Università di Roma “La Sapienza”

Corso di Laurea Magistrale in Medicina “ B “

A. A. 2008/2009 ANATOMIA III II Anno II Sem.

coordinatore Prof. Carlo Cavallotti

 

LEZIONE XXVI : NERVI CRANICI

 




NERVI CRANICI

N .OLFATTIVO l° PAIO
E' un nervo sensitivo, formato dall'insieme dei filamenti olfattivi che recano al bulbo olfattivo ( formazione nervosa telencefalica) stimoli sensoriali ricevuti a livello delle mucose olfattive delle cavità nasali. Le cellule olfattive, neuroni sensoriali primari, che danno origine ai filamenti olfattivi, occupano l'area di mucosa delle fosse nasali poste al di sopra della lamina cribrosa dell'etmoide. Dal loro polo profondo si distacca un neurite piuttosto sottile che giunge alla mucosa e, insieme ai neuriti delle altre cellule, si avvia nella compagine di fascicoli primari formati da fibre amieliniche. I fascetti primari, giunti nella sottomucosa, si riuniscono in fascetti secondari visibili ad occhio nudo. I filamenti olfattivi abbandonano la sottomucosa ed entrano nella cavità cranica attraverso due serie di fori, mediali e laterali, della lamina cribrosa dell'etmoide. Attraverso la faccia inferiore del bulbo olfattivo penetrano infine, le fibre olfattive dopo aver contratto sinapsi con i dendriti delle cellule mitrali presenti nello stesso bulbo olfattivo.

N. OTTICO 2° NERVO CRANICO
Gli stimoli visivi vengono raccolti da speciali fotorecettori localizzati nella retina e convogliati attraverso una complessa via nervosa alle aree visive corticali site nel lobo occipitale. I fotorecettori sono neuroni altamente specializzati nei quali per effetto della luce si genera un impulso nervoso; possiamo distinguere i coni, che contengono la rodopsina, concentrati nella macula retinica e i bastoncelli, che contengono la scotopsina, presenti nelle restanti porzioni della retina. I fotorecettori terminano con un assone amielinico che si mette in contatto sinaptico con le cellule bipolari., i neuriti delle cellule bipolari, decorrendo sulla superficie interna della retina, prendono contatto con i neuroni gangliari o multipolari , i cui neuriti formano il nervo ottico della fossa cranica anteriore che emergendo dalla papilla abbandona il bulbo oculare e, attraverso il foro ottico, penetra nella cavità cranica. Qui i 2 nervi ottici percorrono, dall'avanti all'indietro e dall'esterno all'interno, il pavimento osseo della cavità orbitaria. Il nervo ottico ha una lunghezza di circa 5 cm è contenuto nella cavità orbitarla ed è rivestito lungo tutto il suo decorso da involucri meningei: pertanto lo spazio perineurale del nervo ottico è in comunicazione con lo spazio subaracnoidale intracranico e risente di tutte le variazioni di pressione del liquido cefalorachidiano. Il nervo ottico è costituito da circa 1.000.000 di fibre mieliniche; poco dopo essere entrato nella cavità cranica, attraverso il foro ottico, le fibre si incrociano parzialmente nel cosiddetto chiasma ottico. La decussazione interessa unicamente le fibre che provengono dalla metà nasale delle due retine. I tratti ottici che dal chiasma si portano ai corpi genicolati laterali, risultano pertanto costituiti dalle fibre che provengono dalla metà temporale della retina omolaterale e dalla metà nasale controlaterale. Parte delle fibre dei tratti ottici raggiungono il corpo genicolato laterale; poco prima di giungere al corpo genicolato laterale un contingente di fibre, il tratto ottico accessorio, si porta ai tubercoli quadrigemini superiori e ai nuclei della regione pretettale del mesencefalo: quest'ultimo collegamento rappresenta il tratto afferente dell'arco nervoso per il riflesso fotomotore di accomodazione. Le vie ortosimpatiche provenienti dal centro cilio-spinale, eccitate da vie ottiche riflesse( vie tetto reticolo spinali ) mantengono uno stato tonico di irido-dilatazione ( midriasi) che viene modificato per l'effetto costrittore delle vie parasimpatiche ( miosi ). Per quest'ultimo riflesso i nuclei della regione pretettale sono collegati bilateralmente con i nuclei viscerali del III paio dei nervi encefalici. Dal corpo genicolato laterale originano le radiazioni ottiche dirette alle aree visive corticali (area striata ed aree adiacenti) attraversando prima la capsula interna e dirigendosi infine verso la corteccia occipitale, passando esternamente ai ventricoli laterali.

