ILLUSTRI ANATOMICI DEL PASSATO E PREMI NOBEL IN MEDICINA

 

Camillo Golgi

 

Camillo Golgi nacque a Corteno (Brescia ) nel 1843. Portò a termine i suoi studi di Medicina presso l'Università di Pavia nella quale si laureò nel 1865.
Egli si interessò dapprima alla psichiatria seguendo gli studi di Lombroso e poi alla patologia cellulare, seguendo le ricerche di Virchow. Iniziò a lavorare nei laboratori di istologia dell'Università di Pavia, dove cominciò a studiare le cellule nervose e le cellule gliali.
Nel 1872 fu costretto dalle avversità economiche a lavorare in un piccolo ospedale per incurabili ad Abbiategrasso, dove, malgrado la carenza delle strutture di laboratorio, nel 1873 mise a punto il suo famoso metodo di impregnazione argentica per la colorazione delle cellule nervose. Più tardi, per lo stesso scopo, usò anche l'oro.
Fu nominato professore di Anatomia all'Università di Siena nel 1879, ma tornò a Pavia l'anno seguente per diventare professore straordinario di istologia e prendere la cattedra di patologia generale. Per il suo lavoro in neurobiologia e neuropatologia ed i suoi studi sulla malaria ricevette numerosi premi e titoli onorifici, divenendo uno degli scienziati italiani più conosciuti del suo tempo. Diventò Rettore della Università di Pavia prima della sua morte.

La relazione di Golgi a Stoccolma, in occasione del conferimento del premio Nobel, si intitolava: "La dottrina sui neuroni, teoria e fatti". Malgrado il fatto che la sua "tintura nera" colorasse ,con notevole eleganza, cellule nervose singole, con i loro prolungamenti assonici e dedritici, Golgi non fu mai convinto della struttura individuale delle singole cellule nervose. Nella sua relazione egli affermò "Secondo me, non possiamo trarre nessuna conclusione, in un modo o nell'altro, da tutto ciò che è stato detto a riguardo delle diverse strutture identificate nelle cellule dei gangli spinali. Non possiamo essere né a favore né contro la dottrina dei neuroni. Gli argomenti morfologici non offrono nessuna base abbastanza solida per sostenere questa dottrina."
Golgi continuava a credere che le cellule nervose fossero interconnesse da una continuità neurofibrillare, un punto di vista questo fermamente contrastato da Cajal.
Golgi è conosciuto sia per le sue tecniche di impregnazione argentica sia per avere identificato diversi tipi di cellule nervose che portano il suo nome: Le cellule di Golgi del cervelletto,gli interneuroni del II tipo di Golgi con assoni che restano all'interno della sostanza grigia del midollo spinale; gli organi neuro-tendinei di Golgi ed il reticolo endoplasmatico di Golgi. Tutti i suoi lavori furono riassunti in quattro importanti volumi, "Opera Omnia", pubblicati a Pavia nel 1903.

Si racconta che nel piccolo Ospedale Comunale di Abbiategrasso Golgi disponesse di una stanzetta, precedentemente adibita a locale "cucina" nella quale aveva istallato il laboratorio per gli esperimenti. Tale stanza aveva le dimensioni di m. 2 per m. 2,60.
In tale locale Golgi lavorava con il suo tecnico, all'occorrenza infermiere ed inserviente (allora così si chiamava l'addetto al laboratorio).
Durante le vacanze estive dell'anno 1873 Golgi prima di partire per un lungo periodo di ferie da giugno a settembre (come allora si usava da parte dei proprietari terrieri per provvedere a tutte le incombenze relative al raccolto dei prodotti della campagna) dette ordine al suo tecnico di lavare e recuperare tutti i vetrini sui quali erano già state distese alcune "fette" di tessuto nervoso. Tali fette erano semimacroscopiche (dello spessore di ~ 01 – 02 mm) tagliate a mano con una lametta da barba.
Il tecnico non svolse bene il compito assegnatogli. Infatti dopo aver tenuto tutti i vetrini in una soluzione al 2,5% di bicromato di potassio per circa una settimana (la soluzione solfo cromica di allora per la pulizia della vetreria ordinaria) si accorse che i preparati si erano soltanto "induriti".
Per togliere definitivamente dai vetrini (da recuperare perchè costosi) le fette di tessuto nervoso il tecnico decise di immergerli in una soluzione di nitrato d'argento all'1% che allora si utilizzava per pulire la vetreria più sofisticata.
Poi anche il tecnico partì per le vacanze estive e dimenticò di eseguire gli ordini di Golgi.
Tornato Golgi dalle vacanze, prima del suo tecnico, scoprì la disobbedienza ma contemporaneamente osservando ad occhio nudo e di sfuggita un vetrino vide alcuni "bastoncelli" neri.
Incuriosito (ecco lo scienziato e l'osservatore attento e scrupoloso) decise di osservare al microscopio il tutto e fece la sua scoperta da Premio Nobel: la reazione di Golgi per la colorazione delle cellule nervose è in realtà frutto della disattenzione di un "inserviente".
Tale disattenzione fu sfruttata da Golgi con lo spirito critico del ricercatore e non con l'arroganza ed il potere di un capo che non è stato ascoltato. Infatti "l'inserviente" invece della punizione si prese le lodi del suo capo.
Anche a noi spesso accade la stessa cosa nella vita; chi si aspetta lodi riceve spesso punizioni e/o viceversa.
E' però importante sottolineare che agli effetti della ricerca vale sempre lo spirito critico e lo spirito di osservazione del ricercatore che anche di fronte ad eventi apparentemente negativi è sempre sollecitato ad approfondire le sue indagini.
"Domine ut videam" Vangelo (Luca 18-41) è scritto sul mio sofisticatissimo fotomicroscopio, provvisto di sistema di analisi delle immagini, con il quale lavoro da oltre 40 anni sugli stessi argomenti studiati da Golgi oltre 100 anni fa ed ancora oggi oggetto di interesse e di accurata ricerca specialmente nell'ultimo decennio 1990-2000 dedicato agli studi sul Sistema Nervoso.


