lezione XX: IL SISTEMA LIMBICO
IL SISTEMA LIMBICO
Il sistema limbico comprende alcune regioni
del diencefalo e del telencefalo che “coordinano le afferenze sensoriali
con le reazioni corporee e le necessità viscerali” (Papez 19589)e
che “rappresentano il luogo di origine delle emozioni”(Fulton 1951).
Indubbiamente il concetto di Sistema Limbico non è tanto morfologico,
quanto fisiologico e psicologico. Tale porzione del Sistema Nervoso Centrale
interviene nell’elaborazione di tutto l’insieme dei comportamenti
correlati con la sopravvivenza della specie, elabora le emozioni e le manifestazioni
vegetative che ad esse si accompagnano ed è coinvolto nei processi di
memorizzazione.
Il Sistema Limbico è una formazione filogeneticamente antica. Studiandone
l’anatomia comparata si rimane sorpresi come, pur essendo differente la
sua estensione nelle varie specie dei mammiferi, il suo sviluppo e la sua organizzazione
siano simili. Tali osservazioni fanno ritenere che le basi fisiologiche dell’emotività
e del comportamento siano simili in tutti i mammiferi (Valzelli 1970).
Il Sistema Limbico è costituito da formazioni grigie tra loro unite da
importanti fasci di connessione. Le formazioni grigie del sistema limbico sono
la corteccia del cingolo, il giro ippocampale, l’ippocampo, parte del
nucleo amigdaloideo, i nuclei del setto pellucido, i nuclei mammillari dell’ipotalamo,
il complesso nucleare anteriore del talamo.
I principali fasci di connessione tra tali formazioni grigie sono il fornice,
la stria terminale ed il fascio mammillo-talamico. Segue ora una breve descrizione
di queste strutture.
1) Area sopracallosa o corteccia del cingolo:
è una delle 4 aree corticali che rappresentano i centri di percezione
del sistema limbico. Le quattro aree corticali sono le seguenti:
1) Zona fronto-temporale: corrispondente all’uncino dell’ippocampo
ed al giro dentato (controlla la nutrizione e regola le reazioni di attaco e
difesa).
2) Zona parieto-occipitale mediale: corrisponde, grossolanamente, al giro ippocampale
(controlla l’attività sessuale).
3) Zona occipito-temporale mediale: corrisponde alla porzione posteriore della
corteccia del cingolo (regola la vita affettiva).
4) Zona fronto-temporale mediale o zona sopracallosa o corteccia del cingolo,
corrisponde alla porzione anteriore ed intermedia della corteccia del cingolo,
(regola la preservazione dell’individuo e della specie).
La corteccia del cingolo è posta sulla superficie mediale dell’emisfero
cerebrale, attorno al corpo calloso. Nella maggior parte della propria estensione
la corteccia del cingolo appare liscia e priva di circonvoluzioni.
Il solco del corpo calloso separa la corteccia del Cingolo dal corpo calloso.
Il solco del corpo calloso contiene il nervo di Lancisi, l’indusium griseum
e l’arteria cerebrale anteriore. In corrispondenza dello splenio del corpo
calloso la corteccia del cingolo si restringe. Tale restringimento viene denominato
istmo della corteccia del cingolo. Anteriormente all’istmo troviamo il
giro paraippocampale.
Il giro paraippocampale si estende dal solco ippocampale all’istmo della
corteccia del cingolo. Strutturalmente è simile all’ippocampo.
Il giro paraippocampale possiede un fascio di associazione, il cingulum, per
i diversi territori della stessa circonvoluzione; un fascio per il lobo temporale
(fascicolo uncinato); un fascio striato, passante per la capsula interna; un
fascio che, passante per il corpo calloso, lo collega alla corteccia controlaterale
ed al setto pellucido, e, attraverso il fornice, lo collega ad altre zone del
sistema limbico.
Le aree del sistema limbico concorrono, nel loro insieme, a due funzioni fondamentali
della vita animale, quella della preservazione dell’individuo e quella
della preservazione della specie.
Per preservazione dell’individuo si intendono le reazioni emotive, la
paura, i fenomeni detti di “attacco e fuga”.