NERVO OCULOMOTORE COMUNE 3°PAIO
Il nervo oculomotore comune è un nervo effettore, composto da fibre motrici somatiche e da fibre effettrici viscerali. Le fibre motrici somatiche originano dai nuclei mesencefalici dell' oculomotore e si distribuiscono ai muscoli estrinseci dell' occhio. Le fibre effettrici viscerali nascono dal nucleo parasimpatico mesencefalico di Edinger-Westphal e conducono impulsi effettori ai due muscoli intrinseci dell'occhio,il muscolo sfintere della pupilla (costrizione pupillare) e il muscolo ciliare (accomodazione). Le fibre radicolari dei nuclei motori somatici dell'oculomotore emergono, dopo aver subito un parziale incrociamento, nella fossa interpeduncolare, sul lato mediale del peduncolo cerebrale. Il nervo oculomotore si dirige in avanti passando tra i rami collaterali e terminali dell'arteria basilare. Giunto al limite della fessura orbitaria superiore, il nervo si divide in due rami, superiore ed inferiore, che penetrano nella cavità orbitaria, impegnandosi nell'anello tendineo comune dello Zinn. Il ramo superiore più sottile procede con una leggera inclinazione verso l'alto, incrocia lateralmente il nervo ottico e si distribuisce al muscolo retto superiore e al muscolo elevatore della palpebra superiore. Il ramo inferiore più voluminoso piega in avanti e in basso e si risolve presto in tre rami per i muscoli retto mediale, retto inferiore e obliquo inferiore.

N. TROCLEARE 4°NERVO CRANICO
Il nervo trocleare o patetico è un nervo motore somatico, costituito da fibre che prendono origine nel mesencefalo dal nucleo trocleare e si distribuiscono al muscolo obliquo superiore dell' occhio. Unico nervo encefalico che emerge dorsalmente, il nervo trocleare ha la sua origine afferente in corrispondenza del solco trasversale che segue il confine fra la lamina quadrigemina e il velo midollare superiore. Dal punto di emergenza esso piega lateralmente, poi in avanti e in basso, dirigendosi all'apice della rocca petrosa dell'osso temporale. Descrive cosi un arco a concavità mediale attorno al peduncolo cerebrale del proprio lato; giunto alla base cranica il nervo si accosta alla parete laterale del seno cavernoso nella quale penetra disponendosi sotto al nervo oculomotore e poco al di sopra del nervo oftalmico. Prosegue con direzione obliqua verso l'alto avvicinandosi alla fessura orbitaria superiore; prima di raggiungerla incrocia il nervo oculomotore che gli si pone al di sotto. Penetra quindi nella cavità orbitarla passando l'anello tendineo dello Zinn, insieme con il ramo lacrimale ed il ramo frontale del nervo oftalmico. Decorre poi sulla volta della cavità orbitaria, incrocia dall'alto il tendine del muscolo elevatore della palpebra superiore e raggiunge il muscolo obliquo superiore al quale cede le sue fibre.

