Elenco degli studiosi del sistema nervoso centrale insigniti del Premio Nobel dal 1901 al 1986 |
ANNO |
STUDIOSI |
1904 |
Pavlov Ivan Petrovich |
1906 |
Golgi Camillo |
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Cajal Santiago Ramon |
1911 |
Gullstrand Allvar |
1914 |
Barany Robert |
1922 |
Hill Archibald Vivian |
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Meyernof Otto Fritz |
1927 |
Wagner-Juaregg Julius |
1929 |
Eijkman Christiaan |
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Hopkins Gowland Frederick |
1932 |
Sherrington Charles Scott |
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Adrian Edgard Douglas |
1935 |
Spemann Hans |
1936 |
Dale Henry Dallet |
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Loewi Otto |
1938 |
Heymans Corneille Jean Francois |
1944 |
Erlanger Joseph |
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Gasser Erbert Spenser |
1949 |
Hess Walter Rudolf |
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Moniz Antonio Egas |
1957 |
Bovet Daniel |
1961 |
Von Bekesy Georg |
1963 |
Eccles John Carew |
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Hodgkin Alan Lloyd |
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Huxley Andrew Fielding |
1967 |
Granit Ragnar |
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Hartline Haldan Keffer |
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Wald George |
1970 |
Axelrod Julius |
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Von Euler Ulf Svante |
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Katz Bernard |
1971 |
Sutherland Earl W. |
1973 |
Von Frisch Karl |
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Lorenz Konrad |
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Timberg Baruch S. |
1976 |
Gajdusek Carleton D. |
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Blumberg Baruch S. |
1977 |
Guillemin Roger C.L. |
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Schally Andrew V. |
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Yalow Rosalin S. |
1979 |
Cormack Allan Macleod |
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Hounsfield Godfrey Newbold |
1981 |
Hubel David Hunter |
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Wiesel Torsten Nils |
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Sperry Roger Wolcott |
1982 |
Bergstrom Sune K. |
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Samuelsson Bengt I. |
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Vane John R. |
1986 |
Rita Levi Montalcini |
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Cohen Stanley |
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1904 IVAN PETROVICH PAVLOV (Russia 1849-1936) Accademia Medica Militare di San Pietroburgo In riconoscimento del suo lavoro sulla fisiologia della digestione che ha permesso di aprire nuovi orizzonti nella conoscenza dei fenomeni biologici. |
Pavlov nacque a Ryazan, una piccola cittadina situata appena a sud di Mosca, nel 1849. Studiò all'Università di San Pietroburgo, dove si laureò all'Accademia Medico-Chirurgica nel 1879 e dove iniziò le sue ricerche in fisiologia. Dopo due anni di pratica in Germania con Ludwing a Heidenhain, diventò professore di Farmacologia nella Accademia Medico-Militare. Più tardi ottenne la cattedra in fisiologia. Nel 1891 venne nominato Direttore del Dipartimento di fisiologia dell'Istituto di Medicina sperimentale di San Pietroburgo, dove per oltre trenta anni si dedicò agli studi sui riflessi condizionati.
Contiuò il suo lavoro e le sue lezioni anche all'estero fino alla sua morte nel 1936 a 87 anni. La relazione di Pavlov in occasione del conferimento del Nobel si intitolava "Fisiologia della digestione", malgrado egli sia più noto nel campo delle neuroscienze per il suo lavoro sui riflessi condizionati. Questa ricerca si sviluppò dalla sua osservazione sul controllo psichico della secrezione salivare e gastrica. Egli riuscì a dimostrare per mezzo di una fistola permanente gastrico-salivare nel cane in stato di veglia le variazioni della secrezione salivare in seguito a stimoli condizionati. La vista e l'odore del cibo causavano una abbondante secrezione che era bloccata dalla sezione del nervo vago e che poteva essere ripristinata da una stimolazione elettrica in questi nervi. Una campana, lo stimolo condizionante, veniva suonata.Alla fine il solo suono della campana poteva provocare la secrezione. Pavlov fu molto influenzato dalla teoria di Sechenov sul meccanismo riflesso dell'attività psichica. Il suo primo lavoro è incentrato sulle influenze psichiche sull'attività riflessa, e sul controllo "psichico" delle funzioni del sistema nervoso autonomo. Con i suoi collaboratori elaborò una serie di forme complesse di riflessi condizionati (ritardati, liminari, ciclici, ecc.). Inoltre elaborò un secondo e un terzo ordine di riflessi condizionati che egli considerò essere il meccanismo per l'acquisizione del linguaggio e del pensiero simbolico o "sistema nervoso superiore". A questo proposito egli tenne una relazione al Congresso Medico Internazionale a Madrid (1903) su "La psicologia sperimentale e la Psicopatologia degli animali". Il lavoro di Pavlov e della sua scuola ha avuto una influenza duratura sui concetti dell'apprendimento e sui meccanismi corticali che presiedono all'apprendimento e alle funzioni mentali, sia normali che patologiche. Le misurazioni precise rese possibili dalle varie forme di riflessi condizionati costituiscono ancora oggi i metodi di scelta per molti studi sul meccanismo dell'apprendimento. |
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1906 CAMILLO GOLGI (Italia 1843-1926) Università di Pavia - SANTIAGO RAMON Y CAJAL (Spagna 1852-1934) Università di Madrid Come riconoscimento del loro lavoro sulla struttura del sistema nervoso. |
Camillo Golgi nacque a Corteno (Brescia, Italia) nel 1843.Portò a termine i suoi studi Universitari all'Università di Padova nella quale si laureò nel 1865. Egli si interessò dapprima alla psichiatria di Lombroso e poi alla patologia cellulare di Virchow. Iniziò a lavorare nei laboratori di istologia dell'Università di Pavia, dove studiò le cellule gliali. Nel 1872 fu costretto dalle avversità a lavorare in un piccolo ospedale per incurabili ad Abbiategrasso,dove, malgrado la carenza delle strutture di laboratorio, nel 1873 sviluppo il suo famoso metodo di impregnazione argentica per la colorazione delle cellule nervose. Più tardi usò anche l'oro. Fu nominato professore di anatomia all'Università di Siena nel 1879, ma tornò a Pavia l'anno seguente per diventare professore straordinario di istologia e prendere la cattedra di patologia generale. Per il suo lavoro in neurobiologia e neuropatologia ed i suoi studi sulla malaria, ricevette molti premi e titoli onorifici, divenedo uno degli scienziati italiani più riconosciuti del suo tempo. Diventò rettore dell'Università di Pavia prima della sua morte. La relazione di Golgi in occasione del conferimento del premio Nobel si intitolava : "La dottrina sui neuroni,teoria e fatti". Malgrado l'eleganza della sua "tintura nera" delle cellule nervose singole, con le loro appendici assoniche e dendritiche, Golgi non fu mai convinto della struttura individuale delle cellule nervose. Nella sua relazione a Stoccolma egli affermò "secondo me, non possiamo trarre nessuna conclusione, in un modo o nell'altro da tutto ciò che è stato detto a riguardo delle diverse strutture identificate nelle cellule gangliari. Non possiamo essere né a favore né contro la dottrina dei neuroni. Argomenti morfologici non offrono nessuna base abbastanza solida per sostenere questa dottrina... " Egli credeva che le cellule nervose fossero interconnesse da una continuità neurofibrillare, un punto di vista questo fortemente contrastato da Cajal. Golgi è conosciuto sia per le sue tecniche di impregnazione argentica sia per aver identificato diversi tipi di cellule nervose che portano il suo nome. Le cellule di Golgi del cervelletto, gli interneuroni del II tipo di Golgi, con assoni che restano all'interno della sostanza grigia; gli organi tendinei del Golgi e l'apparato di Golgi. Il suo lavoro fu riassunto in quattro importanti volumi, "Opera Omnia", pubblicato nel 1903.
Ramon Cajal nacque a Petilla, un piccolo villaggio dei Pirenei spagnoli nel 1852. Studiò medicina a Saragozza dove si laureò nel 1873 e ottenne la docenza a Madrid, prima di tornare a Saragozza dove divenne professore di anatomia nel 1877. Più tardi ebbe la cattedra di anatomia a Valenza e a Barcellona. Fu in queste Università che iniziò il suo lavoro con la impregnazione argentica di Golgi, che culminò nel suo incomparabile lavoro in due volumi sull'istologia del sistema nervoso. Nel 1882 fu nominato professore di Istologia normale e Anatomia Patologica all'Università di Madrid, dove rimase fino alla sua morte all'età di 82 anni. La relazione del Cajal in occasione del conferimento del premio Nobel si intitolava " La struttura e le connessioni di neuroni". Con la sua personale modificazione del metodo dell'impregnazione argentica e con le modifiche apportate alle tecniche di Golgi, Cajal studiò tutti i tipi di cellule e le loro interconnessioni nel sistema nervoso, inclusi gli organi di senso. I suoi preparati per il microscopio ottico e specialmente i suoi disegni, sono lavori di arte e precisione non ancora superati.Contrariamente alle idee di Golgi, Cajal sostenne fortemente "la dottrina dei neuroni" secondo la quale le relazioni sinaptiche tra i neuroni sono di contiguità piuttosto che di continuità ed ogni cellula nervosa è un'unità biologica indipendente e separata. Egli descrisse la polarizzazione dinamica del neurone e mise in evidenza il significato della capacità integrativa dell'ampia superficie recettrice di dendriti. Ugualmente rimarchevoli furono i suoi studi pionieristici sullo sviluppo embrionale e sulla degenerazione e rigenerazione nel sistema nervoso (Cajal 1928). Cajal è veramente un gigante nel campo delle neuroscienze. I suoi studi continuano a costituire una solida base per la nostra conoscenza della morfologia cellulare del sistema nervoso. Malgrado la moderna rivoluzione della neuroanatomia, resa possibile dalle nuove tecniche di microscopia elettronica, di autoradiologia e di citochimica, i suoi studi restano fondamentali. Buona parte del lavoro di Cajal fu pubblicato in una edizione francese in due volumi nel 1909 intitolata: "Histologie du Système Nerveux de l'Homme e de Vertèbrès" (ripubblicato nel 1952-1955) come " Histologie du Système Nerveux" di L.Azalay, Istituto Ramon y Cajal). Molte sue originali foto e disegni a penna ed inchiostro possono ancora essere viste al museo di Madrid. Cajal è stato onorato e commemorato in molti modi tra i quali ricordiamo il simposio internazionale tenuto in suo onore dal Karolinska Institute di Stoccolma nel 1952 e l'istituzione del "Cajal Club della American Anatomical Society" |
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1911 ALLVAR GULLSTRAND (Svezia 1862-1930) Università di Uppsala Per i suoi studi dei mezzi diottrici dell'occhio. |
Gullstrand è stato un oftalmologo nato a Landskrona (Svezia) nel 1862.