Relativamente alla funzione di preservazione della specie(funzione riproduttiva)il
sistema limbico controlla il comportamento sessuale.
Lesioni di alcune aree del sistema limbico possono determinare impotenza, ipersessualità
e deviazioni nel comportamento sessuale.
Altra importante funzione del sistema limbico è quella di partecipare
ai processi di memorizzazione. In particolare le strutture limbiche sarebbero
deputate allo stabilirsi della traccia della memoria recente. Lesioni del circuito
ippocampo-fornice-mammillo-talamico (il cosiddetto circuito di Papez) determinano
la sindrome di Korsakoff, caratterizzata clinicamente da una completa amnesia
degli eventi appena accaduti e dal ricordo normale delle esperienze passate.
La sindrome di Korsakoff si presenta nei traumatizzati cranici, negli alcolisti
e nei dementi senili.
2) Il corpo calloso è costituito da
una spessa lamina di sostanza bianca nella quale passano un gran numero di fibre
nervose ( oltre 100 milioni) che reciprocamente collegano regioni ampie della
corteccia di tutti i lobi con corrispondenti regioni dell’emisfero opposto.Queste
fibre attraversano il pavimento della fessura inter emisferica, formano la maggior
parte del tetto dei ventricoli laterali, e si aprono a ventaglio in una massiccia
radiazione callosaper poi distribuirsi alle varie regioni corticali. Le parti
del corpo calloso sono indicate come: 1)rostro, 2) ginocchio, 3) corpo e 4)
splenio.
IL ginocchio contiene fibre che collegano le parti anteriori dei lobi frontali;
le fibre della restante parte del lobo frontale e del lobo parietale attraversano
il corpo del corpo calloso. Fibre che attraversano lo splenio collegano le regioni
dei lobi temporale ed occipitale. Le fibre dello splenio del corpo calloso,
che si estendono inferiormente lungo il margine laterale del corno posteriore
del ventricolo laterale separano il ventricolo dalla radiazione ottica e formano
il tapetum.
3) IL fornice è il principale fascio
di fibre efferenti dal sistema limbico. Le connessioni tra le formazioni grigie
del sistema limbico presentano importanti collegamenti reciproci, afferenti
ed efferenti. IL fornice è composto, nell’uomo, da circa un milione
di fibre nervose abbondantemente mielinizzate. Le fibre del fornice originano
dagli strati piramidali e dallo strato di cellule polimorfe.
Le fibre in questione dapprima danno luogo alla formazione dell’alveus,
quindi, unitesi, costituiranno la fimbria (posta nella porzione mediale dell’ippocampo).
La fimbria si continua con le gambe del fornice che raggiungono il corpo calloso
sovrastandolo (corpo del fornice).Si piegano quindi in corrispondenza dei nuclei
anteriori del talamo ( colonne del fornice ) e raggiungono i nuclei mammillari
dell’ipotalamo, dove terminano. La fimbria del fornice dell’ippocampo
sta sul lato mediale dell’ippocampo e si continua lateralmente con l’alveo.
Procedendo dall’indietro diventa più sottile e si continua nella
gamba del fornice; davanti arriva sull’uncino. E’ ricoperta dalla
pia madre e dà inserzione alla lamina corioidea. E’ costituita
da due tipi di fibre:
- neuriti delle cellule piramidali dell’ippocampo, aventi il seguente
decorso: cellule piramidali -> alveo -> fimbria -> fornice -> corpi
mammillari dell’ipotalamo.
- Fibre commessurali: dalla fimbria passano nella gamba del fornice, poi nello
psalterium e arrivano allo strato radiato dell’ippocampo (sono formate
dai dendriti delle cellule piramidali ).
4) La stria terminale. E’ un fascio di fibre nervose che origina dalla fascia posteriore del nucleo amigdaloideo e, decorrendo parallelamente al fornice, giunge al foro Monro, dove si divide, in corrispondenza della commessura anteriore, in tre parti: una sopracommessurale, una commessurale ed una sottocommessurale. Le fibre sopra e sottocommessurali si portano ai nuclei del setto pellucido, all’ipotalamo anteriore e al lobo piriforme;quelle commessurali raggiungono il nucleo amigdaloideo controlaterale.