NERVO TRIGEMINO 50PA10
Il nervo trigemino è il più voluminoso dei nervi encefalici. Deve il suo nome al tipo di distribuzione periferica che ha luogo attraverso le tre branche in cui si divide: il nervo oftalmico, il nervo mascellare e il nervo mandibolare. E' un nervo misto costituito da un contingente maggiore di fibre sensitive somatiche e da un minor numero di fibre motrici somatiche. Le due componenti emergono separatamente dal nevrasse come radici distinte e conservano la loro individualità dal punto di emergenza fino all'origine delle tre branche. La componente sensitiva somatica ha origine nel voluminoso ganglio semilunare del Gasser. I protoneuroni pseudounipolari del ganglio inviano il loro prolungamento centrale al nucleo sensitivo principale (pontino) e al nucleo della radice discendente (bulbospinale). Inviano il prolungamento periferico nelle tre branche, oftalmica, mascellare e mandibolare del trigemino; per mezzo loro, le fibre raccolgono stimoli sensitivi esterocettivi dalla cute della faccia e delle mucose congiuntivale, della bocca e del naso.
La componente motrice somatica origina dal nucleo masticatore del trigemino, emerge dal ponte con la piccola radice motrice, supera il ganglio semilunare e passa per intero nella branca mandibolare. Si distribuisce ai muscoli masticatori, al muscolo del martello, al muscolo tensore del velo del palato, al muscolo miloioideo e al ventre anteriore del muscolo digastrico. Alle tre branche del nervo trigemino si trovano annessi diversi gangli parasimpatici: il ganglio ciliare,il ganglio sfeno-palatino i gangli sottomandibolare e sottolinguale e il ganglio ottico, ai quali giungono fibre pregangliari da altri nervi encefalici. Il nervo trigemino emerge dalla superficie ventrale del ponte, al limite con il peduncolo cerebellare medio all'emergenza sono chiaramente distinguibili la radice sensitiva, voluminosa e un poco appiattita a quella motrice , piccola e cilindrica. Le due radici si dirigono insieme in avanti e in alto e, superato l'apice della rocca petrosa dell'osso temporale, perforano la dura madre e penetrano nel cavo del Meckel, una cavità delimitata dallo sdoppiamento della dura madre encefalica che poggia sull' apice della rocca petrosa del temporale. In questa cavità è accolto il ganglio semilunare al cui margine concavo, posteriore, giungono la radice sensitiva e quella motrice del trigemino; dal margine convesso ,anteriore del ganglio si staccano le tre branche del trigemino: in alto e medialmente il nervo oftalmico, al centro il nervo mascellare, in basso e in fuori il nervo mandibolare.

1 Nervo oftalmico
Il nervo oftalmico, prima branca del trigemino, è un nervo sensitivo somatico che si distribuisce alla cute della fronte e della volta cranica, all'occhio e alle formazioni a questo annesse e alla mucosa nasale. Nel decorso del nervo oftalmico si trova il ganglio ciliare, stazione intercalata sulla via delle fibre parasimpatiche che si portano ai muscoli intrinseci del bulbo oculare. Il nervo oftalmico nasce dalla parte interna e anteriore del ganglio semilunare. Abbandonato il cavo di Meckael, si impegna nello spessore della parete laterale del seno cavernoso ; poco prima di raggiungere la fessura orbitaria superiore, esso si divide nei suoi tre rami terminali: il nervo nasociliare, il nervo frontale e il nervo lacrimale. Il nervo oftalmico riceve anastomosi dal plesso cavernoso del sistema ortosimpatico che cede rami anastomotici ai nervi oculomotore e trocleare. la. Nervo nasociliare. Il nervo nasociliare è il ramo mediale di divisione del nervo oftalmico. Entra nella cavità orbitaria passando per l'anello tendineo dello Zinn e si colloca tra i muscoli obliquo superiore e retto interno dell'occhio, tra i quali decorre, avvicinandosi alla base dell'orbita dove si risolve in due rami terminali il nervo infratrocleare e il nervo etmoidale anteriore. lb. Nervo frontale. Il nervo frontale è il più grosso ramo terminale del nervo oftalmico. Entra nella cavità orbitaria collocandosi nella parte alta della fessura orbitaria superiore, perciò all'esterno dell'anello tendineo dello Zinn. Ai suoi lati decorrono il nervo trocleare e il nervo lacrimale. Lungo il percorso sul contorno dell'orbita si divide in tre rami: il ramo sopratrocleare il ramo frontale e il ramo sopraorbitrario. lc. Il nervo lacrimale. Il nervo lacrimale entra nella cavità orbitaria per la fessura orbitaria superiore, rimanendo al di fuori dell'anello tendineo dello Zinn. Decorre nella parte esterna della volta orbitaria , e raggiunge in avanti la ghiandola lacrimale,dove si distribuisce dando i rami anche alla congiuntiva e alla cute della parte laterale della palpebra superire e a un ristretto settore anteriore della regione temporale.