Studiò all'Università di Luppsala, Vienna e Stoccolma. Sostenne la sua tesi per il dottorato all'Università di Stoccolma nel 1890, fu nominato docente di oftalmologia nel 1891 e più tardi venne richiamato a ricoprire la cattedra di oftalmologia di Uppsala di recente istituzione. Fu autodidatta in geometria e fisiologia dell'occhio. La sua tesi per il dottorato di ricerca conseguito nel 1890 "Un contributo alla teoria dell'astigmatismo", conteneva le basi del suo successivo e considerevole lavoro sul " Meccanismo intracapsulare dell'accomodazione". Gullstrand fu in grado di dimostrare attraverso le sue analisi matematiche e attraverso le sue ricerche sui mezzi diottrici dell'occhio, durante l'accomodazione, che solo circa 2/3 dell'accomodazione è extracapsulare mentre 1/3 è dovuta al riassestamento della struttura interna del cristallino. I suoi studi sofisticati di fisiologia dell'occhio lo misero in grado di spiegare l'astigmatismo e le alterazioni monocromatiche dell'occhio e contribuirono alla nostra conoscenza della struttura e della funzione della cornea. La sua relazione in occasione del conferimento del premio Nobel si intitolava:" Come ho scoperto il meccanismo dell'accomodazione intracapsulare". Gullstrand progettò e migliorò molti strumenti oftalmologici tra cui occhiali da usarsi dopo l'asportazione della cataratta ed un oftalmoscopio non riflettente. La sua invenzione più importante fu la "lampada a fessura" che , combinata con un microscopio binoculare , diventò uno strumento importante per l'esame oftalmologico. Una parte del lavoro di Gullstrand fu pubblicato come appendice a "Psycological Opticis" di Helmholz (1924). |
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1914 ROBERT BARANY (Austria- Ungheria 1876-1936) Università di Vienna Per il suo lavoro sulla fisiologia e sulla patologia dell'apparato vestibolare. |
Barany nacque a Vienna nel 1876, studiò medicina nella locale Università dove si laureò nel 1900 e si specializzò poi in Otologia. Durante la prima guerra mondiale fu chirurgo nell'esercito austriaco, ed era prigioniero in campo di guerra russo quando nel 1914 gli giunse la notizia del conferimento del premio Nobel. Attraverso l'intervento del re di Svezia e della croce rossa internazionale venne rilasciato e ricevette il premio Nobel nell'anno successivo. Mentre era in prigione scrisse un trattato sulla coscienza e sul problema corpo-mente. Dopo la guerra lasciò Vienna a causa di una controversia con i suoi colleghi austriaci ed emigrò ad Uppsala in Svezia dove fondò l'Istituto Otologico dell' Università di Uppsala. L'interesse di Barany per il sistema vestibolare cominciò quando osservò l'effetto della temperatura sul nistagmo. Successivamente mise a punto il test della sedia rotante ed altri test sulla funzione cerebellare e vestibolare, al fine di stabilire le relazioni esistenti fra il sistema vestibolare ed il cervelletto nel controllo del tono muscolare e della postura. Egli fu tra i primi ad usare il raffreddamento locale come un mezzo per produrre paralisi reversibili di una specifica piccola area della corteccia cerebrale. |
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1922 ARCHIBALD VIVIAN HILL (Gran Bretagna 1886-1977) Università di Londra Per la sua scoperta relativa alla produzione del calore nei muscoli. |
Hill nato nel 1886 fu uno dei più autorevoli biofisici inglesi. Studiò matematica al Trinity College di Cambridge, ma poi si unì a F.G. Hopkins nel Dipartimento di biochimica dove studiò la formazione dell'acido lattico nei muscoli. In seguito studiò con Bunker in Germania (1910-1911). Dopo la prima guerra mondiale gli venne affidata la cattedra di fisiologia a Manchester e più tardi si trasferì a Londra come professore aggregato di fisiologia presso l'University College. Divise il premio Nobel con Otto Fritz Meyerhof. Nel 1926 diventò Professore corrispondente della Royal Society. Fu segretario e (segretario per gli esteri) della Royal Society (1935-1946) e lavorò come Segretario Generale dell'Internation Concil of Scientific Union (1952-1956). La relazione di Hill in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava "Il meccanismo della contrazione muscolare ". Con l'aiuto del suo valentissimo tecnico, Peter Dowing, riuscì a costruire una pila termoelettrica in miniatura ultrasensibile ed alcuni galvanometri in grado di effettuare misurazioni rapidissime, del calore prodotto dalla contrazione del muscolo, dell'ordine di 0,003 0° C, in pochi centesimi di secondo. Egli scoprì che il calore iniziale era anaerobico, solo il calore successivo o di "recupero" richiedeva ossigeno. La contrazione del muscolo non richiedeva ossigeno, così che il calore prodotto durante tale fase non poteva essere derivato dall'ossidazione dell'acido lattico. Questo fatto fece nascere dubbi sul ruolo del lattato nel meccanismo della contrazione muscolare. Hill dimostrò che il debito di ossigeno era recuperato e l'acido lattico era rimosso solo durante la fase di "recupero" della contrazione. I suoi studi accurati sulla glicolisi durante la contrazione muscolare ci hanno permesso di approfondire le nostre conoscenze sugli eventi metabolici del muscolo e degli altri tessuti incluso il sistema nervoso. I suoi studi sul muscolo furono pubblicati dalla Royal Society di Londra (1938) e riassunti in un articolo del Bitish Medical Bullettin (1956). Dopo questo lavoro Hill spostò la sua attenzione sullo studio della eccitabilità e sul metabolismo delle cellule nervose. Sviluppò una teoria matematica sull'eccitabilità del nervo che spiegava la fase di ascesa e di discesa del potenziale, la forza-durata della curva di eccitabilità, il meccanismo di rallentamento della corrente ascendente e la diminuzione della costante di tempo nelle fibre nervose di grosso diametro. In seguito in collaborazione con Peter Dowing, Ralph Gerald e Y. Zotterman lavorò per misurare il calore prodotto dai vari nervi. Con la pila termoelettrica ultrasensibile di Dowing, questi ricercatori poterono misurare la produzione di calore perfino nei nervi a riposo (circa 6 . 10 alla- 5 cal/g/sec). La produzione di calore era raddoppiata durante la massima eccitazione. Come nel muscolo si osservava una iniziale produzione di calore e due fasi di calore ritardato o di recupero che seguiva al periodo di eccitazione. La Ia fase durava 20-30 secondi. Questa era seguita da una fase più lunga e più ampia di recupero del calore che raggiungeva da 10 a 50 volte il calore iniziale,con un incremento molto più marcato di quello osservato nel muscolo. Sia il calore iniziale che quello ritardato nel nervo si sviluppavano anche in assenza di ossigeno. Il consumo di ossigeno aumentava durante l'eccitamento e il recupero, se presente, ma aumentava molto di più se il nervo era stato eccitato in assenza di ossigeno. Ciò dimostrava un debito di ossigeno, così come avveniva per il muscolo. Questi importanti studi sull'eccitabilità nervosa e sul metabolismo furono descritti da Hill in una sua conferenza a Cambridge nel 1932. |
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1922 OTTO FRITZ MEYERHOF (Germania 1884-1951) Università di Kiel Per la sua scoperta dell'esistenza di un rapporto fisso nel muscolo tra il consumo di ossigeno ed il metabolismo dell'acido lattico. |
Meyerhof nacque ad Hannover il 24/4/1884. Pochi anni dopo la sua nascita, la sua famiglia si trasferì a Berlino. Abbandonò la scuola all'età di 14 anni e due anni più tardi fu colpito da una malattia renale e fu costretto a letto per lungo tempo. Durante questo periodo di forzata inattività egli fu molto influenzato dalla compagnia costante di sua madre. Leggeva molto, scriveva poesie ed attraversò un periodo di grande sviluppo artistico e mentale. Studiò medicina a Friburgo, Berlino, Strasburgo e Heidelberg. Nel 1909 si laureò in medicina con una tesi di argomento psichiatrico e si dedicò allo studio della psicologia e della filosofia. Successivamente, sotto l'influenza di Otto Warburg, divenne sempre più interessato alla neurofisiologia ed alla fisiologia cellulare. Nel 1918 divenne assistente Ordinario di Fisiologia nell'Istituto diretto dal Prof. Hober. Nel 1929 gli fu chiesto di occuparsi dell'Istituto per la Ricerca Medica Kaiser Wilhelm, da poco fondato ad Heidelberg. Nel 1938 le condizioni divennero per lui troppo difficili e decise di lasciare la Germania. Dal 1938 al 1940 fu Direttore di Ricerca all'Institut de Biologie Physico-chimique a Parigi. Nel giugno 1940, quando i nazisti invasero la Francia, egli dovette lasciare Parigi. Nell'ottobre del 1940 raggiunse gli Stati Uniti, dove fu creato per lui un posto di Professore di Chimica fisiologica dall'Università della Pennsylvania e dalla fondazione Rockfeller. Meyerhof si interessò principalmente dei meccanismi cellulari ossidativi e dei metodi di analisi dei gas per mezzo della colorimetria. L'analogia fisico-chimica tra la respirazione cellulare e la fermentazione alcolica lo spinsero a studiare entrambi questi processi nell'estratto di lievito. Con questo lavoro egli scoprì un co-enzima della respirazione. Scoprì anche la capacità dei gruppi -SH di trasferire l'ossigeno. Tra i tanti contributi di Meyerhof vi è la dimostrazione che, nel muscolo di rana, l'acido lattico che si forma viene riconvertito in carboidrati in presenza di ossigeno. Per questa scoperta della relazione esistente tra il consumo di ossigeno e il metabolismo dell'acido lattico nel muscolo, Meyernof fu insignito, insieme al fisiologo inglese A.V. Hill, del premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1922. Nella sua vita egli dimostrò un grande amore per l'arte, la letteratura e la poesia. Il suo interesse per la pittura fu molto stimolato dalla moglie, Hedwing Schallenberg, una pittrice, che egli sposò nel 1914. Da questo matrimonio nacquero tre figli. Nel 1944 Meyerhof fu colpito da un primo infarto; morì nel 1951 per un secondo infarto. |
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1927 JULIUS WAGNER-JAUREGG (Austria 1857-1940) Università di Vienna Per la sua scoperta del valore terapeutico dell'inoculazione della malaria nel trattamento della demenza paralitica. |
Wagner-Jauregg nacque a Wals Austria nel 1857. Portò a termine i suoi studi di medicina nell'Università di Vienna nel 1880. Mentre portava avanti gli studi di medicina interna e di patologia sperimentale, iniziò a studiare la psichiatria. Escluso un breve periodo trascorso nell'Università di Graz (1889-1892); dove fu professore di psichiatria, svolse tutta la sua carriera all'università di Vienna. A Vienna divenne professore di neurologia nel 1902 e mantenne questa posizione fino al suo pensionamento nel 1928. Wagner-Jauregg aveva notato già dal 1887 che alcune forme di demenza paralitica regredivano quando i malati soffrivano di una infezione accompagnata da febbre. A quel tempo egli dedusse che l'induzione di una malattia infettiva, per sfruttare questi "esperimenti naturali", poteva essere utile nel trattamento della demenza paralitica e credette che la malaria e l'erisipela potessero essere utilmente impiegate. Nel 1917 intraprese questo studio, quando un soldato ferito ed affetto da malaria, fu ricoverato nel suo reparto. Egli inoculo 9 pazienti malati di demenza paralitica con la malaria: 6 pazienti ebbero una importante remissione che per tre di essi durò almeno 10 anni. La terapia della febbre venne usata per la demenza paralitica sotto svariate forme, ma venne soppiantata nel 1940 quando si scoprì che la malattia rispondeva ad alte dosi di penicillina. La scoperta del trattamento della demenza paralitica da parte di Wagner-Jaureg con mezzi eroici diventò una terapia per un importante malattia mentale. In campo medico ciò costituì un importante base di partenza per dimostrare la natura organica delle malattie mentali. Occorre aggiungere che egli fu uno dei primi ad introdurre l'uso del sale da cucina mescolato con jodio da usare nelle aree di gozzo endemico come mezzo di prevenzione contro il cretinismo ipotiroideo. |