LA REAZIONE NERA PER LO STUDIO DELLA CELLULA NERVOSA

Nessuna delle tecniche di colorazione utilizzate prima dell'invenzione della reazione nera era in grado di fornire un' immagine completa della cellula nervosa. La reazione nera di Golgi consentì di visualizzare per la prima volta una intera cellula nervosa.
La nuova tecnica fu inventata da Camillo Golgi nel 1873 nella Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso, vicino a Milano, nella quale egli era medico chirurgo primario.
La reazione consiste nell'indurimento di "fette" di sistema nervoso in una soluzione di bicromato di potassio (2,5%) per un periodo di durata molto variabile (da 1 a 45 giorni a volte di più) e nella successiva prolungata immersione dei pezzi in una soluzione (0,5-1%) di nitrato di argento.Il materiale così trattato viene poi disidratato e sezionato in fettine sottili senza essere prima "incluso" in paraffina. L'esame al microscopio delle sezioni, generalmente molto spesse (circa 100µm ed anche più) permette di osservare singole cellule nervose impregnate in nero, in maniera estremamente evidente e complete di tutti i loro prolungamenti. Occorre segnalare che con questa tecnica non vengono colorate tutte le cellule nervose presenti nel frammento di tessuto nervoso, ma soltanto una piccola percentuale di esse (1-5%). Proprio da questa caratteristica , che sembrerebbe a tutta prima un difetto, deriva la straordinaria utilità della reazione nera. Infatti per potere seguire il decorso di un lungo prolungamento nervoso occorre allestire sezioni molto spesse. Se la reazione nera impregnasse tutte le cellule nervose presenti nella sezione, lo spessore di questa non permetterebbe all'osservatore di districarsi nell'intreccio fittissimo di tutti i prolungamenti esistenti e tutto apparirebbe come una unica macchia nera. Le cause per le quali la tecnica di Golgi mette in evidenza soltanto una piccola percentuale delle cellule presenti in un frammento di tessuto nervoso non sono state finora chiarite in maniera soddisfacente.
La diffusione della tecnica di Golgi incontrò notevoli difficoltà per una serie di cause, fra le quali vanno ricordate le seguenti: a) la scarsa diffusione delle riviste nelle quali Golgi pubblicò i primi risultati ottenuti con l'impiego della sua tecnica ; b) l'incostanza della reazione nera ; c) il gran numero di nuove metodiche che negli ultimi decenni del XIX secolo venivano proposte sull'onda del grande interesse esistente per lo studio della struttura dei tessuti e degli organi nervosi, d) il fatto che alcuni risultati ottenuti da Golgi con l'impiego della reazione nera erano in contrasto con le idee a quel tempo sostenute da molti studiosi del sistema nervoso. All'estero, i primi segni di interesse per la tecnica di Golgi si manifestarono solo 12 anni dopo l'invenzione della reazione nera. Fu principalmente Koelliker, personaggio di grande autorità nel mondo scientifico dell'epoca, che diffuse il nuovo procedimento tecnico in campo internazionale.
Fra i principali risultati che la reazione nera permise di raggiungere fin dai primi tempi del suo impiego vanno segnalati i seguenti : a) la dimostrazione della varietà, precedentemente insospettata, delle forme delle cellule nervose; b) la constatazione che i dendriti terminano liberi, cioè senza fondersi con quelli di altre cellule nervose o con fibre nervose; c) la dimostrazione che il sistema nervoso centrale è costituito in grande prevalenza da cellule, mentre in precedenza si riteneva che le cellule nervose fossero immerse in una sostanza amorfa, che si pensava occupasse più del 50% del volume della sostanza grigia; d) la messa in evidenza dei rapporti che gli astrociti contraggono con i vasi; e) la scoperta dell'apparato endo cellulare, che è presente in tutti i tipi di cellule ed è ancora oggi noto nel mondo come apparato di Golgi.
Dopo essere stata utilizzata per un quarto di secolo nei laboratori di tutto il mondo, nel periodo compreso fra la prima e la seconda guerra mondiale la tecnica di Golgi fu usata sempre meno fino a quasi essere dimenticata. A partire dalla metà del XX secolo, però, si verificò un ritorno all'uso generalizzato della reazione nera. Questa inversione di tendenza avvenne in conseguenza dell'introduzione del microscopio elettronico della ricerca neurocitologica . Come è noto, grazie al suo elevatissimo potere di risoluzione, tale strumento consente di evidenziare con sicurezza le sinapsi e di mettere in evidenza forma, dimensione e struttura dell'elemento pre- e di quello post-sinaptico. Tale esigenza fu soddisfatta ricorrendo alla reazione nera, cioè all'unica tecnica istologica in grado di mettere in evidenza un intero neurone.
Rientrata a pieno titolo nell'uso corrente della ricerca neurocitologica grazie alla sua utilità in combinazione con la microscopia elettronica, oggi la reazione nera viene nuovamente impiegata anche per esempio nell'ambito degli studi sull'evoluzione e sullo sviluppo del sistema nervoso, nonché nell'ambito di ricerche sperimentali sul sistema nervoso. Dopo 125 anni dalla sua invenzione, la reazione nera è quindi una tecnica ancora pienamente valida e di grande utilità.

 

Gianni Alfonso Borelli (1608-1679)

Membro dell'Accademia del Cimento, professore di matematica nelle Università di Messina e di Pisa. Il suo De motu animalium, apparso postumo (1680) a Roma, è considerato quale breviario della iatromeccanica, l'indirizzo di ricerca per cui la metodica fisico- matematica propria di Galileo e della sua Scuola trovò sistematica applicazione passando dal mondo inorganico a quello vivente.
Il suo ritratto è riportato sul suo sepolcro nella chiesa di S.Pantaleo a Roma

 

Leopoldo Marcantonio Caldani (1721-1813)

Nacque e compì gli studi di medicina a Bologna. Fu professore a Bologna e a Padova, dove successe a G.B. Morgagni nella cattedra di anatomia. Notevole fu il suo orientamento fisiologico, che si muove lungo le direttrici della dottrina di A. von Haller, e che lo spinse alla stesura di un trattato sistematico di fisiologia: le Institutiones physiologicae (Padova 1773). Le Icones anatomicae (Venezia 1801-14), pubblicate in collaborazione col nipote Floriano Caldani, rappresentano uno dei più celebri atlanti anatomici di tutti i tempi.
Il suo ritratto è esposto nella Sala del Trecento del Palazzo Del Bo' dell’ Università di Padova

 

Marcello Malpighi (1628-1694)

Fu professore di medicina nelle Università di Bologna, Pisa e Messina. Indirizzato dal Borelli alla <libera philosophia> della Scuola Galileiana, con tutte le sue implicazioni iatro-meccaniche, il Malpighi si propose di svelare le minute macchine nascoste nel nostro organismo, associando alla dissezione anatomica, l'ingrandimento ottico, che era stato elevato da Galileo a strumento di scienza. L'adozione sistematica di questo metodo assicurò al Malpighi una non piccola serie di fondamentali scoperte ( compresi i capillari sanguigni) e fece di lui il fondatore dell'anatomia microscopica.
Il ritratto, eseguito nel 1683 da Carlo Cignali, trovasi alla Accademia di Belle Arti in Bologna.

