Nel campo della ricerca il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Respiratorie e Morfologiche si è dedicato prevalentemente allo studio della fisiopatologia cardiocircolatoria e cardiorespiratoria nonché della semeiotica fisica e strumentale dell'apparato cardiovascolare.
Tra gli studi più significativi sono da menzionare, in ordine cronologico, innanzi tutto quelli relativi alla semeiotica strumentale dell'apparato cardiovascolare, in particolare, le indagini rivolte alla valutazione dell'applicabilità di tecniche di imaging non invasivo (ecocardiografia) durante test provocativi di ischemia miocardica.

Risultati originali (tra i primi pubblicati in Italia e nel mondo) sono stati riportati in tema di "ecocardiografia da sforzo" con puntualizzazioni riguardanti la metodologia e l'impatto clinico nell'ambito della diagnostica della cardiopatia ischemica non infartuale e della valutazione funzionale e prognostica del post-infarto. Altri test provocativi oggetto di ricerche e di pubblicazioni originali sono stati il test al dipiridamolo, l'atrial pacing e il cold pressor test.

Per quanto riguarda la moderna semeiologia strumentale cardiovascolare, si è organizzato un Laboratorio di Informatica che si è sempre dedicato alle possibilità applicative delle più recenti tecniche computerizzate, in particolar modo, per l'elaborazione dei dati e per l'analisi e gestione delle immagini sia ecocardiografiche sia cardioangiografiche, cercando di sviluppare algoritmi per l'analisi automatica e semiautomatica dei contorni delle strutture cardiache, al fine di una valutazione quantitativa di parametri morfologici e funzionali. In questo campo, all'Università de L'Aquila, è stata attivata una fattiva collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Risonanza Magnetica Nucleare, che ha permesso di realizzare studi pilota di correlazione tra tecniche emergenti, quali la risonanza, e tecniche di imaging cardiovascolari già validate (ecocardiografia, cineangioventricolografia). E' stato possibile, così, identificare alcuni campi specifici di applicazione di una tecnica sofisticata e costosa, quale la risonanza magnetica nucleare: ci si riferisce, in particolar modo, alla fisiologia cardiovascolare e, in ambito patologico, alla valutazione dei by-pass aorto-coronarici, allo studio dei grossi vasi emergenti dal cuore e del ventricolo destro, alla caratterizzazione tissutale (diagnostica differenziale tra ipertrofia fisiologica e patologica, tra miocardio vitale, necrotico, stunned e ibernato). Anche questi studi sono stati pubblicati su riviste nazionali e internazionali e sono stati presentati a numerosi congressi e convegni. Sempre in tema di sofisticata semeiologia strumentale e di risonanza magnetica, sono state intraprese iniziali indagini sulle potenzialità della risonanza elettronica che, a differenza di quella protonica, sembra fornire informazioni più precise sul metabolismo miocardico.

Altro filone di ricerca è stato quello rivolto, in tema di fisiopatologia cardiovascolare, alle indagini sulla cardiopatia ischemica, in particolar modo, sulla cronologia degli eventi durante l'episodio ischemico, sia nell'animale da esperimento sia nell'uomo, in condizioni di ischemia spontanea e provocata. I risultati più significativi sono stati ottenuti nell'ambito delle indagini volte a valutare l'influenza delle prostaglandine sulla vasomotilità coronarica in condizioni di normalità e in condizioni di patologia durante test provocativi (cold pressor test).

Più recentemente, studi di fisiopatologia cardiovascolare, nell'ambito della cardiopatia ischemica, sono stati indirizzati anche ad indagare le motivazioni della presenza o assenza del dolore nel corso di ischemia miocardica. In questo campo si è potuto documentare come l'entità e il grado dell'ischemia miocardica non sono i soli responsabili della sensazione dolorosa ed è stato possibile dimostrare che nella fisiopatologia dell'angor intervengono anche influenze di tipo nervoso attraverso la liberazione di sostanze oppiodi endogene. In questo settore, applicando una particolare metodologia di studio per testare, in maniera non invasiva, l'attività oppioide endogena a livello del sistema nervoso centrale, sono state dimostrate, per la prima volta, inequivocabilmente, differenze di risposta significative tra pazienti con ischemia miocardica sintomatica e non. Nell'ambito della fisiopatologia del dolore anginoso particolare attenzione è stata anche rivolta alla cronologia dell'evento ischemico in corso di test al dipiridamolo e all'influenza della adenosina non solo sulla vasomotilità coronarica ma anche sulla percezione algica.

In campo più strettamente angiologico, infine, si è dedicato non solo, come detto, allo studio dei by-pass aorto-coronarici mediante risonanza magnetico nucleare ed ecocardiografia da sforzo, ma anche al problema degli aneurismi dissecanti sia sul piano della diagnosi strumentale sia su quello della valutazione post-operatoria e del follow-up. Particolarmente interessanti sono gli studi sul microcircolo, rappresentati dalle indagini relative alle modifiche della deformabilità eritrocitaria e delle proprietà di membrana del globulo rosso in corso di infarto acuto del miocardio, effettuate in collaborazione con la Cattedra di Fisiologia Umana dell'Università de L'Aquila. Infine, sono state proseguite le linee di ricerca, proprie della Scuola di appartenenza, imperniate sulla definizione di programmi riabilitativi per i pazienti affetti da arteriopatia obliterante degli arti inferiori e sulla valutazione degli interventi farmacologici potenzialmente efficaci in questo settore della patologia vascolare.

 
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