5) Stria midollare del talamo: è una
stria di sostanza bianca che segna il limite antero-mediale del talamo.
Vi decorrono le fibre che provengono dalla corteccia olfattiva e che sono destinate
ai nuclei abenulari di entrambi i lati. La maggior parte di queste fibre nascono
dalla sostanza perforata anteriore e da altri centri olfattivi (come l’area
paraolfattiva di Broca); vanno aggiunti poi: il fascicolo cortico-abenulare
mediale (che prende origine dall’ippocampo); il fascicolo setto-abenulare
(dal setto pellucido); il fascicolo amigdalo-abenulare (dall’amigdala);
il fascicolo cortico-abenulare laterale (dal giro dell’ippocampo); il
fascicolo ipotalamo-abenulare (dall’ipotalamo); il fascicolo preottico-abenulare
(dal telencefalo, area ventrale mediana); fibre provenienti dai collicoli superiori.
Tutte queste fibre raggiungono il nucleo abenulare omolaterale oppure, passando
nella commessura abenulare, il contro laterale.
6) Fascio nervoso del prosencefalo: è il circuito che collega l’ipotalamo con il sistema limbico. Effettua il seguente percorso: ippocampo-> corpo mammilare dell’ipotalamo -> gruppo nucleare anteriore del talamo -> circonvoluzione del cingolo -> ippocampo.
7) Abenula: è una formazione bianca di fibre mieliniche in continuazione con l’epifisi e con la commessura abenulare, da una parte, e parzialmente con la stria midollare dall’altra. Al di sotto del peduncolo abenulare sono situati i nuclei dell’abenula, sui quali arrivano le fibre dell’abenula.
8) Nucleo interpeduncolare del mesencefalo: è posto tra i due peduncoli del mesencefalo, nella parte ventrale del tegmento mesencefalico, medialmente alla sostanza nera. Mal definibile nell’uomo è sede di afferenze ed efferenze al sistema limbico.
9) I corpi mammillari dell’ipotalamo (nuclei mammillari dell’ipotalamo): costituiscono la parte inferiore dell’ipotalamo e sono situati fra i peduncoli cerebrali, davanti alla fossa inter-peduncolare e dietro al tuber cinereum. Sono due piccole formazioni sferiche, aventi un diametro di 5-6 mm, separate dalla fessura mediana. E’ possibile riscontrare la presenza di un corpo mammillare accessorio a lato del corpo principale. Sono di colore bianco per la presenza di fibre mieliniche intorno ad una massa grigia centrale che è formata da una zona magnicellulare e da una zona parvicellulare oltre che da un intreccio di dendriti e neuriti alla periferia. Esistono delle fibre che uniscono i due corpi mammillari, passando attraverso la commessura sopramammillare.
10) Il nucleo amigdaloideo. E’ distinto
nell’uomo in due porzioni: una parte cortico-mediale e una parte basilaterale.
La parte cortico-mediale riceve afferenze dal bulbo olfattivo, mediante la stria
olfattoria laterale e controlaterale. Le efferenze della parte cortico-mediale
sono dirette nell’area del setto, all’ipotalamo preottico omo e
controlaterale. La parte basilaterale del nucleo amigdaloideo è collegata
al giro paraippocampale, che, a sua volta, è connesso al lobo temporale
( neocorteccia).
Per mezzo di fibre di associazione la neocorteccia del lobo temporale è
collegata al lobo frontale ed alla circonvoluzione del cingolo. Altri sistemi
associativi del nucleo amigdaloideo sono rappresentati dai collegamenti reciproci
con le zone laterali, ventrali e preottiche dell’ipotalamo; con il lobulo
periforme; con il nucleo dorsale mediale del talamo; con i nuclei dell’abenula.
Il nucleo amigdaloideo, per le sue connessioni, è un centro pre la regolazione
e la correlazione di impulsi viscerali e somatici.
11) Ippocampo o formazione ammonica: rappresenta
la parte più antica della coteccia o archipallio. Distinguiamo un ippocampo
ventrale ripiegato due volte su se stesso e comprendente il piede dell’ippocampo;
l’alveo dell’ippocampo, il giro dentato e la fimbria, e un ippocampo
dorsale, rudimentale nell’uomo, non ripiegato su se stesso e comprendente
la stria olfattiva mediale e la stria olfattiva laterale.