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1929 CHRISTAAN EIJKMAN (Olanda 1858-1930) Università di Ultrech Per la scoperta delle vitamine antineuritiche |
Eijkman nacque a Nijkerk, in Olanda nel 1858. Studiò fisiologia all'Università di Amsterdam, dopo la laurea, si unì all'esercito olandese per prestare servizio nelle Indie orientali. Passò due periodi a Batavia (1883-1885 e 1886-1896) e fece pratica in batteriologia in Olanda durante l'intervallo tra questi due periodi. Nel 1886 a Batavia diventò direttore del laboratorio di batteriologia e patologia, ed intraprese le ricerche sul beri-beri una malattia endemica con manifestazioni neurologiche e cardiache. Dal 1896 al 1928 fu professore di igiene all'Università di Ultrecht. Divise il premio Nobel con Frederick Gowland Hopkins. Nel 1889 Eijkman osservò una epidemia nel suo allevamento avicolo del laboratorio di Batavia e fu colpito dalla somiglianza con il beri-beri umano; passo malfermo, debolezza muscolare che causava cadute, paralisi progressiva , cianosi, ipotermia, stupor e morte. L'esame anatomo patologico mostrò che si trattava di polineurite. Quando la malattia improvvisamente si risolse, egli apprese dal guardiano che era stata cambiata la dieta dei polli e dal riso raffinato si era passati al riso grezzo, contenente la pula. Un esperimento intrapreso con i due tipi di riso confermò l'eziologia alimentare della malattia. Inizialmente Eijkman pensò che una sostanza nutritiva presente nella pula del riso neutralizzasse il danno causato da una dieta ricca di amido ma più tardi rinunciò a questa idea. Altri colleghi gli riferirono le loro esperienze con diete con differenti tipi di riso nelle prigioni e presso le popolazioni indigene e la relazione con l'incidenza del beri-beri. Esperimenti conclusivi vennero alla fine condotti dal successore di Eijkman, Grijns, con i prigionieri. Grijns definì il beri-beri come una malattia da carenza e dimostrò che la protezione risiedeva in un fattore estratto dalla pula del riso. Egli fu il primo a formulare una corretta interpretazione del nesso fra consumo di una dieta con riso raffinato e l'eziologia del beri-beri. Successivamente l'effetto profilattico di estratti dalla pula del riso e dai fagioli venne dimostrato e attribuito al contenuto di tiamina, poi conosciuta come vitamina B1. Nel 1930, Peters dimostrò che nella carenza di tiamina i tessuti metabolizzano erroneamente il piruvato. Lohmann e Sckuster provarono che la vitamina è la porzione organica della carbossilasi. Nel 1939 Banga, Ochoa e Peters dimostrarono che il coenzima della tiamina è capace di correggere il metabolismo del piruvato in vitro. Ora si conosce con certezza che la causa del beri-beri è la carenza cronica di tiamina nella dieta.La carenza acuta causa l'encefalopatia di Wernicke. La ricerca di Eijkman, che portò alla dimostrazione dell'origine nutritiva di alcuni disturbi neurologici, eliminò la moltitudine di teorie contrastanti sull'eziologia del beri-beri, ad esempio il coinvolgimento di fattori tossici, microbiologici, climatici ecc. Le probabili azioni sul sistema nervoso di un grande numero di vitamine continua ad interessare molti ricercatori. |
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1929 FREDERICK GOWLAND HOPKINS (Gran Bretagna 1861-1947) Università di Cambridge Per la scoperta delle vitamine stimolatrici della crescita |
Hopkins fu un pioniere nello studio dei fattori nutritivi essenziali. Nacque a Eastbourne, in Inghilterra, il 20 Giugno 1861. Da bambino dimostrò maggiore inclinazione verso la letteratura che verso le scienze biologiche. Egli leggeva molto e scriveva versi e più tardi, nella sua vita, la sua abilità letteraria aggiunse molto ai suoi lavori scientifici. Nel 1871 andò a studiare a Londra. Era un bravo scolaro ed ottenne anche dei premi. Iniziò a lavorare come impiegato in una Compagnia Assicurativa, ma dopo 6 mesi lavorò come apprendista da un consulente chimico e successivamente , dopo aver frequentato un corso di chimica a Londra, andò all'University College di Londra, dove sostenne l'Associateship Examination dell'Istituto di Chimica e superò così bene l'esame che Sir Thomas Stevenson lo assunse come suo assistente. Egli aveva allora 22 anni. All'età di 28 anni andò a studiare Medicina al Guy's Hospital di Londra e fu premiato, in quel periodo, con una medaglia d'oro per la Chimica. Si Laureò in Medicina all'età di 32 anni e insegnò per 4 anni Fisiologia e Tossicologia al Guy's Hospital. Nel 1898 fu invitato da Sir Michael Foster a trasferirsi a Cambridge per sviluppare gli aspetti chimici della fisiologia. La biochimica non era ancora riconosciuta come una disciplina a sé stante e Hopkins accettò l'invito. Nel 1914 ottenne la Cattedra di Biochimica all'Università di Cambridge. Tra i suoi contributi alla scienza ricordiamo la sua scoperta di un metodo per isolare il triptafano e per identificarne la struttura. Successivamente fece il lavoro che gli valse nel 1929, insieme ad Eijkman,il Premio Nobel. Poi Hopkins lavorò con Walter Eletcher sulle modificazioni metaboliche che si verificano nella contrazione muscolare e nel rigor mortis. Nel 1921 isolò una sostanza che denominò glutatione. Scoprì anche la Xantina ossidasi. Dal 1930 al 1935 fu Presidente della Royal Society ed esercitò una grande influenza sui suoi contemporanei. Hopkins morì nel 1947, all'età di 86 anni. I suoi studi sono prevalentemente incentrati sulla chimica biologica e soltanto in via collaterale interessano le Scienze Neurologiche. |
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1932 Sir CHARLES SCOTT SHERRINGTON(Gran Bretagna 1857-1952) Università di Oxford EDGARD DOUGLAS Lord ADRIAN (Gran Bretagna 1889-1977) Università di Cambridge Per le loro scoperte sulla funzione dei neuroni |
Sherrington nacque a Islington, Londra nel 1857. Studiò medicina a Cambridge e alla St. Thomas's Hospital Medical School di Londra. Il suo interesse per la fisiologia e la patologia del sistema nervoso emerse durante i suoi studi di medicina quando conobbe i lavori di Goltz a Strasburgo e quelli di David Ferrier sulla localizzazione delle funzioni della corteccia cerebrale. Collaborò anche con Virchow nel campo della neuropatologia. Le sue ricerche personali iniziarono mentre era lettore al St. Thomas e borsista a Cambridge. Fu chiamato alla cattedra di fisiologia all'Università di Liverpool nel 1885, dove condusse buona parte del lavoro per il quale ottenne il premio Nobel. Rimase a Liverpool fino al 1913 quando divenne professore di Fisiologia di Oxford, posto che conservò fino alla pensione nel 1936. Morì nel 1952 all'età di 95 anni. La sua relazione in occasione del conferimento del premio Nobel si intitolava: "L'inibizione come fattore di coordinazione". Descrisse la forma e la plasticità dei riflessi spinali inclusi i movimenti riflessi della deambulazione, come basati su un equilibrio fra inibizione centrale e stato di eccitazione e pose l'accento sulla importanza dell'inibizione nel controllo della postura e nel controllo dell'azione reciproca dei muscoli antagonisti nel movimento e nella locomozione. Sherrington viaggiò dal Canadà agli USA nel 1903 e l'anno seguente tenne lezioni all'Università di Yale. Il suo libro "L'azione integrativa del sistema nervoso" è rimasto fino ad oggi un classico delle scienze neurologiche. Dopo molte pubblicazioni sull'organizzazione riflessa dei nervi spinali, fu invitato a tenere la Rede Lecture a Cambridge nel 1933. Tenne le Gifford Lectures a Edimburgo nel 1937-38. A questo periodo seguì la pubblicazione di un altro libro fondamentale: "L'uomo e la sua natura"(1940).
In questo libro egli elaborò la sua visione dualistica della natura umana: corpo e mente.
Adrian che divise il premio con Sherrington, malgrado fosse molto giovane, nacque a Londra nel 1889. Studiò medicina a Londra e a Cambridge dove si laureò al Trinity College nel 1915. Iniziò il suo lavoro di neurofisiologia con Keith Lucas a Cambridge dove fu ricercatore alla Royal Society dal 1929-1937. Diventò poi professore succedendo a Bacroft come direttore del Dipartimento di fisiologia nel 1937. Andò in pensione nel 1951 per diventare Master al Trinity della Royal Society di Medicina e dell'associazione britannica per il progresso scientifico (British Association For the Advancement of Science). Si ritirò da Master al Trinity nel 1965 per diventare vice-cancelliere ed in seguito cancelliere a Cambridge dal 1968 al 1976. La relazione di Adrian in occasione del conferimento del Premio Nobel era semplicemente intitolata: "L'attività delle fibre nervose". Egli fu il primo a registrare i potenziali d'azione delle singole fibre nervose motorie e sensitive con una delicata tecnica di dissezione, con l'uso di un tubo di amplificazione e con un oscillografo più rapido, il voltametro capillare oltre all'oscillografo a specchio di Matthews. Nel 1925 Adrian e Zotterman furono i primi a registrare il passaggio di impulsi in una singola fibra sensitiva, eccitata da una appropriata stimolazione della sua terminazione nervosa. Il passaggio di impulsi lungo le fibre sensitive avviene secondo ciò che oggi noi chiamiamo "modulazione di frequenza dell'impulso". Venti anni dopo tale modalità di trasmissione fu introdotta nella tecnica radio (FM) come la via più sicura di comunicazione. La forza della contrazione nel muscolo venne anche messa in relazione alla frequenza di scarica delle fibre nervose motorie. Adrian suggerì che esistevano potenziali di lunga durata nei centri nervosi e negli organi dei sensi che causavano scariche ripetute delle fibre nervose. Tale fenomeno è ora conosciuto sotto il nome di "generazione dei potenziali". Adrian studiò tutte le forme di sensibilità uditiva, olfattiva, visiva e somatica derivante sia dalla cute sia dai muscoli. Poi si interesso alla rappresentazione sensoriale nella corteccia cerebrale e nel cervelletto, che egli registrò con la tecnica dei potenziali evocati. Scoprì una area somatica sensoriale supplementare, area 2 ed i collegamenti organizzati topograficamente tra la corteccia sensoriale e il cervelletto. Inoltre studiò l'attività spontanea elettrica dello scarafaggio e del pesce dorato di acqua dolce. Fu uno dei primi a confermare, con Matthews il lavoro di Hans Berger sull'EEG umano. Alcune delle pubblicazioni principali di Adrian sono: "The basis of sensation (1925); The action of sense organs (1927); The mechanism of nervous Action (1932); The physical background of perception (1947). |
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1935 HANS SPEMANN (Germania 1869-1941) Università di Friburgo Per la sua scoperta degli organizzatori nello sviluppo embrionale. |
Spemann nacque a Stoccarda in Germania nel 1869 e studiò medicina all'Università di Heidelberg, Monaco, Wurzburg. Lavorò all'Istituto zoologico di Wurzburg fino al 1908, quando accettò la cattedra di zoologia e anatomia comparata a Rostock. Nel 1914 diventò direttore dell'Istituto Kaiser Willelm di biologia a Berlin-Dahlem.
