Il CNRU ha incontrato il Presidente della CRUI

dicembre 12, 2013 by · Lascia un Commento
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Di seguito il comunicato congiunto pubblicato sul sito della CRUI a valle dell'incontro.

11 dicembre 2013. La Giunta della CRUI ha incontrato Marco Merafina, coordinatore nazionale del CNRU (Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari) e Simone Misiani (membro del CNRU).
Merafina e Misiani hanno espresso le preoccupazioni del Coordinamento legate all’abilitazione scientifica nazionale, al sistema AVA e allo stato giuridico dei ricercatori universitari.
Il Coordinamento ha presentato una proposta di uscita da quella che definisce una “situazione di crisi che non risolverà il problema del riconoscimento del merito per stragrande maggioranza dei ricercatori”. Secondo il CNRU, infatti, la maggior parte dei ricercatori non otterrà l’abilitazione, basata su criteri già giudicati non corretti dal Coordinamento e sui quali anche la CRUI ha espresso molte perplessità. Di quei pochi che saranno abilitati, invece, solo una minima parte potrà essere inquadrata nel ruolo superiore, stante la mancanza di risorse destinate al piano straordinario per i professori associati.
La CRUI valuterà attentamente le proposte del CNRU riguardanti l’abilitazione scientifica e lo stato giuridico, condividendo le preoccupazioni legate al quadro normativo generale e al continuo sotto finanziamento del sistema universitario.
 

Il CNRU incontra il Presidente dell’ANVUR

novembre 29, 2013 by · Lascia un Commento
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Il 19 Novembre 2013, una delegazione del CNRU (Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari), composta da Marco Merafina (Coordinatore Nazionale), Marco Bella (Università La Sapienza) e Vincenzo Paolo Senese (membro del Direttivo Nazionale), ha incontrato il Prof. Stefano Fantoni, Presidente dell’ANVUR. L'incontro aveva lo scopo di sottoporre al presidente alcune domande sull'abilitazione nazionale (ASN), sulla VQR e sulla riorganizzazione dei Dottorati di Ricerca.


Relativamente all'ASN, il Presidente ha riferito che l'ANVUR non sta seguendo gli sviluppi del lavoro delle commissioni (un aspetto che riguarda il Ministero), ma si sta occupando di procedere alla classificazione delle riviste dei settori non bibliometrici, al fine di includere le nuove riviste presenti nei curricula di coloro che hanno fatto domanda nella sessione 2013.
Rispetto al futuro dell'ASN, il presidente ha evidenziato che eventuali aspetti critici potranno essere emendati nelle prossime tornate (es. 2014-2015), previa valutazione degli esiti delle prime applicazioni, anche se ha poi dichiarato che è difficile prevedere se saranno bandite o meno future abilitazioni. Infatti, Fantoni ha sottolineato che se è vero che come ha dichiarato il Ministro si cercherà di determinare un sistema di abilitazioni a numero chiuso, allora sarà necessaria una totale revisione del sistema che da "abilitazione" si trasformi in "concorso" con la conseguente valutazione comparativa. Fantoni ha infine aggiunto che una tale versione dell'ASN sarebbe difficilmente gestibile dall'ANVUR.
Infine, riguardo i criteri e sistemi utilizzati per il calcolo delle mediane dei settori bibliometrici, Fantoni ha confermato che ci sono state diverse difficoltà nella procedura. Difficoltà relative soprattutto al collegamento tra il database del CINECA ("fotografia" del sito CINECA al luglio 2012, che è stato considerato il database ufficiale di riferimento) e i database Scopus e ISI-Web of Knowledge utilizzati per il calcolo degli indicatori bibliometrici. Tuttavia egli ha poi rimandato al Prof. Andrea Bonaccorsi circa i dettagli tecnici relativi alla versione del database ISI utilizzata o alla questione delle pubblicazioni doppie o triple presenti sul CINECA.

A tal proposito, il CNRU chiederà un incontro tecnico con il responsabile della procedura utilizzata per l'ASN (Prof. Andrea Bonaccorsi) per avere ulteriori chiarimenti.