Il piede dell’ippocampo o rilievo dell’ippocampo propriamente detto
o corno d’Ammone (per la sua forma che ricorda in sezione orizzontale
un corno d’ariete) costituisce la porzione mediale del corno inferiore
del pavimento dei ventricoli laterali, appartiene alla paleocorteccia ed è
formato da quattro strati.
L’alveo dell’ippocampo o fondo dell’ippocampo sta dopo lo
strato polimorfo dell’ippocampo ed il corno inferiore dei ventricoli laterali.
In altre parole è la prima struttura dell’ippocampo che si incontra
a partire dal pavimento dei ventricoli laterali.
Esso è attraversato dalle fibre commissurali che provengono dall’ippocamo
controlaterale ed è anche attraversato dai neuriti delle cellule piramidali
dell’ippocampo che passano poi nella fimbria, nel fornice e sono diretti
ai
tubercoli mammillari
12) Il giro dentato è una formazione
dell’ippocampo appartenente all’archipallio e quindi è tristratificata.
Attraverso di essa passano sia fibre efferenti che fibre afferenti per l’ippocampo.
Senza entrare in particolari strutturali basterà dire che il giro dentato
riceve afferenze da territori della neocorteccia temporale adiacente. Su questi
territori si proiettano, attraverso catene neuroniche, diverse aree associative.
Il giro dentato è collegato all’area settale ( via fornice e stria
di Lancisi ) e all’ippocampo controlaterale mediante la commessura del
fornice ( psalterium ).
Il Giro dentato è una stretta striscia di sostanza grigia (3 mm. di larghezza)
compresa fra il giro paraippocampale e la fimbria; il solco dell’ippocampo
lo separa dal giro ippocampale mentre il solco fimbrio-dentato lo separa dalla
fimbria. Presenta numerose incisure che gli conferiscono un aspetto dentato,
da cui il nome. Si prolunga davanti nella benderella dell’uncus, che si
continua nell’uncus, e dietro abbandona la fimbria e va verso la superficie
dorsale del corpo calloso, mentre la fimbria va verso la superficie ventrale
del corpo calloso stesso lasciando in mezzo lo splenio del corpo calloso. Il
giro dentato presenta una faccia convessa che è in continuazione con
lo strato molecolare dell’ippocampo, ed una faccia concava che è
in continuazione con la lamina terminale dell’ippocampo.
13) Bulbo olfattorio: fa parte del lobo olfattivo,
appartenente al paleoencefalo, che è andato incontro a una progressiva
riduzione nel corso della filogenesi, parallelamente all’aumento del neoencefalo.
E’ situato nel solco olfattorio (estremo anteriore), che sta sulla faccia
orbitaria del lobo frontale, ed è la porzione terminale del tratto olfattorio,
con cui sta in continuazione. E’ ricoperto dall’aracnoide; la tenda
olfattiva (dipendenza della dura madre) lo separa dal lobo frontale.
In basso poggia sulla lamina cribrosa dell’etmoide, attraversata dalle
fibre olfattive in arrivo al bulbo olfattorio. E’ grigio-rosa, molle,
di dimensioni:8-9 mm. x 3-4 mm. x 1-1,5 mm.
Al centro c’è della glia gelatinosa, che durante lo sviluppo è
andata a riempire la primitiva cavità. La struttura del bulbo olfattorio
è costituita da 3 o da sei strati.
14) La stria olfattoria laterale percorre il corpo calloso dallo splenio fino al tronco, decorrendo nel solco del corpo calloso. E’ formata dalla sostanza grigia, è meno regolare e più variabile della stria mediale. Anch’essa fa parte dell’ippocampo dorsale.
15) La stria olfattoria mediale o nervo di
Lancisi : percorre la faccia superiore del corpo calloso, partendo dallo splenio
e terminando sul ginocchio. E’ lunga e sottile (1 mm.) ed è formata
da sostanza bianca. Ha una posizione mediale sul corpo calloso. Fa parte dell’ippocampo
dorsale ( che è detto ippocampoinvertito perché le strie costitutive
sono “invertite” rispetto alla disposizione che si osserva nell’ippocampo
ventrale).