Fu poi professore all'Università di Friburgo dove rimase fino alla pensione nel 1935. Gli esperimenti di Spemann vennero condotti sugli embrioni di anfibi. Attraverso il trapianto di tessuto da una parte all'altra dell'embrione in via di sviluppo, egli fu in grado di dimostrare che gruppi di cellule, originariamente destinate ad una parte del corpo, cambiavano la loro direzione di sviluppo, quando venivano trapiantate in una zona diversa. Ad esempio egli fu in grado di dimostrare che il globo oculare ha la capacità di far sviluppare il cristallino da una zona di cute trapiantata da una parte lontana dal corpo, che non è usualmente implicata nella produzione del cristallino. La divisione dell'embrione o il trapianto di porzioni di placca neurale mostravano che le cellule trapiantate si sviluppavano conformemente al nuovo ambiente nel quale erano impiantate.
Nel 1918 Spemann presentò il suo concetto di "Organizzazione" cioè la sua ipotesi secondo la quale la morfogenesi dell'embrione è il risultato di interazioni fra diverse aree tissutali. Egli divenne il leader di una scuola sperimentale di embriologia che studiò la induzione embrionale. In questo campo si
distinsero Needham e Brachet che studiarono la natura chimica degli organizzatori embrionali. |
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1936 Sir HENRY ALLET DALE (Gran Bretagna 1875-1968) Great Britain National Institute for Medical Research, Londra OTTO LOEWI (Austria-Germania Francoforte sul Meno 1873-1961) Università di Gratz Per le loro scoperte sulla trasmissione chimica degli impulsi nervosi. |
Dale Nato a Londra nel 1875 fece il tirocinio pratico come Farmacologo al Trinity College di Cambridge. Nel 1906 divenne Direttore dei laboratori di ricerca Wellcome dove trascorse molti dei suoi anni. Nel 1928 divenne Direttore dello Istituto nazionale per la ricerca medica a Londra. Durante la sua carriera fu anche presidente della Royal Society e della Royal Society of medicine.
La relazione di Dale in occasione del conferimento del premio Nobel si intitolava: "Alcuni recenti progressi nella trasmissione chimica degli impulsi nervosi".
I progressi ai quali Dale, con i suoi colleghi Geldeberg, Gaddum, Brown e Vogt, faceva riferimento erano la dimostrazione dell'evidenza che la trasmissione neuromuscolare alla muscolatura striata, così come la trasmissione sinaptica nel ganglio cervicale superiore è mediata dalla liberazione di acetilcolina in corrispondenza dei terminali presinaptici. In seguito Dale presentò tutti i suoi lavori alle Harvey Lectures (1937) e nella sua autobiografia (1953).
Otto Loewi nacque a Francoforte sul Meno nel 1873. Egli incontrò Dale mentre lavorava nei laboratori Starling a Londra, lavorò anche con Eliot a Cambridge. Venne nominato professore di Farmacologia alla Università di Graz (Austria) ma fu costretto a lasciare questa carica quando la nazione fu invasa dai tedeschi nel 1938. Dapprima si recò a Bruxelles, poi a Oxford fino a che si stabilì definitivamente a New York dove fu nominato professore alla Facoltà di Medicina nel 1940 ottenendo la cittadinanza americana.
La sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: "La trasmissione chimica dell'impulso nervoso".
Loewi dimostrò che l'acetilcolina liberata dal nervo vago provocava il rallentamento del cuore di rana isolato. A quel tempo si credeva che l'adrenalina mediava l'azione dei nervi simpatici sul cuore, malgrado ciò fosse messo in discussione da Cannon.
Cannon affermava infatti che due sostanze la simpatina E e la simpatina I fossero interesate come trasmettitore del sistema simpatico periferico e che queste sostanze erano diverse dall'adrenalina.
Per molto tempo si era pensato che nel sistema nervoso vegetativo la trasmissione avvennisse per via chimica.
Nel 1904 Elliot suggerì che l'adrenalina poteva essere un neurotrasmettitore del sistema simpatico. Pochi anni più tardi Dixon suggerì che un mediatore chimico sconosciuto poteva mediare l'azione del nervo vago sul cuore; non ci furono prove certe per questa ipotesi fino a quando Loewi produsse i suoi esperimenti semplici ed eleganti.
Utilizzando il preparato di cuore di rana fu in grado di dimostrare che la stimolazione del nervo vago liberava una sostanza nella soluzione Ringer nella quale il cuore era immerso e che questa sostanza era in grado di rallentare un secondo cuore che batteva nella stessa soluzione. Questa azione era bloccata dalla atropina, prolungata dalla eserina e moltiplicata dall'acetilcolina (secondo l'azione muscarinica della acetilcolina originariamente descritta da Dale).
L'estensione del principio della trasmissione chimica nella giunzione neuromuscolare della muscolatura striata e nella sinapsi del ganglio cervicale, costituì una sorpresa ancora più eclatante in quanto nel 1930 veniva da tutti ritenuto che la trasmissione sia in queste sinapsi che nelle sinapsi centrali, fosse di natura elettrica. Uno dei più convinti fautori della teoria elettrica fu Eccles che lavorò in seguito con Sherrington nei laboratori di Oxford.
Per molti anni le riunioni della Psycological Society furono accese dalle accorate discussioni fra Dale e Eccles, ma in seguito Eccles si convinse dell'insufficienza della teoria elettrica e lavorò per procurare prove accurate della trasmissione chimica nelle sinapsi delle cellule nervose delle corna grigie anteriori del midollo spinale. Il principio della trasmissione chimica all'interno del sistema nervoso centrale così come nelle sinapsi gangliari del sistema nervoso vegetativo e nelle giunzioni neuromuscolari rappresentò un progresso rivoluzionario nel campo delle neuroscienze. Ma la sua vera importanza fu compresa soltanto in anni più recenti con la scoperta di molte nuove sostanze trasmettitrici nel sistema nervoso centrale e periferico. |
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1938 CORNEILLE JEAN FRANCOISE HEIMANS (Belgio 1892-1968) Università di Ghent Per la scoperta del ruolo svolto dai glomi sinusali e oartici nella regolazione della respirazione. |
Heimans nacque a Ghent in Belgio nel 1892. Era il figlio di J.F.Heimans, professore di Farmacologia, rettore all'Università di Ghent e fondatore dell'Istituto di Farmacodinamica e Tossicologia Heimans. Suo padre fu il suo primo e più importante maestro e fu con lui che iniziò tutti quegli esperimenti originali che lo portarono a conseguire il Premio Nobel. Corneille Heimans studiò anche con Gley a Parigi, Arthus a Losanna, Mayer a Vienna e Starling a Londra, trascorse anche un anno (1927-1928) negli USA. Successe a suo padre come direttore dell'Istituto Heimans e divenne anche Rettore dell'Università.
La relazione di Heimans in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: "Il ruolo dei pressocettori e dei chemiocettori nel controllo della respirazione".
Con l'uso della perfusione incrociata da un cane alla testa isolata di un altro, fu in grado di dimostrare che esistevano chemio e pressocettori nel seno carotideo e nell'arco aortico capaci di controllare la respirazione e la pressione sanguigna oltre che la circolazine cerebrale. Nel 1937 la natura sensoriale di questo controllo venne dimostrata indipendentemente da Rijlant, Stella e Zottermann, che registrarono i potenziali di azioni del nervo del seno carotideo in risposta al controllo della pressione ed alla regolazione degli stimoli chimici della carotide. Questi studi significarono un progresso nella nostra conoscenza sui meccanismi riflessi che controllano la respirazione e la pressione sanguigna e che intervengono nella regolazione della circolazione cerebrale (Heimans e Neil 1958). |
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1944 JOSEPH ERLANGER (Stati Uniti 1874-1965) Università Washington, Saint Louis Missouri HERBERT SPENCER GASSER (Stati Uniti 1888-1963) Rockfeller Institute for Medical Research, New York. Per le loro scoperte concernenti le funzioni altamente differenziate delle singole fibre nervose. |
Erlang nacque a San Francisco nel 1874. Conseguì la laurea in Medicina nel 1899 all'Università John Hopkin. Fu nominato assistente presso il Dipartimento di Fisiologia e presto divenne professore associato alla Scuola medica dell'Università Jonh Hopkin. Successivamente fu chiamato come professore di Fisiologia all'Università del Wisconsin appena fondata.
Hebert Gasser fu uno dei suoi studenti. Nel 1910 Erlanger venne nominato professore e capo del Dipartimento di Fisiologia alla Washington University di Saint Louis, dove Gasser si unì a lui per lavorare insieme nella ricerca che fruttò loro il premio Nobel.
Erlanger divenne professore emerito nel 1944. La sua relazione in occasione del conferimento del premio Nobel si intitolava: "Alcune osservazioni sulla risposta delle singole fibre nervose".
Herbert Gasser nacque a Placteville, una cittadina del Wisconsin nel 1888, studiò alla scuola normale e all'Università di Stato,dove venne indirizzato verso la fisiologia da Erlanger. Si laureò in medicina alla John Hopkin nel 1915. Tornò nel Wisconsin per studiare un anno Farmacologia e poi raggiunse Erlanger a Saint Louis, dove divenne professore di Farmacologia nel 1921. Con l'aiuto della Fondazione Rockfeller studiò per due anni in Europa.
Nel 1931 fu nominato professore di fisiologia alla scuola medica Cornell di New York. Nel 1935 diventò Direttore dell'Istituto Rockfeller per la ricerca medica fino al suo pensionamento nel 1953. Continuò a portare avanti le sue ricerche elettrofisiologiche sulle proprietà delle fibre nervose ultrasottili fino alla sua morte.
La sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: "Le Fibre nervose dei mammiferi ".
Prima del lavoro di Erlanger e Gasser intorno al 1920, la forma del potenziale di azione del nervo era sconosciuto, a causa della carenza di strumenti di registrazione, abbastanza veloci e sensibili. Erlanger e Gasser, con l'aiuto di George Bishop risolsero questo problema con un tubo di amplificazione unito all'oscilloscopio a raggi catodici (questo strumento è un adattamento del lungo tubo Braun conosciuto dai fisici). Con i loro nuovi apparecchi essi furono in grado di discernere i vari gruppi di fibre in un nervo misto attraverso le differenti soglie e velocità di conduzione.
Le singole fibre nervose differiscono anche per i loro periodi refrattari e per i post-potenziali. Una relazione fu riscontrata tra il diametro delle fibre nervose e la velocità di conduzione in quanto le fibre A più veloci conducevano con velocità superiore a 100 m/sec. mentre la velocità delle fibre C amieliniche era solo di circa 1 m/sec. Le fibre di ampio diametro avevano una altezza del potenziale molto ampia, la soglia più bassa e la costante di tempo più corta (cronassia) per la stimolazione elettrica. I ritardi ampiamente differenti nella trasmissione dell'impulso sensitivo al sistema nervoso centrale erano molto importanti per la comprensione dell'elaborazione centrale dell'informazione sensitiva.
Le fibre che conducevano la sensibilità propriocettiva dai muscoli erano le più rapide, mentre si trovò che il dolore veniva condotto da due gruppi di fibre le delta A e le delta C che avevano velocità molto diverse che procuravano una percezione del dolore "rapida" o "lenta".
Erlanger concluse la sua relazione tenuta in occasione del conferimento del premio Nobel dichiarando che egli aveva condotto i suoi studi perchè : "Nella ricerca della struttura relativamente semplice della fibra nervosa, giace la speranza di trovare elementi per comprendere il meccanismo molto più complicato che determina le attività superiori del sistema nervoso centrale e periferico".