 

Giambattista Morgagni (1682-1771)

Nato a Forlì, fu allievo dell'Università di Bologna, dove apprese da A.M. Valsalva la metodica introdotta dal Malpighi nella ricerca anatomica. Significativi in proposito sono gli Adversaria anatomica (1706-19). E' considerato il fondatore dell'anatomia patologica per il De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis (Venezia 1761), nel quale – facendo tesoro dell'immenso patrimonio casistico raccolto, non soltanto da lui ma anche dal Valsalva, e dai precursori – sistematizzò il metodo anatomo-clinico o applicazione del metodo morfologico alla medicina. Egli insegnò così che le malattie hanno una sede, che queste sedi sono gli organi, che gli organi sotto l'influenza dei fattori patogeni subiscono lesioni specifiche non casuali, che queste lesioni sono le cause che determinano la fisionomia clinica delle malattie.
Il suo ritratto proviene dalla Sala del Trecento – Palazzo Del Bò Università di Padova

 

Francesco Redi (1626 – 1697)

Membro dell'Accademia del Cimento, fu uno dei grandi fondatori della biologia sperimentale. Con la sua opera “Esperienze intorno alla generazione degli insetti (Firenze 1668)” il Redi dimostrò che il principio <omne vivum ex ovo> è valido anche per questi esseri minuti, in sostituzione della dottrina della generazione spontanea, tradizionalmente ereditata da Aristotele. La scoperta della eziologia acarica della scabbia (G. C. Bonomo e G. Cestoni, 1687), derivata da queste ricerche del Redi, inaugurò la fase sperimentale della dottrina del contagio vivo.
Il suo ritratto è esposto alla Galleria degli Uffici a Firenze.

 

Nicola Stenone (Niels Stensen, 1638-1686)

Nato a Copenaghen, scoprì giovanissimo il dotto parotideo (che porta il suo nome) e contribuì alla concezione innovatrice delle ghiandole e della funzione secretiva che si impose nel corso del Seicento. Anche altre sue importanti scoperte e ricerche si muovono nell'ambito della iatromeccanica e risentono dell'influenza della Scuola Galileiana, che lo Stenone frequentò negli anni passati presso la corte granducale Toscana. Indicativa è in proposito l'amicizia che strettamente lo unì al Malpighi e al Redi. Portò contributi di fondamentale importanza alla geologia, alla paleontologia ed alla mineralogia. Recentemente è stato beatificato.
Il suo ritratto proviene dalla Raccolta Gioviana, della Pinacoteca Palatina ed appartiene alla Galleria degli Uffizi, Firenze.

 

Gli studiosi premiati con il "NOBEL IN MEDICINA" dal 1901 al 2004.

Mauro Cameroni e Carlo Cavallotti

Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Respiratorie e Morfologiche dell'Università "La Sapienza" Roma

Il Premio Nobel è più che centenario: sono 162 i premiati per la Fisiologia e la Medicina dal 1901 al 2004.

Alfred Nobel ha istituito la Fondazione che porta il suo nome al momento della sua morte avvenuta in Sanremo il 10/12/1896 ma già il 27/1/1895 egli aveva pubblicato il suo testamento: "Tutto il resto del patrimonio realizzabile che lascerò alla mia morte sarà impiegato nel modo seguente: il capitale, investito in valori mobiliari sicuri,dai miei esecutori testamentari, costituirà un fondo i cui redditi saranno assegnati ogni anno come premio alle persone che nel corso dell'anno precedente avranno reso all'umanità i più grandi servigi. Questi redditi saranno divisi in cinque parti eguali. La prima sarà assegnata all'autore della scoperta o dell'invenzione più importante nel campo della fisica; la seconda all'autore della scoperta o dell'invenzione più importante in chimica; la terza all'autore della scoperta più importante in fisiologia o in medicina; la quarta all'autore dell'opera letteraria più notevole di ispirazione idealistica; la quinta alla personalità che avrà più e meglio contribuito al riavvicinamento dei popoli, alla scomparsa o alla riduzione degli eserciti permanenti, alla convocazione e alla diffusione dei congressi per la pace". Il testamento di Alfred Nobel trae origine dalla fede profonda che egli nutriva nella scienza e dalla certezza che la Scienza stessa potesse apportare un importante contributo al benessere, ed al progresso morale e civile dell'uomo.

Per quanto riguarda specificatamente la scelta dei candida-

ti al premio per la medicina e per la fisiologia va precisato che tale scelta viene fatta, secondo lo statuto, dai membri dell'Assemblea Nobel dell'Istituto Karolinska, da membri svedesi e stranieri della classe medica della Reale Accademia delle Scienze, da personalità già insignite del Premio Nobel in medicina e fisiologia, e da docenti medici delle università di Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia, e da altri scienziati invitati esplicitamente dall'assemblea.

Il Premio Nobel in Medicina fu attribuito per la prima volta nel 1901 a distanza di ben 6 anni dalla sua istituzione.

 

 

 

 

 

 

 

Considerando i nomi degli scienziati che dal 1901 ad oggi sono stati insigniti del premio Nobel in Medicina ed esami-nando le relative motivazioni per l'attribuzione del premio si possono ricostruire i progressi della Medicina negli ultimi cento anni. E si possono comprendere anche i pochi errori che si sono commessi nella attribuzione dei premi.

All'inizio del secolo l'avanguardia dei ricercatori medici era formata prevalentemente da microbiologi e parassitologi (Behring, Ross, Kock) da fisiologi (Pavlov, Kocher) e da istologi (Golgi, Cajal) e la ricerca medica era ben diversa da ciò che è oggi. Non esistevano ricerche coordinate, non esisteva collaborazione internazionale, i mezzi erano pochi ed il singolo emergeva chiaramente sul gruppo e pertanto anche gli errori erano facili.

Nel 1901 il premio fu attribuito al tedesco von Behring "per il suo lavoro sulla sieroterapia ed in particolare per l'applicazione contro la difterite. Con tali studi egli ha aperto una nuova strada nel campo della medicina ed ha posto nelle mani dei medici un'arma vittoriosa contro la malattia e la morte". Infatti con l'introduzione del siero antidifterico nella terapia della difterite la morte dei piccoli pazienti affetti da difterite si è ridotta di oltre il 99%.

Nel 1902 il premio fu assegnato al malariologo inglese Ronald Ross per i suoi studi sull'anofele e "per il suo lavoro sulla malaria con il quale ha dimostrato come questa penetri nell'organismo ed ha posto le basi per importanti ricerche su questa malattia e sui metodi per combatterla".