2 Il nervo mascellare.
Il nervo mascellare,seconda branca del trigemino, è un nervo sensitivo somatico che si distribuisce ad una estesa area cutanea della faccia e alla mucosa delle cavità nasali e della bocca. Al nervo mascellare è annesso il ganglio sfeno palatino, centro intercalato sul decorso delle fibre parasimpatiche che innervano la ghiandola lacrimale e le ghiandole della mucosa nasale e del palato. Il nervo mascellare dopo essersi staccato dalla convessità del ganglio semilunare esce dal cavo di Meckael impegnandosi nella parte più bassa della parete laterale del seno cavernoso e raggiunge il foro rotondo dello sfenoide, attraverso cui lascia la cavità cranica, penetra nella fossa pterigopalatina , passa per la fessura orbitaria inferiore verso il foro infraorbitario, dove si sfiocca all'esterno con numerosi rami cutanei: il nervo infraorbitario,ramo terminale, e numerosi rami collaterali quali il nervo meningeo medio, il nervo zigomatico, i nervi sfeno palatini e i nervi alveolari superiori.

3.Il nervo mandibolare.
Il nervo mandibolare, terza branca del trigemino, è un nervo misto costituito da fibre motrici somatiche. Con la componente somatomotrice che gli giunge dal nucleo motore del ponte (nucleo masticatorio) innerva i muscoli masticatori; con componente somatosensitiva si distribuisce alla cute della parte inferiore della faccia e a parte della mucosa buccale. Al nervo mandibolare sono annessi i gangli parasimpatici otico, sottomandibolare e sottolinguale, stazioni intercalate sul decorso di fibre parasimpatiche che innervano la parotide e le altre due ghiandole salivari maggiori. Il nervo mandibolare si costituisce dall'unione di due contingenti: fibre sensitive e fibre motrici che rappresentano la diretta continuazione della radice motoria del nervo trigemino. Il nervo, così costituitosi, esce dal cavo di Meckel e raggiunge ben presto il foro ovale dello sfenoide, attraverso il quale abbandona la cavità cranica ed entra nella parte alta della fossa infratemporale. Nell'attraversare il foro ovale il nervo emette un ramo collaterale ricorrente, il nervo spinoso e, subito dopo, si divide in due grossi tronchi anterolaterale e posteromediale, che possono essere considerati rami terminali.

N.ABDUCENTE 6° PAIO

E' un nervo motore somatico le cui fibre originano a livello del ponte, dell'omonimo nucleo, e provvedono all'innervazione del muscolo retto laterale dell'occhio. Il nervo emerge in corrispondenza del solco bulbo-pontino al di sopra delle piramidi bulbari; decorre successivamente sul davanti del ponte nello spazio subaracnoidale. Giunto all'apice della rocca petrosa si immette nel seno cavernoso che percorre dall'indietro in avanti a lato dell'arteria carotide interna. Entra nella cavità orbitarla passando per la fessura orbitarla superiore, all'interno dell'anello tendineo dello Zinn; raggiunge infine la superficie profonda del muscolo retto laterale al quale cede le sue fibre motrici. Anche il nervo abducente, come gli altri nervi motori encefalici, trasporta fibre sensitive somatiche che raccolgono dal muscolo retto laterale stimoli propriocettivi, tali fibre sensitive raggiungono il nervo oftalmico attraverso un ramo anastomotico.

NERVO FACIALE 7°PAIO

Il 7° paio dei nervi encefalici comprende due distinti nervi, il nervo faciale propriamente detto e il nervo intermedio del Wrisberg. Il nervo faciale propriamente detto è composto da fibre motrici somatiche che originano nel ponte,dal nucleo del nervo faciale, e provvedono all'innervazione dei muscoli mimici e di altri muscoli derivati embriologicamente dal secondo arco branchiale. Contiene inoltre fibre parasimpatiche pregangliari originate dal nucleo muconasolacrimale che recano stimoli effettori per la ghiandola lacrimale e le ghiandole della mucosa del naso del palato. Il nervo intermedio del Wrisberg comprende fibre sensitive somatiche e viscerali che hanno un origine comune nel ganglio genicolato e che si distribuiscono ai due terzi anteriori della lingua, dove raccolgono la sensibilità gustativa specifica e vanno inoltre ad una ristretta area cutanea del padiglione auricolare. I prolungamenti centrali di queste fibre sensitive mettono capo al nucleo del fascicolo solitario, per la sensibilità gustativa, e al nucleo della radice discendente del trigemino per la sensibilità generale. Il nervo intermedio comprende anche fibre pregangliari parasimpatiche che originano dal nucleo salivatorio superiore e recano stimoli effettori viscerali per le ghiandole sottomandibolare e sottolinguale e per le ghiandole salivari minori. Il 7° paio emerge dal tronco encefalico in corrispondenza della fossetta sopraolivare ai limiti tra bulbo e ponte; passa poi sopra il cervelletto e procede insieme al nervo statoacustico verso il meato acustico interno, dove si immettono nel canale faciale. All'uscita del canale faciale il nervo si immette nella loggia carotidea, e cede i suoi rami terminali: il tronco temporofaciale e il tronco cervico faciale.

