in contemporary American
Theatre and American theatre criticism. It is evident the crisis in the theatre criticism
in which the art work is devalued in favour of circumstances under which the art was
created. Dasgupta emphasizes the need to take into account the formal performance
properties, in order to return to a more formal and aesthetic criticism approach and
finally to be aware of artistic performances qualities. Many of the young critics had
never seen the theatrical works upon which they are writing on, they are more interested
in cultural studies and media arts, therefore they prefer to write on media, video,
installations and performance art rather than theatre.
Ric Allsopp
«EPHEMERA». Dissertazione in tre lettere e tre Ephemera
Ric Allsopp, prendendo le mosse dai presupposti tematici che ispirano questo numero di
«Biblioteca Teatrale», ne sottolinea l'urgenza anche in relazione con le riflessioni di
esponenti del mondo teatrale contemporaneo che si sono espressi su tali argomenti (Terry
Eagleton, Marianne Van Kerkhoven, Eugenio Barba, Bonnie Marranca e altri). Allsopp tende a
rilevare nuovi ruoli e definizioni alternative dei compiti, della funzione e dello stato
della critica contemporanea, nella piena sussistenza e coscienza di una dimensione
post-moderna del panorama teatrale.
Lo studioso inglese sottolinea, oltre allincidenza nel campo della critica di
elementi quali le nuove tecnologie, la contraddizione tra scrittura ed effimero e il
tentativo di rinvenire nuovi rapporti fra permanente, il testo, e levanescenza,
cioè levento, considerato che il teatro non è più un centro né di opposizione
né di innovazione, come lo è stato ventanni fa, ma si colloca in una cultura
localizzata e in unestetica del marginale, dinamica e mutevole.
Dissertation in three letters and three Ephemera
Ric Allsopp, while starting off with thematic presuppositions that inspire this number of
«Biblioteca Teatrale», underlines their importance even in relationship with the
reflections of exponents of the contemporary theatrical world that have expressed
themselves on such matters (Terry Eagleton, Marianne Van Kerkhoven, Eugenio Barba, Bonnie
Marranca and others). Allsopp has the tendency to highlight new roles and alternative
definitions of the assignments, function and state of contemporary criticism with full
subsistence and conscience of a post-modern dimension of the theater world.
The English researcher underlines, other than the incidence of elements in the criticism
field such as new technologies, contradiction between writing and ephemera, and the
attempt of recovering new relationships between permanent, which is the text, and
evanescence, which is the event, being that the theater is no longer at the center of
neither opposition nor innovation as it was twenty years ago, but it is located in a
well-defined culture and marginal dynamic and mutable aesthetics.
Frédéric Maurin
La critica teatrale in crisi, o come non amare il teatro oggi
Lo studioso francese mette in evidenza la dicotomia che si è venuta a creare fra coloro
che accusano larte contemporanea, fra cui il teatro, di essere insignificante e
coloro, che dal versante opposto accusano di conservatorismo chi difende la tradizione del
recente passato, autori come Wilson o Brook.
I primi fanno lapologia del nuovo in quanto tale, proliferando le tendenze secondo
una logica che privilegia linformazione e accusano i secondi di difendere un teatro
ormai invecchiato Mancano i modelli di riferimento e regna lincertezza, non trovando
una direzione.
Theatre criticism crisis, or how not to love theatre today
The French scholar outlines the gap existing today between critics that accuse
contemporary art - and theatre - to be empty, and critics that, on the contrary, defend
the tradition of recent past, which belongs to artists such as Brook and Wilson.
The first ones emphasizes the novelty for the sake of novelty, giving births to trends
following the laws of information and accuse the second ones to defend a theatre out of
fashion. Criticism today is looking for models, ideology and perspective.
Giovanni La Guardia
Viaggio al termine dellimmaginario. Il meraviglioso e il fantastico in due
esperienze drammaturgiche contemporanee
Dalla prospettiva del fantastico e del meraviglioso, categorie estetiche proposte
dal moderno, lo studioso esamina due spettacoli recenti: Parsifal del Teatro
Valdoca (il cui attributo è il meraviglioso) e Voyage au bout de la nuit
della Socìetas Raffaello Sanzio (il cui attributo è il fantastico), una partitura per
voce e strumenti elettronici che richiede la comprensione istantanea che è della musica,
piuttosto che lintelleggibilità logica della parola. Questo, mostrando
lorrore del mondo e familiarizzando lo spettatore con eventi catastrofici, lo
coinvolge emotivamente, procurandogli choc percettivi; il Parsifal, al contrario,
mostra un certo pudore e una certa discrezione ad aggiungere la propria voce "ai
dolori dei molti".