Nel 1903 il premio fu conseguito dal danese Finsen per i suoi studi sulla finsenterapia o terapia luminosa, molto di moda in quegli anni, ma poi del tutto abbandonata perchè priva di basi scientifiche. Si trattò del primo errore nell'attribuzione del premio Nobel concesso con la seguente motivazione: "in riconoscimento dei contributi resi alla cura delle malattie, soprattutto per quel che riguarda il lupus vulgaris, attraverso radiazioni luminose concentrate, aprendo così la strada a nuove ricerche per la scienza medica".

Nel 1904 vi fu un immediato riscatto con l'attribuzione del premio al russo Pavlov scopritore della teoria dei riflessi condizionati "In riconoscimento del suo lavoro sulla fisio-

logia della digestione, che ha permesso di aprire nuovi orizzonti nella conoscenza dei fenomeni biologici".

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1905 il tedesco Robert Koch microbiologo e studioso delle malattie infettive conseguì il premio "per le sue indagini e le sue scoperte sulla tubercolosi".

Nel 1906 il premio fu assegnato contemporaneamente a due ricercatori che con i loro studi aprirono definitivamente la strada al concetto che il neurone costituisce l'unità fondamentale del sistema nervoso. I due ricercatori sono l'italiano Golgi e lo spagnolo Cajal la motivazione è stata "In riconoscimento del loro lavoro sulla struttura del sistema nervoso".

Nel 1907 il Premio fu attribuito al parassitologo dell'Istituto Pasteur di Parigi Laveran che aveva scoperto il parassita della malaria "in riconoscimento del suo lavoro sul ruolo svolto dai protozoi nel provocare malattie".

Nel 1908 fu attribuito di nuovo il premio contemporanea-mente a due ricercatori uno dall'Istituto Pasteur di Parigi Mechnikov che aveva scoperto i meccanismi della fagocitosi ed il secondo al tedesco Ehrlich che per primo aveva sviluppato la teoria degli anticorpi e della reazione immunitaria. La motivazione della concessione del premio è del tutto moderna ed attuale "In riconoscimento del loro lavoro sul sistema immunitario".

Nel 1909 fu premiato un chirurgo svizzero Kocker inventore tra l'altro delle pinze che portano il suo nome e scopritore della eziologia del gozzo endemico "Per il suo lavoro sulla fisiologia, la patologia e la chirurgia della ghiandola tiroidea".

Nel 1910 il premio fu attribuito per la prima volta ad un biochimico, studioso del metabolismo dell'urea, il tedesco Kossel "In riconoscimento dei contributi resi alla conoscenza della chimica cellulare, attraverso il suo lavoro sulle proteine, comprese le sostanze nucleiche".

Nel 1911 lo svedese Gullstrand, studioso della fisiologia del bulbo oculare conseguì il Premio "per il suo lavoro sui mezzi diottrici dell'occhio".

Nel 1912 Alexis Carrel nato in Francia, ma studioso del Rockefeller Institute for Medical Research di New York, pioniere delle tecniche di coltura tissutale, grande divul-

 

 

 

 

 

 

gatore scientifico di microbiologia ottenne il premio "in riconoscimento del suo lavoro sulla sutura vascolare e sul trapianto di vasi sanguigni e organi".

Nel 1913 fu premiata l'università della Sorbona e precisa-

mente Richet "in riconoscimento del suo lavoro sulla anafilassi".

Nel 1914 il viennese Bàràny conseguì il Premio Nobel "Per il suo lavoro sulla fisiologia e la patologia dell'apparato vestibolare".

I premi non furono assegnati negli anni 1915-1916-1917-1918, (in occasione della I guerra mondiale), nel 1921 e nel 1925 (per le gravi crisi economiche) ed infine nel 1940-1941-1942, (in occasione della II guerra mondiale).

Nel 1919 il belga Bordet scopritore del bacillo della pertosse ottenne il premio "Per le sue scoperte relative al sistema immunitario".

Nel 1920 fu il danese Steenberger, studioso della circola-zione capillare, ad ottenere il premio Nobel "Per le sue scoperte sui meccanismi di regolazione capillare".

Nel 1922 il premio Nobel fu concesso per la prima volta a due diversi ricercatori, entrambi studiosi del metabolismo del muscolo striato, con due diverse motivazioni L'inglese Hill conseguì il premio "per la sua scoperta relativa alla produzione di calore nel muscolo", mentre il tedesco Meyerhof biochimico, studioso della via glicolitica, ottenne il premio "per la scoperta di un rapporto fisso nel muscolo tra il consumo di ossigeno e il metabolismo dell'acido lattico".

Nel 1923 furono premiati due canadesi Banting e McLeod entrambi dell'Università di Toronto, entrambi denigratori l'uno dell'altro ed entrambi studiosi dello stesso argomento: l'insulina. Ma ciascuno pensava che l'altro non meritasse il premio che pertanto risultò molto contestato.

La motivazione fu unica e lapidaria "Per la scoperta dell'insulina" ma ancora oggi la scoperta dell'insulina è attribuita a Banting ed a Best e non a McLeod che pure conseguì il Premio Nobel.

Nel 1924 l'olandese Einthoven ottenne il premio "Per la scoperta del meccanismo dell'elettrocardiogramma".

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1926 il danese Fibiger che per primo aveva prodotto un cancro sperimentale nel ratto utilizzando il parassita spiroptera neoplastica ottenne il premio "per la scoperta del carcinoma da spiroptera". Attualmente tali studi non hanno più una importanza fondamentale, tale da giustificare la concessione del Premio Nobel.

Nel 1927 fu il viennese Wagner-Jauregg a conseguire il premio per l'introduzione in Medicina di una terapia che successivamente è stata completamente abbandonata perchè pericolosa e perchè gli eventuali vantaggi non ne giustifi-

cavano i rischi. Comunque la motivazione per l'assegnazione del premio fu la seguente "per la scoperta del valore tera-

peutico dell'inoculazione della malaria nel trattamento della demenza paralitica".

Nel 1928 il parassitologo francese Nicolle, che aveva scoperto il ruolo svolto dalle pulci come vettore del tifo esantematico, conseguì il premio "per il suo lavoro sul tifo esantematico".

Nel 1929 il premio fu assegnato a due biochimici, entrambi studiosi delle vitamine, ma le motivazioni dell'assegnazione del premio furono diverse. Il primo l'inglese Hopkins, vero pioniere nello studio delle vitamine, ottenne il premio "per la scoperta delle vitamine stimolatrici della crescita". Il secondo l'olandese Eijkman, che aveva studiato il beri-beri, conseguì il premio "per la scoperta delle vitamine antineuritiche".