Al loro tempo Erlanger e Gasser non compresero quanto "molto più complicati" sarebbero diventati i meccanismi del sistema nervoso centrale dopo la scoperta della trasmissione chimica alle sinapsi centrali e le proprietà altamente specializzate delle cellule e dei dendriti rispetto agli assoni. I loro lavori furono raccolti nelle "letture della Johnson Foundation (1937) e nelle Gasser's Harvay lecture del 1937. |
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1949 WALTER RUDOLF HESS (Svizzera 1881-1973) Università di Zurigo Per la scoperta dell'organizzazione funzionale del diencefalo come coordinatore delle attività degli organi interni. |
Walter Hess nato nel 1881 a Frauenfel nella Svizzera orientale, studiò medicina a Losanna, Berna, Berlino, Kiel e Zurigo dove conseguì il suo dottorato di ricerca nel 1906. Si occupò di oftalmologia per alcuni anni, ma poi si dedicò allo studio della fisiologia. Venne nominato Direttore dell'Istituto di fisiologia di Zurigo nel 1917. Dopo la prima guerra mondiale studiò in Inghilterra con Langley e lì si interessò in modo particolare del sistema nervoso autonomo. Lavorò anche nei laboratori di Sherrington , Starling, Hopkin e Dale per poi tornare al primitivo incarico a Zurigo. Dopo essere stato nominato professore emerito nel 1951, Hess seguitò a dedicarsi allo studio del sistema nervoso autonomo, suo principale tema di ricerca, implicato nel comportamento e nelle funzioni mentali, cercando di colmare il divario esistente tra fisiologia e psichiatria . La sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: "Il controllo centrale della attività degli organi interni".
Hess sviluppò una tecnica stereotassica al fine di studiare sotto forma cinematografica le risposte dei gatti non anestetizzati e con possibilità di muoversi liberamente, alla stimolazione elettrica di punti localizzati nel diencefalo. Le sedi trapassate (0,2 mm) dagli aghi metallici degli elettrodi esploratori venivano poi studiate con metodi istologici per stabilire le relazioni esistenti tra le differenti sedi e le risposte psicologiche e comportamentali.
Una amplissima mappa di tali esperimenti costituisce la base del suo atlante funzionale del diencefalo. Ciò ha reso possibile per la prima volta studiare non solo le risposte autonome e specifiche degli animali non anestetizzati, ma anche le interrelazioni esistenti tra le risposte e il comportamento dell'animale in una situazione ambientale relativamente normale.
Hess costruì la prima mappa della regione diencefalica controllando la pressione sanguigna, la respirazione, la dilatazione pupillare, la defecazione e la minzione, il vomito e la bulimia, le risposte motorie extrapiramidali coordinate (come ad esempio i movimenti coordinati della testa in relazione ai movimenti degli occhi), la masticazione, il leccamento ed il comportamento emozionale coordinato(paura o rabbia). Il sonno veniva indotto dalla stimolazione di alcuni nuclei mediali del talamo. Le risposte ipotalamiche venivano classificate sia come ergotropiche o trofotropiche che corrispondono rispettivamente al controllo del sistema simpatico e parasimpatico.
L'integrazione delle risposte autonome con il comportamento emotivo resero questi studi pionieristici di importanza fondamentale per la conoscenza del sistema nervoso in generale e per la neuropsichiatria clinica in particolare.
Un resoconto di tutto il lavoro di Hess fu pubblicato in Inghilterra nel 1953 col titolo: "Diencefalo: funzioni autonome ed extrapiramidali". |
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1949 ANTONIO EGAS MONIZ (Portagallo 1874-1955) Istituto di Neurobiologia Università di Lisbona Per la scoperta del valore terapeutico delle leucotomie in alcune psicosi. |
Egas Moniz che divise il premio con Hess, fu uno dei più autorevoli neurologi portoghesi oltre che un valente uomo politico del suo paese. Nacque ad Avanca nel 1874. Studiò alla Facoltà di Coimbra dove fu nominato professore nel 1902. Nel 1911 fu il primo titolare della cattedra di neurologia di Lisbona. Oltre all'importante contributo dato alla neurologia e alla letteratura medica, Moniz fu un attivo uomo politico, essendo ministro degli affari esteri e presidente della delegazione portoghese alla Conferenza di pace di Parigi del 1918.
Con Lima fornì due grossi contributi alla neurologia:
a) sviluppò la tecnica dei raggi x per l'angiografia cerebrale;
b) introdusse la tecnica pratica della lobotomia (per la quale fu insignito del premio Nobel). Moniz pubblicò un'ampia monografia sulla diagnosi dei tumori cerebrali con l'angiografia nel 1931, la sua prima opera sulla lobotomia apparve nel 1936.
Moniz era alla ricerca di un metodo per trattare i pazienti con malattie mentali incurabili che egli credeva "profondamente radicate nelle complesse sinapsi che regolano il controllo esercitato dalla conoscenza sulla coscienza... E' indispensabile cambiare l'ordinamento sinaptico... di conseguenza i pensieri corrispondenti verranno alterati e convogliati in altri canali". Il suo interesse per i lobi frontali deriva dagli esperimenti fatti in Russia sugli animali da Bechterew e Luzaro è più ancora per quelli fatti negli USA da Fulton e Jacobsen sugli effetti delle lesioni bifrontali negli scimpanzè. Il lavoro di Moniz fu anche influenzato dagli effetti dell'asportazione neurochirurgica dei lobi frontali nell'uomo condotta da Brickner, Dandy e Penfield.
Moniz e Lima fecero la loro prima lobotomia nel 1953, inaugurando così la chirurgia psichica. L'operazione consisteva in lesioni limitate alla sostanza bianca di entrambi i lobi frontali e di solito veniva condotta con l'uso di un leucotomo. Negli anni seguenti vennero "trattati" con questo sistema migliaia di pazienti gravemente ammalati dal punto di vista psichico conseguendo buoni risultati nei casi più disperati, ma anche con effetti collaterali a volte seri o addirittura disastrosi. Per fortuna questo intervento non è più stato eseguito dopo l'avvento della psicofarmacologia. |
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1957 DANIEL BOVET (Nato a Neuchatel Svizzera nel 1907 vivente) Istituto Superiore di Sanità Roma Per le sue scoperte sui composti di sintesi che inibiscono l'azione di alcune sostanze organiche, che agiscono sul sistema vascolare e sui muscoli scheletrici. |
Daniel Bovet è nato a Neuchatel in Svizzera nel 1907. Ha frequentato la Università di Ginevra dove ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1929. Inizialmente ha lavorato nel laboratorio di Fourneau, un chimico dell'Istituto Pasteur di Parigi, dove rimase fino al 1947, quando si trasferì all'Istituto Superiore di Sanità a Roma per aprire un nuovo laboratorio di chemioterapia. Fu aiutato nella sua opera dalla moglie Filomena Nitti, anche lei chimica, con la quale scrisse un'importante monografia sulla struttura dei farmaci che svolgono la loro attività farmacodinamica sul sistema nervoso autonomo (1958).
La sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: "Relazione fra l'isosterismo ed il fenomeno competitivo nel campo dei farmaci in relazione all'attività farmacodinamica e a quella della trasmissione neuromuscolare".
L'esperienza che Bovet fece nel laboratorio di Forneau lo introdusse alla pratica della moderna chimica medica e gli permise di sintetizzare un grande numero di molecole in grado di esercitare una attività biologica e di effettuare un ampio screening di tests biologici per dimostrare queste attività. Forneau era alla ricerca di agonisti e antagonisti delle amine biogene in particolar modo della adrenalina (diossifeniletanolamina) e dalla istamina.
La collaborazione con Bovet lo portò a scoprire alcuni dei primi farmaci antistaminici.
Nei primi anni quaranta le esperienze fatte con le antivitamine ,specialmente con la sulfanilamide, poi rivelatasi dannosa, come antagonista della vitamina batterica acido paraaminobenzoico, portava a credere all' "ipotesi antimetabolica ". Questa ipotesi divenne ben presto l'obiettivo di molti programmi di ricerca nella chimica farmaceutica presso numerosi centri di ricerca.
Bovet è stato un pioniere nello studio dei composti di sintesi che esplicano la stessa azione postsinaptica delle amine biogene e si comportano da neurotrasmettitori come l'adrenalina, la noradrenalina, l'acetilcolina e l'istamina. Con il suo collega Longo ha fatto importanti osservazioni sulla farmacologia del sistema reticolare in relazione all'EEG. Questo tipo di ricerche portò ad un sostanziale incremento della quantità e della qualità delle informazioni scientifiche di ogni medico che si interessa di psicofarmaci. |
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1961 GEORG VON BEKESY (Ungheria 1899-1972) Università Harvard Cambridge Massachussets Per le sue scoperte riguardanti i meccanismi fisici di stimolazione cocleare. |
Von Bekesy era un fisico ungherese, nato a Budapest, nel 1899. Dopo aver frequentato le scuole dell'obbligo in diversi paesi (suo padre era un diplomatico), conseguì la laurea in fisica all'Università di Budapest. Lavorò al laboratorio di ricerca dell'azienda telefonica ungherese dove mise a punto un metodo ingegnoso e veloce per scoprire i difetti della rete telefonica attraverso risposte a stimolazioni sonore, un principio che egli usò più tardi per analizzare le proprietà della coclea dell'orecchio interno.
Von Bekesy fu professore di fisica sperimentale all'Università di Budapest dal 1939 al 1946 quando andò a Stoccolma per lavorare all'Istituto medico Royal Caroline e al Royal Institute of technology. Si trasferì nuovamente nel 1947 a Cambridge per lavorare nei laboratori di fisica acustica dove condusse buona parte del lavoro che gli fruttò il Premio Nobel.
Infine si tasferì all'Università di Hawai a Honolulu e qui morì nel 1972. Von Bekesy fu il primo fisico a ricevere il Nobel in fisiologia e medicina per le sue geniali applicazioni dei principi di fisica alla fisiologia degli organi dei sensi, che hanno consentito di conoscere meglio la funzione dell'orecchio medio e dell'orecchio interno.
La sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: "Sul piacere di osservare la meccanica dell'orecchio interno".
Von Bekesy misurò le proprietà fisiche dell'orecchio interno e della membrana cocleare mediante l'impiego di microelettrodi ultrasensibili.
Questa tecnica lo mise in grado di applicare stimoli meccanici a regioni localizzate della membrana basilare mentre registrava i potenziali elettrici nelle cellule acustiche. Ciò gli permise di registrare i potenziali elettrici in fibre diverse del nervo cocleare. Egli riuscì a stabilire che le onde sonore sono trasmesse dal timpano agli ossicini dell'orecchio medio e poi all'endolinfa. Con queste informazioni egli riuscì a costruire un modello fisico dell'apparato uditivo che dimostra le funzioni dell'orecchio interno.