NERVO STATOACUSTICO 8° PAIO

L' ottavo paio di nervi encefalici è composto da due parti distinte: il nervo vestibolare e il nervo cocleare. Il nervo vestibolare trasporta stimoli correlati con la gravità e l'accelerazione lineare e angolare e perciò connessi con il senso dell'equilibrio. I protoneuroni del nervo vestibolare dello Scarpa sono localizzati nel ganglio omonimo e sono di tipo oppositopolare; i loro rami centrifughi raggiungono le macule acustiche dell'utricolo e del sacculo e le creste ampollari dei canali semicircolari; i rami centripeti terminano nei nuclei vestibolari del tronco encefalico. Il nervo cocleare trasmette ai centri nevrassiali stimoli acustici raccolti dai protoneuroni del ganglio spinale del Corti; i prolungamenti periferici di tali cellule si portano all'organo del Corti; i prolungamenti centrali mettono capo nel troncoencefalo ai nuclei cocleari. Il nervo statoacustico emerge dal tronco encefalico a livello della fossetta retroolivare. Si dirige in avanti ed esternamente, passa davanti al flocculo cerebellare e raggiunge ~ meato acustico interno. Mentre lo percorre, il nervo che alla sua emergenza appare come un unico grosso tronco, si divide nei due nervi vestibolare e cocleare. Il nervo vestibolare incontra il suo ganglio sensitivo e si prolunga poi in due rami, superiore e inferiore. Il superiore si risolve in numerosi ramuscolì che escono dal meato acustico interno passando per i forellini dell'area vestibolare superiore e giungono cosi alle macule acustiche dell'utricolo e dell'ampolla dei canali semicircolari superiore e laterale. Il ramo inferiore si risolve anch'esso in numerosi filamenti che attraversano l'area vestibolare inferiore e raggiungono la macula acustica del sacculo e l'ampolla del canale semicircolare posteriore. Il nervo cocleare, più voluminoso del precedente, in corrispondenza del fondo del meato acustico interno si risolve in una rosa di filamenti che penetrano nei fori del tractus spiralis foraminosus, risalgono nei canalicoli scavati nel modiolo della chiocciola e raggiungono il ganglio spirale del Corti. I prolungamenti periferici dei neuroni del ganglio passano nei canalicoli scavati nella lamina spirale ossea e terminano alle cellule acustiche dell'organo del Corti.

NERVO GLOSSOFARINGEO 9° PAIO

Il nervo glossofaringeo è un nervo misto che contiene un esiguo numero di fibre motrici somatiche che originano dal nucleo ambiguo del midollo allungato e si distribuisce al muscolo costrittore superiore della faringe e al muscolo stilofaringeo, fibre effettrici viscerali nascono nel bulbo dal nucleo salivatorio inferiore e recano stimoli secretori per la ghiandola parotide e per le ghiandole salivari minori;le fibre sensitive somatiche, prolungamenti di neuroni del ganglio superiore raccolgono alla periferia stimoli sensitivi della mucosa della cassa del timpano, della tuba uditiva e di un ristretto territorio del padiglione auricolare e li inviano alla radice discendente del nervo trigemino; le fibre sensitive viscerali infine originano dal ganglio petroso e trasmettono al nucleo del tratto solitario stimoli viscerali superficiali raccolti dai recettori gustativi del terzo posteriore della lingua. Le fibre delle quattro componenti sopra descritte emergono in corrispondenza del solco laterale posteriore del bulbo e si dirigono verso il foro giugulare; passa infine tra la vena giugulare e l'arteria carotide interna giungendo poi sulla parete laterale del faringe. Qui emette rami per la radice della lingua nella quale penetra formando un plesso di rami terminali e rami linguali.