Relativamente alla VQR, il Presidente ha tenuto a ribadire e precisare che il sistema della VQR è stato pensato per essere utilizzato per la valutazione delle "strutture" e che per tale ragione qualsiasi altro utilizzo delle valutazioni (es. per le valutazioni individuali) è da ritenersi del tutto errato e improprio. Questo è il motivo per cui il Presidente ha negato l'accesso agli atti della valutazione a chi ne ha fatto richiesta, ritenendo che non vi fosse un interesse individuale su tale tipo di valutazione. Per lo stesso motivo ha poi ribadito che non fornirà ai Rettori che ne hanno fatto richiesta i dati della VQR. Alla domanda riguardante la possibilità di accedere sulla propria pagina personale CINECA anche al giudizio di ciascuna pubblicazione valutata, il Presidente ha dichiarato che cercherà di verificare se questo è tecnicamente possibile.
Per quanto riguarda il futuro della VQR, Fantoni ha confermato che da gennaio 2014 ripartiranno i lavori per una nuova VQR riguardante il quadriennio 2011-2014, dichiarando di essere disponibile a confrontarsi con tutte le organizzazioni e istituzioni universitarie che abbiano interesse a segnalare eventuali errori o criticità, evidenziate nella prima applicazione del sistema. Egli ha inoltre aggiunto che l'ANVUR sta lavorando per l'attivazione dell' "anagrafe della ricerca" dove i singoli ricercatori dovranno inserire tutte le informazioni relative alle proprie pubblicazioni scientifiche. Riguardo a quest'ultimo aspetto, Fantoni ha affermato che a suo avviso la valutazione dovrebbe comprendere anche la didattica. Un'anagrafe così costituita dovrebbe snellire il lavoro della VQR che andrebbe così a regime.
Infine, il Presidente ha dichiarato che l'ANVUR sta anche lavorando sulla possibilità di creare un sistema di valutazione che, avvalendosi di alcuni degli indicatori della VQR (a esclusione della peer review) e della scheda SUA-RD, possa portare ad avere una valutazione annuale delle strutture.

A tal proposito, il CNRU si è proposto di organizzare un incontro pubblico sulla nuova VQR con l'ANVUR.

Relativamente al Dottorato di Ricerca, Fantoni ha dichiarato che l'ANVUR sta monitorando in modo sperimentale 104 dottorati di ricerca, al fine di poter definire degli indicatori in grado di valutarne la qualità per poi utilizzarli nella valutazione di tutti i dottorati. Ad esempio, ha evidenziato che uno degli indicatori da utilizzare dovrebbe essere legato alle pubblicazioni che i dottorandi hanno con i rispettivi tutor.
Rispetto alla copertura finanziaria delle borse di dottorato, il Presidente ha corretto l'interpretazione che era stata data in precedenza e che considerava necessario coprire finanziariamente almeno tre cicli di dottorato. Fantoni ha confermato che la copertura finanziaria deve riferirsi solo ai tre anni del ciclo attivato e accreditato.

In chiusura, il CNRU ha sottolineato che se è vero che la valutazione è ormai un aspetto imprescindibile per il sistema universitario è anche vero che le sue criticità dovranno essere affrontate in modo immediato e trasparente, al fine di poter utilizzare il sistema di valutazione per migliorare l'università e non contro l'università. Sicuramente l'ASN attuale non è la soluzione, anzi, è parte del problema.

La delegazione del CNRU

Per salvare e rilanciare l’Università

gennaio 17, 2013 by · Lascia un Commento
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ADI, ADU, ANDU, CIPUR, CISL-Università, CNRU, CNU, COBAS-Pubblico Impiego, CoNPAss, CSA-CISAL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, SUN, UDU, UGL-INTESA FP, UIL RUA, USB-Pubblico Impiego

PER SALVARE E RILANCIARE L'UNIVERSITÀ

Martedì 22 gennaio 2013 alle 10.30 a Roma
Centro Congressi Cavour
via Cavour 50/a

CONFRONTO PUBBLICO TRA E CON LE FORZE POLITICHE

interverranno gli esponenti di
Federazione dei Verdi, FLI, Fratelli d'Italia, IDV, Lega Nord, PD, PDL, Rifondazione Comunista, Rivoluzione Civile, SEL, UDC

per la DIRETTA STREAMING del Confronto andare su:
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Le Organizzazioni e le Associazioni universitarie hanno più volte denunciato la condizione drammatica in cui versa l'Università italiana, aggravata dal recente Decreto Legge sulla spending review.
La Legge 240/2010 si è rivelata in buona parte inapplicabile e funzionale ad una gestione rigidamente burocratica, centralizzata e verticista degli atenei. Una gestione che si è affiancata alla progressiva riduzione di finanziamenti, di organici, di strutture e percorsi formativi, nell'ambito di una complessiva politica di ridimensionamento del sistema pubblico in tutti i settori. L'attuale governo invece di intervenire sui limiti e le contraddizioni di quella legge, e di segnare un cambio di passo rispetto al precedente governo, ha ulteriormente ridotto i già limitati spazi di democrazia negli Atenei per mezzo di ricorsi ai TAR su Statuti giudicati “troppo democratici”, ha prorogato il mandato dei rettori in scadenza ed ha lasciato accrescere i poteri e le prerogative dell'ANVUR ben al di là del mandato di legge. Se il referendum sull'abolizione del valore legale del titolo di studio voluto dal governo si è dissolto grazie all'opposizione venuta dal mondo dell'istruzione e della ricerca, si porta a compimento lo svuotamento del diritto allo studio con il progressivo aumento della tassazione studentesca e del numero dei corsi a numero chiuso o programmato. Infine, il perdurare del blocco sostanziale delle assunzioni e delle opportunità di carriera rischia di essere aggravato dalla messa in opera di procedure arbitrarie, illogiche e farraginose di abilitazione scientifica nazionale.