In seguito egli dimostrò che alcuni di questi principi potevano essere applicati alla sensibilità cutanea ed anche alla retina. Le geniali applicazioni di Bekesy dei principi di fisica alla fisiologia degli organi dei sensi, le sue misurazioni dirette con l'uso di amplificatori ad alta fedeltà e dello stroboscopio microscopico e la dimostrazione delle sue teorie sulle tecniche psicofisiche hanno dato un grosso contributo per risolvere molti problemi di acustica e per migliorare le nostre conoscenze di altre vie sensitive (tattile, visiva e olfattiva). Von Bekesy inventò numerosi strumenti diagnostici come l'audiometro, che porta il suo nome, ed altri strumenti che hanno dato la possibilità agli otoiatri di distinguere fra sordità cocleare e nervosa. Il lavoro di Von Bekesy fu pubblicato nel Journal of the Acustical Society of America nel 1949 e riassunto nel suo libro Experiments in Hearing nel 1960. Un resoconto delle applicazioni degli stessi principi alle altre forme di sensibilità fu pubblicato nel 1967. |
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1963 JOHN CAREW ECCLES (Austraulia 1903-1986) Università Nazionale Australiana di Camberra ALAN LLOYD HODGKIN (Gran Bretagna 1914 vivente) Università di Cambridge ANDREW FIELDING HUXLEY (Gran Bretagna 1917-vivente) Università di Cambridge Per le loro scoperte sui meccanismi ionici coinvolti nella inibizione e nella eccitazione delle porzioni periferiche e centrali delle membrane delle cellule nervose. |
John Eccles nacque a Melbourne in Australia nel 1903, si laureò in Medicina all'Università di Melbourne nel 1923 e continuò i suoi studi ad Oxford presso il Dipartimento di fisiologia di Sherrington dove conseguì il dottorato di ricerca nel 1929. Ad Oxford studiò l'inibizione e l'eccitazione della membrana della cellula nervosa fino al 1937 quando fu nominato direttore del laboratorio di ricerca medica a Sydney. Nel 1944 si trasferì all'Università di Otago in Nuova Zelanda, ma tornò presto in Australia per diventare professore di fisiologia all'Università di Camberra. Dal 1966 al 1968 lavorò all'Istituto di ricerca biomedica di Chicago. In seguito fu nominato professore di fisiologia dell'Università di Buffalo (New York) (1963-1975) dove continuò i suoi studi neurofisiologici sul cerveletto.
Una volta raggiunto il periodo del pensionamento si ritirò in Ticino (Svizzera) dove continuò ad occuparsi dei suoi studi fino alla morte avvenuta nel 1986.
John Eccles è stato uno dei più validi e prolifici esponenti delle neuroscienze di questo secolo. La sua relazione in occasione della assegnazione del Premio Nobel si intitolava: "Il meccanismo ionico dell'inibizione post-sinaptica".
Sebbene durante la sua permanenza a Oxford fosse un tenace sostenitore della trasmissione elettrica nelle sinapsi centrali, si convinse poi dell'inadeguatezza della sua teoria. Con brillanti studi intracellulari nei neuroni del midollo spinale mediante micropipette di vetro ultrasottili (dapprima usate da Ling e Gerald a Chicago) produsse le prove della natura chimica della trasmissione sinaptica nel sistema nervoso centrale.
Eccles usò le micropipette ultrasottili sia per la registrazione intracellulare dei potenziali di membrana e dei potenziali sinaptici che per l'emissione ionoforetica di sostanze chimiche. Egli fu in grado di determinare i meccanismi ionici implicati nella risposta delle membrane e delle cellule nervose alle sostanze neurotrasmettitrici mediante la misurazione dei potenziali post sinaptici eccitatori (EPSP (Na+ e K+) e inibitori (IPSP) (Cl- e K+). Egli dimostrò l'importanza degli interneuroni inibitori (cellule di Renshaw) nel midollo spinale e descrisse i meccanismi e le proprietà dell'inibizione presinaptica.
Eccles fu poi attratto dallo studio delle ultrastrutture soprasegmentali del sistema nervoso dove applicò le sue tecniche microfisiologiche per uno studio globale dei meccanismi sinaptici del cerveletto (Eccles, Ito e Szentagothai 1967 ). Anche il talamo, nella corteccia cerebrale e l'ippocampo furono oggetto di una ricerca diretta a capire ciò che Eccles definì "le basi neurofisiologiche della mente". Tale fu il titolo delle lezioni tenute da Eccles ad Oxford nel 1952.
Alcune delle sue pubblicazioni più importanti sono le lezioni tenute al John Hopkins nel 1953 pubblicate col titolo : "The Physiology of nerve cells", le lezioni tenute alla Royal Society nel 1960 e la sua pubblicazione più esauriente sui meccanismi delle sinapsi centrali edita nel 1964 col titolo : " The physiology of Sinapses". Inoltre Eccles tenne le "Gifford lectures" a Edinburgo dal 1977 al 1979.
Alan Hodgkin nacque a Banbury (Oxfordshire) nel 1914. Iniziò la sua carriera scientifica a Cambridge nel 1932, il suo lavoro sulla fisiologia delle fibre nervose gli fruttò un invito da parte di Gasser a lavorare al Rockfeller Institute di New York (1937-1938). Mentre si trovava negli USA lavorò al Woods Hole Marine Biological Laboratory con Cole, che insieme a Curtis e Young lo addestrarono all'uso dell'assone gigante del calamaro, un preparato che si rivelò poi di importanza fondamentale per le ricerche che gli valsero poi il Premio Nobel.
Nel 1945 tornò a Cambridge al Dipartimento di fisiologia, dove ebbe Huxley come studente. Hodgkin fu ricercatore e Capo del laboratorio delle ricerche della Royal Society e vinse la medaglia "Royal" nel 1958.
Andrew Huxley nacque a Londra nel 1917. Entrò a Cambridge nel 1935 e si specializzò in Scienze Fisiche. Nel 1939 essendo interessato alla fisiologia, si unì a Hodgkin al Plymouth Marine Biological Laboratory dove nel 1939 fece la sua prima ricerca.
Dopo la guerra tornò a Cambridge dove lavorò fino al 1960, essendo nominato professore di fisiologia a capo del Dipartimento all'Università di Londra.Nel 1955 fu eletto membro della Royal Society.
Il lavoro di Hodgking e Huxley sull'ipotesi ionica dell'eccitazione e della conduzione nelle fibre nervose fu condotto in stretta collaborazione. La relazione di Hodgkin in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava : "La ipotesi ionica della conduzione nervosa", mentre quella di Huxley si intitolava : "L'analisi quantitativa dell'eccitazione e della conduzione del nervo".
Hodgkin e Huxley decisero di provare la teoria di Bernstein sulla ipotesi ionica dei potenziali di riposo e dei potenziale d'azione nella membrana nervosa semipermeabile. Per mezzo di una micropipetta di vetro inserita nell'assoplasma e con la tecnica messa a punto da Cole, Hodgkin e Huxley poterono misurare separatamente l'entrata di ioni Na+, come responsabili dell'insorgenza del potenziale d'azione. L'uscita di ioni K+ era misurata direttamente per mezzo di ioni K+ radioattivi. Le concentrazioni ioniche potevano essere variate sia internamente che esternamente alla membrana assonica e misurati nell'assoplasma che veniva raccolto.
In seguito venne messo a punto un modello matematico con l'aiuto di computers e questi autori furono in grado di prevedere la forma nel potenziale d'azione al variare delle diverse concentrazioni ioniche internamente ed esternamente all'assone. Le pevisioni erano molto vicine ai risultati sperimentali. Huxley concluse così la sua relazione tenuta in occasione del conferimento del Premio Nobel : " Non vorrei darvi l'impressione che le equazioni formulate nel 1952 siano definitive. Hodgkin ed io sappiamo che queste equazioni devono essere ritenute una prima approssimazione e necessita di ulteriori approfondimenti al fine di individuare i meccanismi attuali dei cambiamenti di permeabilità nella scala molecolare". Questa teoria ha retto nel tempo ed è stata applicata a molti nervi. Soltanto negli anni presenti ci stiamo avvicinando ad una reale comprensione della funzione della membrana nervosa mediante studi di tipo molecolare. |
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1967 RAGNAR GRANIT (Finlandia 1900-vivente) Karolinska Institut Stoccolma HALDAN KEFER HARTLINE (Stati Uniti 1903-1983) Università Rockfeller New York GOERGE WALD (Stati Uniti 1906-vivente) Università Havard Cambridge Massachusetts Per le loro scoperte sui processi fisiologici primari e sui processi visivi chimici nell'occhio. |
Nel valutare l'operato di Granit, Hartline e Wald il prof. Bernhard, del comitato per l'assegnazione del premio Nobel, dichiarò che il loro lavoro costituiva uno "sguardo profondo nel sottile processo oculare che stà alla base della nostra possibilità di ricezione della luce e della capacità di distinzione della luminosità, del colore, della forma e del movimento...di fondamentale importanza per la comprensione del processi sensitivi in generale".
Ragnar Granit nacque nel 1900 in Finlandia e si diplomò alla Università di Helsinfgors nel 1919. Mentre frequentava la scuola prese parte alla guerra di liberazione finlandese e fu decorato con la croce della libertà nel 1918. Dapprima Granit si interessò alla psicologia mentre studiava all'Albo Academy. Nel 1927 si laureò in Medicina all'Università di Helsingfors per poter proseguire le sue ricerche sul globo oculare, che lo avevano attratto fin dall'inizio. Nel 1929 fu docente all'Istituto di Fisiologia di Tigerstedt. Granit fu ricercatore di Fisica medica con Detlev Bronk, alla Johnson Foundation (1929-1931), dopo divenne anche professore associato con Keffer Hartline. Lavorò nei laboratori Sherrington di Oxford come ricercatore della Fondazione Rockfeller, poi fu professore di fisiologia a Helsinki. Nel 1940 accettò un incarico al Royal Caroline Institute di Stoccolma. I suoi laboratori entrarono a far parte dell'Istituto medico Nobel e gli fu conferita una cattedra personale per la ricerca, oltre ad essere nominato direttore dell'Istituto di neurofisiologia (1945-1967).
Fu membro dell'associazione svedese per la ricerca medica e presidente dell'Accademia Svedese delle Scienze.
Granit andò in pensione col titolo di professore emerito nel 1967 ma ha continuato a scrivere, tenere conferenze e ad essere cultore convinto delle neuroscienze. Fra le sue cariche segnaliamo le seguenti: fu visiting professor della Rockfeller University di New York e a Oxford; Fogarty Scholar al National Institute of Health di Bethesda; Visiting professor a Dusseldorf nel 1974 e al Max Planck Institute nel 1976. Per molti anni fu consulente dell'Istituto Moruzzi di Pisa.
La sua relazione in relazione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: "Lo sviluppo della neurofisiologia retinica". Il suo principale interesse fu lo studio della retina ma ciò costituisce solo uno dei molteplici contributi che egli ha fornito in molti anni di studio per la comprensione della percezione sensoriale e del meccanismo nervoso del controllo sensoriale e motorio.
I primi studi di Granit riguardavano l'analisi del significato dei diversi componenti dell'elettroretinogramma (ERG) in relazione ai processi di inibizione e di eccitazione della retina. Egli trovò che la risposta critica dell'ERG non era solo riferita alla intensità luminosa, ma anche all'area del campo visivo illuminato, ciò che egli attribuì all'inibizione limitrofa.
Sotto l'influenza del lavoro di Adrian, sulla trasmissione dei messaggi sensitivi nelle singole fibre nervose, egli iniziò una lunga serie di studi sulle risposte delle singole cellule gangliari alla luce e alla stimolazione dei colori nella retina dei mammiferi.
Scoprì cellule "on" e "off" e cellule "on/off". Nelle sue analisi delle risposte della retina ai colori scoprì "bande di modulazione " intereagenti tra lo spettro di assorbimento, il contrasto e la "chiarezza delle informazioni ".
Trovò anche che alcune cellule nella retina dei vertebrati sono iperpolarizzate dalla luce invece che depolarizzate e che l'interazione inibitoria fa gli elementi retinici gioca un ruolo importante, così come dimostrato da Huffler e Hartline. Infatti l'intereazione inibitoria procura una scarica "off" così come avviene per il contrasto visivo. Granit condusse studi accurati sui meccanismi retinici dell'adattamento alla luce e al buio sulle proprietà spettrali delle cellule retiniche in molti animali (rane, gatti, maiali, ecc.) .