NERVO VAGO 10° PAIO

Il nervo vago o pneumogastrico è un nervo misto, costituito da tutte e quattro le componenti di fibre, somatiche e viscerali. E' il più lungo dei nervi encefalici ed è di notevole importanza in quanto porta un grosso contingente di fibre effettrici viscerali ( parasimpatiche ) che innervano la maggior parte dei visceri del torace e dell'addome. La componente effettrice viscerale è rappresentata da fibre pregangliari che originano dalla porzione media e caudale del nucleo motore dorsale del vago e recano stimoli effettori al cuore, alla parete dell'aorta e dei suoi grossi rami, alle ghiandole ed alla muscolatura liscia delle vie respiratorie, dell'apparato digerente e di una parte dell'apparato urinario; le fibre pregangliari mettono capo a gangli e ad agglomerati di cellule gangliari parasimpatiche dislocati in vicinanza dell'organo che viene innervato. La componente di fibre motrici somatiche si distribuisce alla muscolatura striata della faringe, della laringe e della parte prossimale dell'esofago; l'origine reale delle fibre ha luogo nella porzione caudale del nucleo ambiguo, che è comune anche al nervo glosso faringeo. Le fibre sensitive viscerali del nervo vago originano nel ganglio nodoso o plessiforme: i prolungamenti periferici dei protoneuroni pseudounipolari raccolgono stimoli della sensibilità viscerale generale dal seno aortico e dal glomo aortico, oltre che dalla mucosa della laringe, della faringe, della trachea, dell'esofago e degli altri visceri toracici ed addominali. I prolungamenti centrali dei protoneuroni del ganglio nodoso si recano, nel bulbo, al nucleo del tratto solitario. Le fibre sensitive somatiche rappresentano un contingente esiguo. Hanno origine dal ganglio giugulare, raccolgono stimoli sensitivi da un piccolo territorio cutaneo dal padiglione dell'orecchio e l'inviano al nucleo della radice discendente del trigemino. Il nervo vago emerge in corrispondenza del solco laterale posteriore del bulbo; dalla sede di emergenza converge in alto, lateralmente ed in avanti, piega in basso passando nel foro giugulare, e, attraversando il collo si avvicina all'arteria carotide interna e alla vena giugulare interna, costituendo il fascio vascolonervoso del collo. Alla base del collo il nervo vago di destra scende anteriormente all'arteria succlavia, il nervo vago di sinistra decorre tra l'arteria carotide comune, che gli è posta davanti e l'arteria succlavia, che è situata posteriormente. All'entrata nel torace il nervo vago di destra passa dietro alla vena cava superiore e si avvicina progressivamente alla trachea. Prosegue posteriormente al bronco destro, tra questo e il tratto terminale della vena azygos e, risolvendosi in numerosi rami fra loro anastomizzati, si dispone a ridosso della parete posteriore dell'esofago. Il nervo vago di sinistra imbocca l'apertura superiore del torace decorrendo posterolateralmente all'arteria carotide comune. Incrocia poi l'arco dell'aorta, passando tra questo e la pleura mediastinica, decorre posteriormente al bronco sinistro e, come il vago di destra, si risolve in una serie di rami fra loro anastomizzati che scendono lungo la parete anteriore dell'esofago.
I nervi vaghi entrano quindi nella cavità addominale, passando attraverso l'orifizio esofageo del diaframma. Il nervo vago di destra scende dietro l'esofago, poi dietro al cardia e prosegue sulla parete posteriore dell'addome giungendo fino al tronco celiaco, dove termina nel ganglio celiaco di destra. Al ganglio celiaco di destra giunge anche il ramo terminale del nervo grande splancnico. Nervo vago e nervo grande splancnico di destra, confluendo ai due poli opposti del granchio celiaco, formano l'ansa memorabile (di Wrisberg). Il nervo vago di sinistra si prolunga dall'esofago sulla faccia anteriore dello stomaco, suddividendosi in numerosi rami che si raggruppano nei pressi della piccola curvatura e costituiscono n plesso gastrico anteriore. Il plesso gastrico posteriore deriva dai rami collaterali del nervo vago di destra che si anastomizzano sulla faccia posteriore dello stomaco, vicino alla piccola curvatura. Il nervo vago invia lungo il suo decorso numerosi rami collaterali; alcuni nascono nel collo, altri nel torace, altri poi nella cavità addominale.