Ancora una volta, consapevoli che il Paese e chi opera e studia negli Atenei non possono più tollerare che venga cancellata l'Università pubblica, autonoma, democratica, di qualità e aperta a tutti, torniamo a denunciare il comportamento del ministro Profumo che ha proseguito nell'opera di smantellamento, rifiutando il confronto con l'insieme delle rappresentanze del mondo universitario.
E' sempre più urgente modificare le norme sull'Università per andare in una direzione opposta e contraria a quella finora seguita e che si vorrebbe continuare a perseguire. Ribadiamo che per questo occorre:
1. Investire con la massima urgenza e in quantità rilevante sulla ricerca (a partire dalla valorizzazione del dottorato) e l'alta formazione per raggiungere almeno il livello della media europea. Prevedere il finanziamento del FFO sulla base di dati certi e oggettivi (es. costo standard per studente).
2. Difendere il valore legale dei titoli di studio, individuando con il mondo universitario politiche capaci di innalzare effettivamente la qualità dell'offerta formativa in tutti gli Atenei. In questa direzione è necessario valorizzare il titolo di dottore di ricerca all'interno e all'esterno dell'Università.
3. Favorire l'accesso in ruolo dei precari prevedendo un reale turn over. Assicurare reali prospettive di carriera al personale già di ruolo. Procedere nell'immediato all'assunzione dei vincitori di concorso.
4. Realizzare un vero diritto allo studio, assicurando a tutti gli studenti idonei la borsa di studio, aumentando e migliorando i servizi (biblioteche, aule, laboratori, ecc.) e le condizioni di vita degli studenti (residenze, mense, ecc.). In direzione opposta vanno invece l'aumento delle tasse, l'introduzione dei prestiti d'onore e di altri strumenti di indebitamento, il progressivo ricorso al numero programmato degli accessi. Riteniamo che si debbano urgentemente ritirare i provvedimenti che prevedono l'aumento della tassazione studentesca e che rischiano di determinare un drammatico calo nelle immatricolazioni proprio nelle fasce sociali più debole ed esposte
5. Ribadire l'importanza di un organo nazionale di piena rappresentanza e di coordinamento del Sistema nazionale delle Università.
6. Rivedere l'attuale governance universitaria: in alternativa ai poteri immensi e antidemocratici del rettore e del CdA, è necessario rafforzare il Senato Accademico, direttamente eletto da tutte le componenti, con responsabilità della programmazione, del coordinamento e del controllo. Va inoltre assicurata la piena autonomia finanziaria e gestionale ai dipartimenti.
7. Introdurre trasparenti meccanismi di reclutamento in ruolo. Garantire l'avanzamento di carriera sulla base di valutazioni individuali nell'ottica di un ruolo unico della docenza, senza distinzioni di diritti e doveri, nel quale comprendere gli attuali ordinari, associati e ricercatori.
8. Prevedere un'unica figura pre-ruolo a tempo determinato, di breve durata e adeguata retribuzione, con reale autonomia di ricerca e il riconoscimento pieno dei diritti.
9. Valorizzare le professionalità del personale tecnico-amministrativo, superare il blocco della contrattazione nazionale e del turn over, investire in aggiornamento e formazione.

Questi cambiamenti vanno realizzati subito per rilanciare il ruolo fondamentale dell'Università per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese. L'attuale crisi impone - come in altri Paesi - di puntare/investire sull'Università, invece di utilizzare la crisi stessa come pretesto per la sua demolizione a vantaggio di potentati economici e accademici.

Per ottenere tutto questo facciamo APPELLO a studenti, docenti e personale T.A e all'opinione pubblica affinché sostenga una battaglia che più di ogni altra può portare al superamento di una crisi che altrimenti risulterà irreversibile.

Si chiede a tutte le forze politiche e alla società civile un confronto sulle questioni da noi poste anche in vista della prossima scadenza elettorale che si augura possa portare alla costituzione di un Parlamento e di un Governo che non ascoltino soltanto coloro che hanno interesse allo smantellamento dell'Università statale.

Roma, 15 gennaio 2013

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