Nel 1930 fu l'austriaco Landsteiner, ricercatore presso il Rockfeller Institute of New York, a conseguire il premio "per la scoperta dei gruppi sanguigni umani".

Nell’anno 1931 il grande biochimico tedesco Otto Warburg ottenne il premio "per la scoperta della natura e delle modalità di azione degli enzimi respiratori".

Nel 1932 due ricercatori inglesi, Sherrington della Univer-sità di Oxford, e Adrian dell'Università di Cambridge, entrambi studiosi delle sinapsi e dei riflessi nervosi elementari, conseguirono il premio "per le loro scoperte sulle funzioni dei neuroni".

Nel 1933 il genetista statunitense Morgan, studioso della drosophila melanogaster e della trasmissione dei caratteri ereditari legati al sesso,ottenne il premio "per le scoperte sul ruolo svolto dai cromosomi nell'ereditarietà".

 

 

 

 

 

 

Nel 1934 tre ematologi statunitensi Whippie, Murphy e Minot, studiosi delle anemie perniciose, malattie del sangue che in quegli anni causavano patologie mortali molto diffuse e poco note, spesso confuse con la malaria oppure con altre sindromi anemiche, conseguirono il premio "Per le loro scoperte sulla terapia con estratti di fegato nei casi di anemia".

Nel 1935 il tedesco Hans Spemann,studioso di embriologia ed in particolare di alcune sostanze chiamate "organizzatori embrionali",ottenne il premio "per la scoperta dell'effetto organizzatore nello sviluppo embrionale".

Nel 1936 furono premiati il tedesco Otto Loewi e l'inglese Hanry Dale "per le loro scoperte sulla trasmissione chimica degli impulsi nervosi". La teoria di Dale che ogni cellula nervosa possedesse un solo tipo di neurotrasmettitore ha resistito fino agli ultimi anni quando è stata riconosciuta non più valida in quanto in una stessa cellula nervosa possono coesistere più neurotrasmettitori.

Nel 1937 il biochimico ungherese Szent-Györgyi conseguì il premio "per le sue scoperte sui processi di combustione biologica, con particolare riferimento alla vitamina C e alla catalisi dell'acido fumarico".

Nel 1938 il premio venne assegnato al belga Heymans "per la scoperta dei meccanismi sinusali e aortici nella regolazione della respirazione".

Nel 1939 è il farmacologo tedesco Domagk, scopritore del prontosil rosso, il farmaco capostipite dei sulfamidici,a conseguire il premio "per la scoperta degli effetti antibatterici del prontosil".

Dopo la pausa dovuta alla 2^ guerra mondiale nel 1943 il premio Nobel venne assegnato ex aequo al danese Peter Dam "per la scoperta della vitamina K" ed allo statunitense Edward Dolsy "per la scoperta della formula chimica della vitamina K".

Nel 1944 il premio fu assegnato agli statunitensi Erlanger e Gasser "per le loro scoperte sulle funzioni altamente differenziate delle singole fibre nervose".

Nel 1945 tre ricercatori inglesi Fleming, Chain e Florey conseguirono il premio "per la scoperta della penicillina e dei suoi effetti curativi in molte malattie infettive".

 

 

 

 

 

 

Nel 1946 fu lo statunitense Muller a conseguire il premio "per la scoperta dell'induzione di mutazioni da parte dei raggi X".

Nel 1947 il premio fu assegnato all'argentino Houssay "per la scoperta del ruolo svolto dal lobo anteriore dell'ipofisi nel metabolismo degli zuccheri". Questi fu premiato insieme ai coniugi cecoslovacchi, emigrati negli Stati Uniti, Carl e Gerty Cori "per la loro scoperta dei meccanismi di conversione catalitica del glicogeno".

Nel 1948 fu il farmacologo svizzero Muller ad ottenere l'assegnazione del premio "per la scoperta dell'alta efficienza del DDT come veleno contro molte specie di artropodi". Il DDT nel corso della guerra 40-43 e nel periodo post-bellico si era dimostrato efficace in tutte le popolazioni ed anche nei campi di prigionia per la preven-

zione della infestazione da parassiti e delle malattie da essi trasmesse.

Nel 1949 il premio fu assegnato al neurofisiologo svizzero Rudolf Hess "per la scoperta dell'organizzazione funzionale del diencefalo come coordinatore dell'attività degli organi interni" ed al neurochirurgo portoghese Antonio Moniz " per la scoperta del valore terapeutico delle leucotomie in alcune psicosi". Moniz è stato il propugnatore di una chirurgia psichiatrica aggressiva, demolitiva e gravemente invalidante. Per fortuna questo tipo di neurochirurgia è stato ampiamente sconfessato ed abbandonato dopo l'avvento della psicofarmacologia.

Nel 1950 conseguirono il premio due ricercatori statunitensi della Mayo Clinic di Rochester Kendall ed Hench ed un ricercatore svizzzero, nato in Polonia, Reichstein tutti "per le scoperte sugli ormoni della corteccia surrenalica, la loro struttura e i loro effetti biologici".

Nel 1951 fu invece premiato un ricercatore della Rockefeller Foundation di New York, ma nato in sudafrica e successivamente emigrato negli Stati Uniti: Max Theiler, illustre infettivologo e microbiologo "per le sue scoperte sulla febbre gialla e su come combatterla".

Nel 1952 fu premiato il russo, naturalizzato cittadino statunitense, Waksman "per la scoperta della streptomicina, il primo antibiotico efficace contro la tubercolosi".

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1953 vennero prescelti l'americano Lippmann (scopritore del coenzima A ed il britannico Krebs (studioso dell'ossidoriduzione a livello cellulare e del ciclo metabolico che porta il suo nome). Entrambi erano tedeschi di nascita. La motivazione per la concessione del premio fu diversa; Lippmann venne premiato "per la scoperta del coenzima A e della sua importanza come intermediario nel metabolismo" e Krebs ottenne il premio "per la scoperta del ciclo dell'acido citrico".

Nel 1954 il premio Nobel fu assegnato ad una terna di ricercatori statunitensi Enders, Weller e Robbins "per la loro scoperta della capacità dei virus della poliomielite di crescere in colture di diversi tipi di tessuto".

Nel 1955 fu premiato l'unico ricercatore appartenente alla Fondazione Nobel di Stoccolma. Si tratta dello svedese Hugo Theorell che aveva proseguito gli studi di Warburg (già premio Nobel nel 1931) definendo il ruolo di numerosi enzimi e coenzimi. La motivazione della concessione del premio è stata la seguente: "per le scoperte sulla natura e la modalità d'azione degli enzimi ossidativi".