L’ippocampo dorsale è assai ridotto nell’uomo a causa della
riduzione del giro dentato e dello srotolamento dell’ippocampo. Parallelamente
a questo processo si verifica il grande sviluppo del neopallio e del sistema
di collegamento interemisferico contenuto nel corpo calloso.
Le fibre della stria olfattiva mediale partono dal bulbo olfattivo, passano
nel tratto olfattorio, nella stria olfattoria mediale, e arrivano all’ippocampo.
16) Tratto olfattorio: è situato nel solco olfattorio, nella faccia orbitaria del lobo frontale. E’ la continuazione posteriore del bulbo olfattorio e termina nel trigono olfattorio. E’rivestito dalla nevroglia e da uno strato di fibre mieliniche sottili.
17) I nuclei del setto pellucido: Sono costituiti da diversi raggruppamenti cellulari (nuclei dorsali, nuclei ventrali, mediali e caudali). Il setto pellucido è un importante nodo di smistamento di segnali, provenienti dalle diverse strutture limbiche, e diretti all’ipotalamo. E’ un complesso nucleare che è molto evoluto nei primati e nell’uomo raggiunge il suo massimo sviluppo.
18) Banda o Benderella diagonale di Broca: è sinonimo di peduncolo del setto pellucido ed arriva all’area settale ed all’area paraolfattoria; si chiama anche giro subcalloso o giro paraterminale; è formato da fibre mieliniche che raggiungono la sostanza perforata anteriore.
19) Nuclei anteriori del talamo: sono i nuclei
anteriore-ventrale (il più grande), anteriore-dorsale(il più piccolo)e
anteriore-mediale.
I primi due determinano la sporgenza del tubercolo anteriore del talamo. Sono
formati da cellule medie e piccole, rotonde o poligonali, in cui sono presenti
scarse zolle di Nissl e pigmenti gialli. Ricevono le fibre del fascio mammillo-talamico:
la maggior parte delle fibre originano dal nucleo mammillare mediale e terminano
nei nuclei antero-ventrale ed antero-mediale omolaterali del talamo.
Commissura habenularum, Commessura delle abenule
o commessura superiore: è costituita dalle fibre della stria midollare
che si incrociano terminando nei nuclei abenulari del lato opposto. La maggior
parte di queste fibre nascono dalla sostanza perforata anteriore e da altri
centri olfattori (come l’area paraolfattoria di Broca);a tali fibre vanno
aggiunti: il fascicolo cortico-abenulare mediale (proveniente dall’ippocampo);il
fascicolo setto-abenulare (che deriva dal setto pellucido); il fascicolo amigdalo-abenulare
(che deriva dall’amigdala); il fascicolo cortico-abenulare laterale (dal
giro dell’ippocampo); il fascicolo ipotalamo-abenulare (che deriva dall’ipotalamo);
il fascicolo preottico-abenulare (che deriva dal telencefalo, area ventrale
mediana); fibre provenienti dai collicoli superiori.
Trigonum habenulae, trigono dell’abenula: è un piccolo triangolo
un po’ sollevato compreso fra l’abenula, il talamo e il collicolo
superiore(da quest’ultimo è separato mediante solchi). Accoglie
i nuclei dell’abenula, sui quali arriva la stria midollare. I trigoni
dei due lati sono uniti dalla commessura abenulare, alla quale è appeso
il corpo pineale.
La commessura anteriore è un piccolo fascio compatto che attraversa la
linea mediana anteriormente alle colonne del fornice. Questa commessura ha una
forma generale non dissimile da un manubrio di bicicletta e consiste di due
parti. Una piccola parte anteriore della commessura connette sui due lati le
strutture olfattive, mentre la parte posteriore, più ampia, connette
tra loro le regioni dei giri temporale, medio e inferiore.
Fasciola cinerea: va dalla stria mediale alla fascia dentata.
Il fascio mammillo-talamico connette i nuclei mammillari dell’ipotalamo
con il complesso nucleare anteriore del talamo.