Rami collaterali cervicali
Il nervo vago emette nel collo numerosi rami anastomotici: un ramo anastomotico per il ganglio cervicale superiore della catena dell'ortosimpatico; rami anastomotici per il nervo glossofaringeo, il nervo accessorio, il nervo ipoglosso e i primi nervi spinali. Emette poi altri importanti rami collaterali per le meningi, per i visceri del collo e del torace. Rami collaterali toracici
I rami collaterali della porzione toracica del nervo vago hanno, per la maggior parte, aspetto plessiforme. Rami collaterali addominali
La distribuzione dei due nervi vaghi nella cavità addominale avviene con modalità differente. Il vago di sinistra discende sulla faccia anteriore dello stomaco, in prossimità della piccola curvatura e si suddivide in numerosi rami fra loro anastomizzati che costituiscono il plesso gastrico anteriore. Da questo plesso nascono rami gastrici per la parete anteriore dello stomaco e rami epatici che risalgono all'ilo del fegato passando nel piccolo omento e contribuiscono alla formazione del plesso epatico. Il vago di destra cede alla parete posteriore dello stomaco alcuni rami che si anastomizzano fra loro in prossimità della piccola curvatura, formando il plesso gastrico posteriore. Da questo nascono rami gastrici per la parete posteriore dello stomaco. La maggior parte delle fibre del nervo vago scende fino al plesso celiaco dell'ortosimpatico, terminando all'estremità mediale del ganglio celiaco. Dal plesso celiaco le fibre del nervo vago si distribuiscono, unitamente alle fibre ortosimpatiche, nelle diramazioni del plesso celiaco stesso: i plessi pari, quali il plesso frenico, surrenale, renale e ovario o spermatico; i plessi impari, quali il plesso lienale, epatico, gastrico superiore e mesenterico superiore. Sono esclusi dall'innervazione vagale la parte del colon che fa seguito alla flessura sinistra, il retto, la vescica e gli organi genitali della pelvi con i corpi cavernosi.

NERVO ACCESSORIO 11° PAIO

Il nervo accessorio è formato esclusivamente da fibre motrici somatiche che originano dal nucleo dell'accessorio posto alla base delle corna anteriori dei primi neuromeri del midollo spinale. Si distribuisce ad una parte del muscolo trapezio e al muscolo sternocleido-mastoideo. Nasce con diverse radicole che si distaccano della faccia laterale del midollo spinale, in corrispondenza dei primi quattro segmenti cervicali. Le radicole attraversano lo spazio subaracnoideo del midollo e accollandosi in unico tronco risalgono nella cavità cranica passando per il foro occipitale. Il nervo si piega quindi in fuori verso il foro giugulare che attraversa raggiungendo così la faccia profonda del muscolo sternocleidomastoideo e del muscolo trapezio dopo aver attraversato la parte alta della fossa sopraclaveare.

NERVO IPOGLOSSO 12° PAIO

Il nervo ipoglosso è composto esclusivamente da fibre motrici somatiche che originano dal nucleo del nervo ipoglosso sito nella parte dorsale del bulbo; innerva i muscoli della lingua e delle regioni sopra e sottoioidea, emerge poi dal bulbo nel solco anterolaterale con una serie longitudinale di radicole.Queste confluiscono in due o tre tronchi e poi formano un unico nervo che fuoriesce dalla cavità cranica passando per il canale omonimo dirigendosi verso la radice della lingua. Decorre inizialmente dietro i muscoli Stiliani e al fascio vascolo nervoso del collo, passa poi tra l'arteria carotide interna e il nervo vago situati medialmente e la vena giugulare interna posta lateralmente. Raggiunta la regione sopra ioidea, sì applica sulla superficie esterna del muscolo ipoglosso, tra questo e la ghiandola sottomandibolare. Assume poi un decorso orizzontale e parallelo all'osso ioide e insieme alla vena linguale giunge alla loggia sottolinguale dove si suddivide in un ciuffo di rami terminali, rami linguali, distribuendosi ai muscoli intrinseci della lingua.