Nel 1956 il Premio Nobel fu assegnato ad una terna di ricercatori di vari paesi. Il primo Richars statunitense, il secondo Forssmann tedesco ed il terzo Cournand francese ma con sede di lavoro alla Columbia University di New York. Tutti cardiologi essi furono premiati "per le loro scoperte concernenti il cateterismo cardiaco e le alterazioni patologiche del sistema circolatorio".

Nel 1957 il premio toccò al farmacologo italiano Daniel Bovet ricercatore dell'Istituto Superiore della Sanità di Roma "per le sue scoperte in relazione a composti sintetici che inibiscono l'azione di alcune sostanze dell'organismo, e soprattutto alla loro azione sul sistema vascolare e i muscoli scheletrici".

Nel 1958 il premio fu assegnato a 3 genetisti statunitensi che hanno studiato gli effetti delle mutazioni da radiazioni sul metabolismo cellulare. Beadle e Tatum sono stati premiati "per aver scoperto che i geni agiscono come regolatori di determinati eventi chimici" mentre Lederberg è stato premiato "per le scoperte sulla ricombinazione genetica e l'organizzazione del materiale genetico dei batteri".

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1959 altri due biochimici statunitensi Ochoa e Kornberg sono stati premiati "per la loro scoperta dei meccanismi della sintesi biologica dell'acido ribonucleico e dell'acido desossiribonucleico".

Nel 1960 il premio Nobel è stato assegnato all'australiano Burnet ed all'inglese Medawar, entrambi immunologi, "per la scoperta della tolleranza immunologica acquisita".

Nel 1961 von Bekesy, nato in Ungheria ma residente negli Stati Uniti riceve il Nobel "per le scoperte dei maccanismi fisici di stimolazione nella coclea". Questo premio richiama quello assegnato nel 1914 a Barany per i suoi studi sull'apparato vestibolare.

Nel 1962 viene assegnato il premio Nobel per la Medicina a Crik, Watson e Wilkins per l'individuazione della struttura a doppia elica del DNA. Contemporaneamente il premio Nobel per la Chimica viene assegnato a Perutz che studia l'emoglobina e a Kendrew che studia la mioglobina. Wilkins, Crick, Perutz e Kendrew sono tutti biologi molecolari che lavorano nello stesso laboratorio dell'Università di Cambridge al "riconoscimento delle strutture delle proteine globulari". Watson lavora invece negli Stati Uniti ed ha trentasei anni quando riceve il Nobel e ne aveva 32 quando ha terminato i suoi studi sulla "spirale d'oro" o doppia elica del DNA.

La motivazione dell'assegnazione del premio è unica per tutti e tre i ricercatori "per le loro scoperte sulla struttura molecolare degli acidi nucleici e l’importanza nel trasferimento dell'informazione genetica nella materia vivente".

Nel 1963 viene premiata ancora la neurobiologia e precisa-mente ricevono il Premio Nobel Eccles, allievo di Sherring-ton e, Hodgkin ed Huxley tutti ricercatori inglesi che hanno studiato la propagazione dell'impulso nervoso e la trasmissione sinaptica. La motivazione del conferimento del Premio è la seguente: "per le loro scoperte sui meccanismi ionici coinvolti nella eccitazione e nell'inibizione delle porzioni centrali e periferiche delle membrane delle cellule nervose".

Nel1964 sono premiati due biochimici il primo, nato in Germania ma residente negli Stati Uniti Bloch, il secondo nato e residente in Germania Lynen "per le loro scoperte sul meccanismo e la regolazione del metabolismo del colesterolo e degli acidi grassi".

 

 

 

 

 

 

Nel 1965 il Premio è assegnato a 3 studiosi francesi dell'Istituto Pasteur: Lwoff, Jacop e Monod: "per le loro scoperte sul controllo genetico della sintesi di enzimi e virus".

Nel 1966 viene conferito il Premio a due ricercatori degli Stati Uniti Rous "per la scoperta dei virus tumorali" e Huggins "per le sue scoperte sul trattamento ormonale del cancro della prostata".

Nel 1967 viene premiato lo svedese Granit insieme a due ricercatori degli Stati Uniti Hartline e Wald "per le loro scoperte sui processi fisiologici primari e sui processi visivi chimici nell'occhio". Questo premio ricorda quello già assegnato nel 1911 a Gallstrand per gli studi sull'occhio.

Nel 1968 è di nuovo premiata la genetica. Infatti il Premio è assegnato a tre ricercatori statunitensi Holley, Khorana e Nirenberg "Per la loro interpretazione del codice genetico e della sua funzione nella sintesi proteica".

Ed anche nel 1969 risulta premiata la genetica dei virus ed il premio Nobel è assegnato all'italiano Luria (che però lavora negli Stati Uniti) ed agli statunitensi Delbruck (nato in Germania) e Hershey "per le loro scoperte sul meccanismo di replicazione e la struttura genetica dei virus".

Nel 1970 il premio Nobel è assegnato al tedesco Bernard Katz, allo svedese Ulf von Euler e all'americano Julius Axelrod "per le loro scoperte sui mediatori chimici delle terminazioni nervose e sui meccanismi del loro accumulo, e della loro liberazione e inattivazione". Questo è il segno di una svolta, di un nuovo balzo in avanti che vedeva procedere di pari passo neurochimica, neurofisiologia ed endocrinologia. Una svolta storica perchè i neurotrasmetti-

tori continuano tuttora ad essere i protagonisti della ri-

cerca nelle Neuroscienze.

Successiva, logica evoluzione, dopo quella "terna", fu, nel 1971 l'assegnazione del Nobel allo statunitense Earl Sutherland, scopritore dell'AMP ciclico "per le sue scoperte sul meccanismo d'azione degli ormoni".

Fu poi la volta, nel 1972, dell'inglese Rodney Robert Porter e dell'americano Gerard Maurice Edelman: un ex aequo che intendeva premiare coloro che erano riusciti a riconoscere e ricostruire l'intima struttura degli anticorpi.

 

 

 

 

La scelta costituiva il segnale di un grande rilancio: quello dell'immunologia con le sue implicite sfide sul fronte dei trapianti e dei tumori. La motivazione della concessione del Premio era la seguente: "per le loro scoperte sulla struttura chimica degli anticorpi".