Questi studi vennero raccolti da Granit nel 1947 e nelle sue lezioni di Yale pubblicate nel 1955.
Quando Granit ricevette il Nobel aveva ormai abbandonato lo studio del sistema visivo e aveva iniziato il suo "secondo stadio" di studi sulle efferenze propriocettive dai muscoli e sul meccanismo del controllo motorio alfa e gamma nel midollo spinale, nel cerveletto e nella corteccia motoria.
Questo lavoro fu parzialmente rielaborato nelle Sillimal Lectures, dove Granit parla anche della sua concezione sulla discriminazione sensoriale e sull'integrazione in generale.
Granit ebbe molti riconoscimenti e tenne molte lezioni onorarie come le Sherrington Memorial Lectures della Royal Society of Medicine di Londra nel 1967 e a Liverpool nel 1970. Condusse importanti simposi Nobel sulle "Afferenze muscolari e il controllo motorio" (1966) e "il meccanismo che regola le scariche dei motoneuroni " (1972).I suoi concetti filosofici furono invece pubblicati nella sua opera intitolata: "The Purposive Brain" (1977).
Keffer Hartline nacque a Bloomsburg in Pennsylvania nel 1903. Si laureò al Johnson Hopkins e studiò fisica in patria e all'estero con una borsa NRC. Al suo ritorno negli USA lavorò alla fondazione Johnson per la fisica medica e all' Università di Pennsylvania.
Fu professore associato di fisiologia all'Istituto medico Cornell di New York per brevissimo tempo poi tornò alla fondazione Johnson fino al 1949 quando con il titolo di professore di fisica andò all'Università John Hopkins dove nel 1954 fu raggiunto dal suo collega Ratliff. Nel 1963 trasferì i suoi laboratori alla Rockfeller University di New York dove rimase come professore fino al pensionamento. La sua relazione in occasione del conferimento del premio Nobel si intitolava: "Recettori visivi e interazione retinica". Iniziò le sue ricerche con l'analisi delle singole fibre del nervo ottico della rana. Ma la maggior parte delle sue ricerche fu condotta sull'occhio e sul nervo ottico del granchio (limulus). In questo occhio relativamente semplice l'attività elettrica delle singole fibre nervose e dei fotorecettori (ommatidia) poteva essere registrata con la dissezione e con l'applicazione di microelettrodi intracellulari. I fotorecettori potevano essere stimolati anche singolarmente in modo che i potenziali generati e i potenziali di azione alla stimolazione luminosa potevano essere registrati. L'inibizione circostante fu oggetto di studi approfonditi che produssero una prova diretta del meccanismo retinico che sta alla base del fenomeno del contrasto visivo e delle bande di Mach nella visione umana.
George Wald nacque a New York nel 1906. Studiò all'Università di New York e conseguì il dottorato di ricerca in zologia nella Columbia University con Seling Hecht.
Una borsa di studio NRC gli consentì di lavorare con Otto Warburg a Berlino, quando questi identificò per primo la vitamina A nella retina. Dopo ulteriori studi a Heidelberg, Zurigo e Chicago Wald tornò ad Harvard come docente di biochimica (1935) e professore ordinario fino al 1977 quando fu nominato professore emerito. Nel 1953 ricevette il Lasker Award.
Le principali ricerche di Wald riguardano la fotochimica e la biochimica dei pigmenti visivi della retina. La sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava : " Le basi molecolari dell'eccitazione visiva".
Wald definì la composizione chimica dei fotopigmenti della retina : i retinati 1 e 2, che si combinano nei vertebrati con la opsina dei bastoncelli e dei coni per formare la iodopsina e la cianopsina. I retinati sono aldeidi derivati dalla vitamina A1 e A2 mediante la deidrogenazione del gruppo alcolico e si comportano come pigmenti visivi quando la catena laterale si trova nella configurazione 11-cis.Tale sito facilita l'unione con le opsine. Se esposti alla luce i pigmenti sono convertiti in una miscela di carotenoidi allo stato solido, con proporzioni differenti degli isomeri geometici dei retinati. I pigmenti prima che si possono combinare nuovamente con l'opsina per rigenerare il pigmento visivo, devono essere isomerizzati di nuovo con la configurazione 11-cis. Il modo nel quale queste reazioni sono tradotte nei potenziali elettrici e nei potenziali di attività nelle cellule gangliari deve essere ancora chiarito.
I principali lavori di Wald sono stati pubblicati nella Annual Review of Biochemistry (1953- Vol.22) |
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1970 JULIUS AXELROD (Stati Uniti 1912-vivente) National Institut of Health Bethesda Maryland ULF SVANTE Von EULER (Svezia 1905-1983) Karolinska Institutet Stoccolma BERNARD KATZ (Gran Bretagna 1911-vivente) University College Londra Per le loro scoperte sui mediatori chimici delle terminazioni nervose e sui meccanismi di immagazinamento, di liberazione e di inattivazione dei mediatori stessi. |
Axelrod è nato a New York nel 1912. Ha conseguito la laurea all'University college di New York nel 1933, e durante il periodo della depressione economica, esercitò vari lavori. Tornò poi agli studi conseguendo il dottorato di ricerca in scienze all'Università di New York nel 1941. Una delle sue numerose ricerche lo portò a collaborare con Brodie che seguì quando questo ultimo si recò a Bethesda nell'anno 1952 per aprire un laboratorio di ricerca all'istituto nazionale del Cuore. Mentre lavorava conseguì un'ulteriore specializzazione alla George Washington University (1955). In questo periodo per un incidente di laboratorio perse un occhio. Il lavoro che gli permise di conseguire il Premio Nobel : " Noradrenalina : controllo della sua biosintesi". Continuò le sue ricerche all'Istituto Nazionale di Igiene Mentale dove fu a capo della sezione farmacologica del laboratorio di Scienze Cliniche. Il suo lavoro per il quale ha conseguito il Premio Nobel deriva dagli studi sul metabolismo delle catecolamine marcate con tritio. Si credeva che la noradrenalina marcata con tritio potesse essere usata soltanto per determinare le tappe del suo metabolismo intermedio. Gli esperimenti dettero un risultato inaspettato: la noradrenalina marcata veniva rapidamente assorbita dagli organi con innervazione simpatica e specificatamente la noradrenalina si legava alle terminazioni nervose post-gangliari, dove veniva accumulata come la noradrenalina sintetizzata dal neurone e veniva poi rilasciata sotto l'influenza degli impulsi nervosi. Axelrod dimostrò con l'aiuto dei suoi collaboratori, il punto di azione, l'accumulo e la liberazione delle catecolamine e il ruolo che molti medicinali esercitano su questi processi.
Le ricerche di Axelrod sul metabolismo delle catecolamine portarono ad ulteriori studi sul processo di transmetilazione durante la inattivazione delle catecolamine e alla metilazione di un derivato della serotonina durante la biosintesi della melatonina come avviene nella ghiandola pineale. Axelrod ha studiato anche la regolazione neuronale ed endocrina delle biosintesi delle catecolamine nella midollare del surrene e ha dimostrato l'azione transinaptica della tirosina idrossilasi e della dopamina betaidrossilasi. Axelrod ha anche svolto ricerche sul ruolo della metilazione dei fosfolipidi nelle funzioni svolte dalle membrane biologiche.
Ulf Svante Von Euler nacque a Stoccolma nel 1905 da genitori scienziati. Suo padre infatti conseguì il Premio Nobel in chimica con Harden nel 1929. Von Euler conseguì al laurea al Karolinska Institute nel 1930 poi studiò con Sir Henry Dale, Sir John Gaddum e De Burgh Daly in Inghilterra e con Corneille Heymans in Belgio.Von Euler nel 1939 fu nominato professore di fisiologia
al Karolinska e lì rimase per tutto l'arco della sua vita professionale.Per una volta fu Presidente del comitato del Premio
Nobel in Medicina e dal 1965 al 1975 fu Presidente della fondazione Nobel. La
più importante scoperta di Von Euler, per la quale gli fu attribuito il Premio
Nobel fu che anche la noradrenalina era il trasmettitore delle terminazioni
nervose simpatiche postgangliari (e non solo l'adrenalina, come molti pensavano)
e che essa viene liberata durante lo stress e parzialmente eliminata attraverso
le urine. I suoi studi sulla liberazione delle catecolamine da parte delle
ghiandole surrenali, effettuate in diverse condizioni sperimentali e cliniche,
incluso lo stress, sono parte integrante dei libri di Fisiologia. Le sue prime
ricerche sono state raccolte in una monografia intitolata : "Noradrenaline"
(1965) e nella sua relazione tenuta in occasione del conferimento del premio
Nobel : " Funzioni adrenergiche dei neurotrasmettitori" (1971). Nel 1951 con Engel Von Euler dimostrò l'aumentata
emissione di catecolamine urinarie nel feocromocitoma e l' importanza di questi
rilievi nel diagnosticare la presenza di tumori entero cromoaffini. Nel 1956 con
Hillarp dimostrò che la noradrenalina è accumulata nelle fibre enervose in
alcune vescicole subcellulari dalle quali è liberata dopo
stimolazione. Von Euler ha dato molti altri contributi importanti alla
fisiologa. Mentre si trovava all'Istituto nazionale per la ricerca medica a
Londra intorno agli anni 30 scoprì con Gaddum, la sostanza P. Pochi anni più
tardi mise in evidenza la prostaglandina. Questi contributi posero le basi per
le ricerche attuali sui polipeptidi come ormoni, su numerosi agenti
farmacologici e sulle prostaglandine. Von Euler è stato membro della Royal Society di Londra e
della Accademia Nazionale delle Scienze di Washington. Ha ricevuto molte lauree
ad honorem da Università Europee e del Nord e Sud America. Nel 1968 la
fondazione Ciba tenne un simposio in suo onore edito da Wolstenholme e O'
Conner, intitolato : " Neurotrasmissione adrenergica" . Von Euler scrisse e
pubblicò con Pernow durante un simposio dei Premi Nobel un lavoro sulla sostanza
P a Stoccolma (1967) e pubblicò un libro sulla prostaglandina (con Eliasson) nel
1967.
Bernard Kantz nacque a Leipzig nel 1935 e studiò con A.V. Hill alla University College di Londra dove si specializzò nel 1938.
Una borsa di studio gli consenti di lavorare con Eccles e Kuffler a Sidney (Australia) sulla fisiologia neuromuscolare, poi nel 1942 tornò alla Università di Londra per conseguire il dottorato di ricerca. Fu nominato professore di biofisica nel 1952 alla University College e membro sia della Royal Society che della Royal Society of Medicine. Nel 1967 fu nominato cavaliere.
La relazione di Katz in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava : " Del meccanismo quantico del rilascio dei neurotrasmettitori". I suoi studi microelettrofisiologici sulla liberazione della acetilcolina nella giunzione neuromuscolare furono condotti con Paul Fatt, del Castillo e Miledi. Questi autori scoprirono i potenziali in miniatura della placca motrice che sono causati dal rilascio quantico spontaneo di molecole di acetilcolina, probabilmente immagazzinate nelle vescicole sinaptiche dei terminali assonali della placca motrice. Essi dimostrarono che la liberazione di acetilcolina dipendeva dal Ca ++ . Il potenziale di azione depolarizza i terminali assonici, tale depolarizzazione induce un afflusso di Ca ++ che a sua volta induce l'apertura di molte vescicole mediante un meccanismo di esocitosi.