Journey to the end of the Imaginary. The wonder and the fantastic in two present-day
experiences
From the fantastic and wonder standpoint, aesthetic categories put forth by the modern,
the scholar takes into consideration two new performances: Teatro Valdocas Parsifal
(which attribute is the wonder) and Socìetas Raffaello Sanzios Voyage au bout de
la nuit (which attribute is the fantastic), an orchestration of voices and electronic
instruments that calls for the instantaneous understanding as it happens for music, rather
than the logical comprehensibility of words. Showing the horrors in the world and making
the public aware of catastrophic events, it involves this one emotionally producing
perceptual shocks, on the contrary, Parsifal reveals a kind of modesty and sensitivit such
as not to add its own voice "to the sorrow of the many".
Mariangela Gualtieri
La critica e i frequentatori dabissi
Per Mariangela Gualtieri la strada che deve ri-portare la critica teatrale ad una
dimensione di più ampio respiro è quella tracciata da Benjamin, Anceschi, Bartolucci. A
partire dalla loro prospettiva intellettuale, fatta di riflessione mai fine a se stessa e
di contemplazione dell'arte, si prospetta infatti un plausibile accostamento di intenti
tra il critico e l'artista, che permette al primo di partecipare all'essenza creativa di
modo che tra i due ambiti venga annullato quel senso di distacco, di asettica divisione di
compiti e settori.
Si tratta di svincolare la scrittura critica dai connotati negativi che si identificano
essenzialmente nella disattenzione e nel disinteresse. La Gualtieri auspica allora una
completa «immersione» nel lavoro artistico anche da parte del critico, il quale in
questo modo riuscirebbe a distanziarsi dal negativo approccio che spesso caratterizza il
suo campo dazione e raggiungere anchesso gli «abissi» dellarte.
The criticism and frequenters of abysses
For Mariangela Gualtieri, the way that must bring the theatrical criticism back to a more
widened dimension is that described by Benjamin, Anceschi, and Bartolucci. Beginning from
their intellectual perspective, which is made up of reflection with more than one purpose
and of contemplation, a reasonable matching of intentions among the critic and artist,
that allows the critic to participate in the creative essence so that among the two, the
sense of separation of the antiseptic division of assignments and sectors is nullified.
This deals with freeing critical writing from the negative signs which are identified
essentially in carelessness and disinterest. Gaultieri then auspicates a complete
"immersion" in the artistic work even for the critic, who this way would be able
to get away from the negative approach that often characterizes his field of action and
could also reach the «abysses» of art.
Romeo Castellucci
La critica e il ronzio del coro
La proposta del saggio di Castellucci è quella di rivalutare la figura e la funzione del
coro della tragedia attica, così come quella del critico, in quanto entrambi condividono
il mondo dell'artista.
Il discorso è portato avanti da Castellucci all'insegna della metafora tra l'immagine del
coro, la sua funzione e la critica. Unica strada da percorrere, affinché quest'ultima
ritorni a interagire con larte è, secondo Castellucci, abbandonare il piglio
didattico, inutilmente prolisso, da essa oggi sempre più spesso assunto, azzerando tutto
il suo «già detto» e ripartendo dalle sue origini.
The criticism and buzzing of the choir
The proposal of Castelluccis essay is to reevaluate the figure and function of
the attica tragedy choir and also of the critic, because both belong to the artists
world.
Castellucci does this by using the metaphor between the choirs image, its function
and criticism. The only way to proceed, so that the criticism again interacts with art,
according to Castellucci, is to abandon the art of teaching, which is uselessly diffused
and today greatly engaged, by resetting all of its "already said" and starting
again from its origins.
Renato Caputo
Teatro epico e suo superamento dialettico nellultima riflessione di Bertolt Brecht
Questo saggio prende le mosse da una sommaria ricognizione delle tendenze generali della Brechtforschung
degli ultimi anni, sottolineando la necessità di affiancare alle rigorose analisi
storico-filologiche un numero maggiore di contributi volti a fare emergere le
problematiche ancora irrisolte che si celano nellopera di Bertolt Brecht. Si
propone, quindi, una breve analisi di alcuni aspetti particolarmente problematici
dellultima riflessione di Brecht sul teatro. In particolare si prende in esame il
suo tentativo di ripensare criticamente la teoria del teatro epico a fronte della
necessità sempre più intensamente avvertita di ricomporre in una nuova elaborazione gli
esiti maggiormente innovativi della sua sperimentazione con le esigenze inderogabili della
forma drammaturgica tradizionale.
Epic theatre and its dialectic overcoming in Bertolt Brechts late reflexions
This essay, prompted by a summary review of general trends in the most recent Brechtforschung,
intends to underline the need to supplement strict historical-philological analysis with
more research efforts aimed at shedding light on still open questions, hidden in
Brechts work. We offer a short analysis, of some problematic sides in the late phase
of Brechts thinking about the theatre. Our specific goal is to examine Brechts
attempt at a fresh critical review of the epic theatre theory, driven by an urge to
hamonise into a fresh theory the newest achievements of his experimentation along with the
most basic requirements of the traditional drama form.
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