Il 1973 inserisce a questo punto una parentesi da interpre-

tare come un omaggio, sia pure doveroso, agli "inventori" dell'etologia: Konrad Lorenz e Karl Richter von Frisch, entrambi viennesi, nonché Nikolaas Tinbergen, olandese. Il premio Nobel è stato loro assegnato con la seguente motivazione: "per le loro scoperte sull'organizzazione ed evocazione delle forme di comportamento individuale e sociale".

Con il 1974 riprende la sequenza dei riconoscimenti agli uomini di punta della ricerca di base. La biologia molecolare è in piena fioritura: inevitabile il premio al lussemburghese Albert Claude, al romeno George Emile Palade e all'inglese Christian De Duve. I loro nomi sono legati in particolare alla scoperta dei mitocondri, dei ribosomi e dei lisosomi. La motivazione della concessione del premio è stata la seguente:"per le loro scoperte sull'organizzazione strutturale e funzionale della cellula".

Arriva così il 1975. Ancora una terna: Renato Dulbecco (italiano trapiantato prima in California e poi in Inghil-

terra), e due americani, David Baltimore e Howard Martin Termin. Motivazione: "per le loro scoperte concernenti le interazioni fra virus tumorali e il materiale genetico della cellula". Un filone della cancerologia, oggi in ombra, che tuttavia può riservare ancora inattesi ritorni di fiamma. Per quanto riguarda David Baltimore nel 1991 vi è stato un penoso risvolto di cronaca in quanto egli è stato accusato di aver truccato dati scientifici inerenti un articolo pubblicato nel 1986 su Cell Biology. Pertanto egli nel 1991 si è dimesso dalla carica di Presidente della Rockfeller University di New York. Nell'annunciare le sue dimissioni da presidente dell'università a soli diciotto mesi dalla nomina, Baltimore ha spiegato che lo scandalo stava rischiando di compromettere la stessa istituzione in cui lavorava ed egli ha quindi deciso di lasciare l'incarico di presidente pur continuando la carriera di docente e ricercatore presso l'università.

La storia che ha portato alla caduta di uno dei maggiori genetisti mondiali è cominciata nel 1986 quando Baltimore,

aveva pubblicato un articolo preparato da una sua collaboratrice, Thereza Imanishi-Kari. Secondo le indagini svolte successivamente da altre due università e dal National Institute of Health era risultato evidente che i dati usati nell'articolo erano stati "costruiti ad hoc" dalla ricercatrice allo scopo di sostenere le proprie tesi.

 

 

 

 

Per molti anni, prima di ammettere la triste realtà, Baltimore ha affrontato una commissione del Congresso degli Stati Uniti e diverse altre commissioni d'inchiesta sulla vicenda, sempre sostenendo a spada tratta l'inesistenza di irregolarità e facendosi portavoce di una crociata contro le "interferenze" dello Stato nella ricerca scientifica. Infine nel 1991 pienamente coinvolto nello scandalo scientifico si è dimesso.

Di nuovo la virologia è di turno nel 1976 quando il Nobel viene assegnato a Baruch Blumberg,lo scopritore dell'antigene Australia, e a Carleton Gajidusek, un ricercatore di Bethesda che ha chiarito il ruolo dei virus lenti nel determinismo di alcune encefalopatie. La motivazione della concessione del premio è la seguente: "per le loro scoperte riguardanti i meccanismi di origine e diffusione delle malattie infettive".

Nel 1977 vi è un grande ritorno della neuroendocrinologia: metà Nobel va a una donna, la newyorchese Rosalyn Yallow (autrice di un metodo radioimmunologico per il dosaggio degli ormoni proteici), con la seguente motivazione: "per lo sviluppo del dosaggio radioimmunologico degli ormoni proteici" l'altra metà del premio va a Roger Guillemin di San Diego e a Andrew Schally di New Orleans (due ricercatori che hanno ridimensionato il ruolo dell'ipofisi valorizzando l'importanza dei peptidi cerebrali nella modulazione delle varie attività endocrine). Essi hanno studiato i "releasing hormones" ipotalamici ed hanno conseguito il premio Nobel con la seguente motivazione: "per le loro scoperte sulla produzione degli ormoni proteici dell'encefalo".

Nel 1978 è di turno la genetica. Lo svizzero Wemer Arber di Basilea e gli americani Daniel Nathans e Hamilton Smith, sono premiati per essersi distinti "nelle loro ricerche sugli enzimi nella genetica molecolare". Questo è un altro Nobel storico perchè premia i pionieri dell'ingegneria genetica e della tecnologia del DNA ricombinante.

Nel 1979 il Nobel premia invece un traguardo fondamentale della tecnologia diagnostica, gli "inventori" della TAC: Cormack e Hounsfield sono premiati "per lo sviluppo della tomografia assiale computerizzata".

Nel 1980 vince ancora l'immunologia con George Davis Snell, Brauj Benacerraf e Jean Dausset: tre uomini che hanno approfondito le conoscenze sul sistema HLA, ossia sugli antigeni dei trapianti. Essi hanno studiato i recettori dei linfociti B e gli antigeni di istocompatibilità e la

motivazione della concessione del premio è stata la seguente: "per le loro scoperte su strutture, geneticamente determinate, che sulla superficie cellulare regolano le reazioni immunologiche".

Anche nel 1981 il Premio Nobel è stato assegnato ad una terna di ricercatori statunitensi uno dei quali (Wiesel) nato in Svezia. Hubel e Wiesel hanno conseguito il premio "per le loro scoperte sull'elaborazione dell'informazione nel sistema visivo" mentre Sperry che lavora presso il California Institute of Technology ha ottenuto il premio "per le sue scoperte sulla specializzazione funzionale degli emisferi cerebrali".

Nel 1982 il premio è attribuito a due neurochimici svedesi del Karolinska Institute (Bergström e Samuelsson) ed al britannico J.Vane "per le loro scoperte sulle prostaglan-dine e sostanze biologicamente attive a loro correlate".

Nel 1983 viene di nuovo premiata la genetica. Infatti riceve il Premio Nobel la statunitense Barbara McClintock "per la sua scoperta degli elementi genetici mobili".

Nel 1984 è premiata la immunologia. Ottengono il premio l'inglese Milstein ed il tedesco Köhler "per la creazione delle tecniche atte a produrre anticorpi monoclonali" inoltre viene anche premiato il danese Jerne "per i suoi contributi all'immunologia teorica".

Nel 1985 vengono premiati due ricercatori statunitensi che hanno lavorato insieme da oltre 20 anni nell'Università di Dallas ove dividono la Cattedra di Genetica Medica. Sono Michael S. Brown nato nel 1941 e Joseph L. Goldenstein nato nel 1940. Studiando alcuni casi di iperlipidemia ereditaria essi hanno scoperto i recettori delle lipoproteine ed hanno clonato il gene dell'enzima responsabile della sintesi del colesterolo nei tessuti. La motivazione del conferimento del premio Nobel è stata la seguente: "per le loro scoperte riguardanti la regolazione del metabolismo del colesterolo".

Nel 1986 il Premio Nobel è stato assegnato a due ricercatori della Università di St. Louis l'italiana Rita Levi Montalcini e lo statunitense Stanley Cohen "per i loro studi sulla biologia del sistema nervoso e per l'identificazione del fattore di crescita delle cellule nervose". Questo premio rappresenta la conferma che le Scienze Neurologiche includono un gruppo fondamentale di discipline che hanno per oggetto di studio il sistema nervoso. Tra tali discipline trova il suo ruolo definitivo la neurobiologia.

Nel 1987 viene premiato il giapponese Sumusu Tonegawa "per i suoi studi sulla generazione della diversità immuno-logica".

Nel 1988 il premio Nobel viene assegnato agli statunitensi Gertrude Elion e George Hiching s "per i loro studi sugli effetti farmacologici degli inibitori del metabolismo degli acidi nucleici"; e all'inglese James Black "per i suoi studi sugli effetti farmacologici dei bloccanti dei recettori".

Nel 1989 vengono premiati gli statunitensi J. Michael Bishop e Harold E. Vamus con la seguente motivazione: "per le loro scoperte riguardanti gli oncogeni e gli anti-oncogeni nello sviluppo delle neoplasie".

Nel 1990 il premio Nobel viene assegnato ancora a due statunitensi Joseph E.Murray e E.Donnal Thomas"per i loro studi sul rigetto dei trapianti".

Nel 1991 vengono premiati i tedeschi Edwin Neher e Bert Sakmann "per le loro scoperte sulla funzione dei singoli canali ionici cellulari".

Nel 1992 il premio Nobel è assegnato agli statunitensi Edmond Fisher e Edwin Krebs "per i loro studi sulla fosforilazione proteica reversibile utile per prevenire il rigetto nei trapianti".

Nel 1993 vengono premiati l'inglese Richard J.Roberts e l'americano Philips J.Sharp con la seguente motivazione: "per i loro studi sull'acido ribonucleico ed i nuovi mecca-

nismi di codificazione genetica (split genes)".

Nel 1994 viene assegnato il Premio Nobel agli statunitensi Alfred Gilman e Martin Rodbell con la seguente motivazione: "per i loro studi sulle G-proteine e sulla trasmissione e sulla modulazione dei segnali cellulari".

Nel 1995 Edward B Lewis, Usa, Christiane Nusslein- Volhard Germania ed Eric F Wieschaus USA ricevono il premio Nobel "per le loro scoperte concernenti il controllo genetico del primitivo sviluppo embrionale".

Nel 1996 Peter C. Doberty Australia nato nel 1940, Rolf M Zinkernagel nato nel 1944 in Svizzera conseguono il premio "Per le loro scoperte concernenti la specificità delle difese immunitarie cellulo mediate".

Nel 1997 Stanley B Prusiner nato nel 1942 ed attualmente in servizio presso la School of Medicine di S Francisco California ottiene il premio "Per la scoperta dei prioni una nuova causa biologica di infezione".

Nel 1998 Robert F. Furchgott, Louis J. Iguarro e Ferid Murad USA sono assegnatari del premio Nobel "Per le loro scoperte concernenti l’ossido nitrico come molecola di segnale nel sistema cardiovascolare".

Nel 1999 Gunter Blobel nato nel 1936 in Germania, che attualmente lavora alla Rockfeller University ottiene il premio "Per la scoperta che alcune proteine hanno segnali intrinseci che governano il loro trasporto e la loro localizzazione all’interno della cellula".

Nell’anno 2000 Arvid Carlsson, Paul Greengard ed Eric C. Kandel sono vincitori del premio "Per le loro scoperte riguardanti i segnali di transduzione nel sistema nervoso".

Nel 2001 Lelaud H. Hartwell R. Timothy (Tim) Hunt e Sir Paul M. Nurse ottengono il premio "Per le loro scoperte sui principali regolatori del ciclo cellulare".

Nel 2002 Sydney Brenner, H. Robert Horvitz e John E. Sulston conseguono il Premio Nobel "Per le loro scoperte riguardanti la regolazione genetica dello sviluppo degli organi e la morte cellulare programmata".

Nel 2003 Paul C. Lauterbur e Sir Peter Mansfield ricevono il premio "Per le loro scoperte sulla risonanza magnetica".

Nell’ultima assegnazione, avvenuta nel 2004 Richard Axel e Linda B. Buck risultano vincitori del Premio Nobel "Per le loro scoperte sui recettori dell’odorato e la organizza-zione del sistema olfattivo".

 

 

 

Questo arido elenco è un brevissimo resoconto storico dei progressi della Medicina negli ultimi cento anni. Esso rappresenta anche un omaggio a quei ricercatori che, pur vicini agli estremi confini del sapere medico e pur avanti di molti anni rispetto alla ricerca applicata, tuttavia non hanno perso mai i contatti con la ricerca clinica e svolgono ricerche di avanguardia eppure costantemente collegate a problemi clinici importanti ed attuali anche se spesso ancora irrisolti.

Da questo elenco abbiamo, già nel 1986, scelto gli studiosi del Sistema Nervoso insigniti del premio Nobel. Per questi

 

 

 

 

 

 

 

abbiamo presentato una breve sintesi della loro vita e delle loro ricerche. Ora desideriamo proseguire dal 1986 ad oggi (2004) secondo gli stessi criteri, analizzando vita ed opera di coloro che si sono dedicati a studi sul Sistema Nervoso ottenendo, per questi studi, il Premio Nobel.

L’elenco comprende: gli anni 1991; 2000 e 2004.

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

1. Nobel Foundation, Nobel Lectures Physiology or Medicine 1901-1970, Vol. 1-4, 1972.

2. F.Gatti e G.Lotti: Tutti gli uomini del Nobel in Corriere

Medico, pag. 7-9, 8 Ottobre 1981.

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science 1904-1981, Ann.Rev. Neurosciences 6, 1-42, 1983.

4. Dossier 42: I Nobel Tempo Medico 26, 27-76, 1986.

5. M.Cameroni, C.Cavallotti, V.D'Andrea: Gli studiosi del sistema Nervoso insigniti del Premio Nobel. In Quaderni di Attualità in Psicologia. Ed. Eur Roma Supplemento, pag. 1-94, 1987.