L'acetilcolina a sua volta va a legarsi ai recettori della membrana post-sinaptica per consentire un afflusso rapido di Na+ e K+. In tal modo si forma un ampio potenziale della placca motrice sufficente ad innervare le fibre muscolari da essa innervate. Gli esperimenti che gli hanno valso il premio Nobel sono descritti nel " Proceedings of the Royal Society di Katz & Miledy. Nel 1965 dimostrò che vi è una plasticità nel meccanismo trasmettitoriale di ACh descritto "come desensibilizzazione e potenziamento". I risultati da lui ottenuti sono descritti nei suoi libri " Nerve, Muscle and Synapse" (1966) e " The Release of Neuronal Trasmitter Substance" (1969). |
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1971 EARL WILBUR SUTHERLAND Jr (Stati Uniti 1915-1974) Università Vanderbilt, Nashville, Tennessee Per le sue scoperte sul meccanismo d'azione degli ormoni. |
Sutherland nacque a Burlingame, Kansas, nel 1915. Gli Istituti in cui svolse la sua attività di ricerca furono l'Università di St. Luis a Washington, l'università di Cleveland, dove fu professore di Farmacologia dal 1953 al 1963, e l'Università Wanderbilt di Nashville, dove fu professore di Fisiologia. Nel 1971 fu insignito del Premio Nobel per la medicina per le sue scoperte sul meccanismo d'azione degli ormoni e per la scoperta della funzione che svolge l'AMP-ciclico. Come è ben noto l'AMP ciclico è stato isolato non solo dal fegato e dal cuore, ma anche dal muscolo scheletrico e dall'encefalo. Sutherland purificò l'AMP ciclico anche a partire dalle cellule di Purkinje della corteccia cerebellare. Dopo 10 anni di ricerche impostate su una originale ipotesi di lavoro, Sutherland dimostrò che l'azione dell'ormone ("primo messaggero") è portata all'interno della cellula da un "secondo messaggero" l'adenosin monofosfato ciclico (AMP ciclico). L'ormone, inoltre, attiva un enzima, l'adenilciclasi, che trasforma a livello della membrana cellulare, l'adenosin-monofosfato ciclico (AMP ciclico). La relazione di Sutherland in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava " Studi sui meccanismi d'azione degli ormoni" e presentava un'ampia rassegna del ruolo esercitato dall'AMP ciclico anche a livello del sistema nervoso centrale. |
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1973 KARL VON FRISCH (Australia 1886-1982) Università di Monaco di Baviera KONRAD LORENZ (Austria 1903-vivente) Osterreichische Akademie der Wissenshaften Altenberg NIKOLAAS TINBERGEN (Olanda 1907-vivente) University Museum Oxford Per le loro scoperte sull'organizzazione e sulla evocazione dei modelli di comportamento individuale e sociale. |
Karl Von Frish era uno zoologo nato a Vienna nel 1886. Studiò zoologia all'Università di Vienna e Monaco. Nel 1921 divenne professore e direttore dell'Istituto Zoologico della Rostock University di Monaco (1950-1958). Ebbe riconoscimento internazionale grazie ai suoi libri : "The dancing Bees " (1961) (L'ape danzante) e "The dance Language and Orientation of Bees" (1967) (Il linguaggio della danza e l'orientamento delle api). Ha avuto altri onori, fra questi è stato nominato membro delle Accademie Scientifiche di Washington, Uppsala, Monaco, Vienna e Stoccolma. Egli riuscì a dimostrare che il tipo di danza aerea delle api era in grado di informare lo sciame della direzione, distanza, posizione e perfino sulla quantità di cibo da cercare in un dato luogo. Von Frish ha anche condotto studi analitici sulle capacità sensoriali di pesci e insetti.
Konrad Lorenz nacque a Vienna nel 1903. Studiò all'Università di Vienna dove dal 1928 al 1945 fu a capo del Dipartimento di Psicologia di Konisberg e dal 1961 al 1973 fu direttore del Max Planch Institute per la fisologia e il comportamento a Seewiesen in Baviera. Nel 1973 divenne direttore del Dipartimento di Sociologia animale all'Istituto di etologia comparata della Accademia delle Scienze austriache. Fra i molti onori che ricevette, egli fu nominato membro della Royal Society ed ebbe il premio dell'Unesco Kalinga. Lorenz è il fondatore riconosciuto della etologia. Lorenz studiò il comportamento degli animali nel loro habitat e le modificazioni dei modelli di comportamento istintivi dovuti all'ambiente e ai contatti sociali, specialmente con l'uomo. L'animale che egli preferiva come oggetto di studiò era l'oca selvatica nella quale scoprì il fenomeno dell' "imprinting". Questa rapida forma di apprendimento è possibile solo in un periodo critico della vita dell'oca quando l'animale può affezionarsi ad un uomo come ad una figura parentale. Scoprì anche il "meccanismo di liberazione immediato" che condiziona la reazione dell'animale agli stimoli ambientali e sociali. I suoi studi sul comportamento animale hanno avuto rilevanti conseguenze per la nostra comprensione dell'aspetto sociale degli animali ma anche dell'uomo stesso. Tra le sue pubblicazioni vi sono: "King Solomon's Ring" (1952), "Evolution and Modification of Behavior" (1965) e " Studies in Animal and Human Beavior".
Tinbergen nato in Olanda nel 1907 iniziò nel suo paese gli studi naturalistici sul comportamento animale. Studiò zoologia alle Università di Leiden, Vienna e Yale, infine tornò a Leiden alla Facoltà di zoologia nel 1936, qui lavorò per dare impulso alla etologia, allora appena costituitasi. Nel 1949 divenne professore emerito di zoologia sperimentale. Poi andò ad Oxford dove fu nominato titolare della cattedra di Studi sul comportamento animale (1966-1974) ed acquisì la cittadinanza britannica. Tinbergen studiò il comportamento degli insetti, dei pesci e degli uccelli nel loro habitat naturale. Analizzò i fattori innati o istintivi e le influenze sensoriali e sociali attraverso l'osservazione del loro comportamento. Le sue pubblicazioni più importanti sono: "Study of Instinct" (1951), "Animal Bahavior" (1965) e "Social Behavior in Animals" (1953). Il Premio Nobel assegnato nel 1973 fu il primo che riconobbe l'importanza dello studio del comportamento animale. L'osservazione e la registrazione sistematica dello sviluppo dei modelli comportamentali di animali allevati nel loro habitat ha permesso di evidenziare l'interazione esistente tra fattori sociali ed ambientali e modelli di comportamento innati. |
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1976 D.CARLETON GAJDUSEK (Stati Uniti 1923-vivente) National Institute of Health Bethesda Maryland BARUCH S.BLUMBERG (Stati Uniti 1925-vivente) Institute of Cancer Reasearch, Philadelphia Pennsylvania Per le loro scoperte sui nuovi meccanismi di origine e diffusione delle malattie infettive. |
Daniel Carleton Gajdusek è nato a Yonkers, New York nel 1923. Si laureò in Medicina ad Harvard nel 1946. Iniziò la specializzazione in pediatria, ma alla fine preferì virologia. Durante una lunga visita al Walter and Eliza Hall Institute a Melburne, Australia, diretto da Sir McFarlane Burnet (Nobel 1960) si interessò al Kuru, malattia che lo portò a compiere ricerche accurate in Nuova Guinea. Nel 1958 iniziò a lavorare all'Istituto nazionale delle malattie neurologiche sul sistema nervoso centrale approfondendo le sue conoscenze sui virus latenti e sulle malattia da esse causate. La visita di Gajdusek alla Nuova Guinea era successiva alla scoperta di un nuovo disturbo neurologico il Kuru (scoperto due anni prima) fra i membri di una tribù residente nella parte interna dell'isola a nord di Port Moresby. Nella sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel egli descrisse questo disturbo come : "caratterizzato da atassia cerebellare e da tremore con brividi che porta a paralisi motoria e a morte in meno di un anno dal suo esordio. Le caratteristiche del disturbo cambiarono sia le tesi di Gajdusek, propenso all'ipotesi antropologica, sia i suoi interessi scientifici che lo portarono a trascorrere quasi un anno con la tribù prima nominata. Gajdusek riuscì ad ottenere campioni di tessuto per le analisi. I risultati clinici e di laboratorio furono pubblicati al suo ritorno negli U.S.A. nel 1957, ma le cause della malattia restavano ancora sconosciute. Poco dopo Hadlow fece notare le somiglianze fra il kuru ed una malattia delle pecore (che procurava prurito insopportabile tale da costringere la pecora a strofinarsi contro gli alberi), che appartiene ad un gruppo di disturbi conosciuti come infezioni virali lente, infezioni che richiedono lunghe incubazioni prima che si manifesti la patologia. Gajdusek che in quel momento già lavorava all'Istituto nazionale dei disturbi neurologici, riuscì nel 1963 a trasmettere il Kuru a un primate. Questo fu il primo disturbo degenerativo cronico umano conosciuto come causato da un virus lento. Nella tribù della Nuova Guinea la trasmissione del virus fu attribuito al consumo di un cervello infetto di un defunto da parte dei parenti. Il successo di questa deduzione condusse Gajdusek a formulare l'ipotesi che altre disturbi degenerativi dell'uomo, o disturbi che avvengono in ambito familiare, possono essere causati da virus lenti. Sulla base di questa ipotesi egli riuscì a trasmettere a scimpanzè la malattia di Cretzfeldt-Jakob, ma altri esperimenti per trasmettere disturbi degenerativi demenziali umani (come l'Alzheimer, Pick, Corea di Huntington e demenza di Parkinson) ad animali di laboratorio, non furono coronati da successo.
Blumberg ha scoperto l'antigene Australia. Pur essendo un infettivologo e non uno studioso di Scienze Neurologiche la sua biografia viene qui riportata poichè ha conseguito il premio Nobel insieme a Gajdusek che ha studiato in modo particolare le malattie infettive di tipo neurologico. Nato negli Stati Uniti nel 1925, ha conseguito il Premio Nobel nel 1976 per le "sue ricerche riguardanti i nuovi meccanismi di origine e trasmissione delle malattie infettive". Egli giunse alla scoperta dell'antigene Australia studiando il polimorfismo ereditario del sangue. Insieme ad un suo collaboratore Allison, ipotizzò che i pazienti che ricevono trasfusioni multiple ricevevano anche proteine del siero di fenotipo differente dal proprio e rispondevano con la produzione di aticorpi. Blumberg iniziò una ricerca sui sistemi antigenici addizionali e nel 1963 due sieri di pazienti emofiliaci politrasfusi formarono una singola banda di precipitazione con uno dei 24 sieri adoperati nel corso di uno stesso esperimento. Poichè il siero reagente era stato ottenuto da un aborigeno australiano Blumberg chiamò "antigene Australia" questa banda di precipitazione. Successivamente Blumberg ed i suoi collaboratori dimostrarono il legame esistente tra l'antigene Australia e l'epatite virale. L'effetto protettivo degli anticorpi contro l'antigene di superficie dell'epatite B è stato dimostrato da una serie di studi e questo risultato suggerisce che un vaccino capace di stimolare l'organismo a produrre tali anticorpi è efficace mezzo di prevenzione per l'epatite B. Fino a questo momento tutti i vaccini anti-virali sono stati sempre preparati da virus coltivati in colture tissutali (per esmpio, il poliovirus in colture di cellule umane o di scimmia) o in tessuti animali adatti (per esempio, il virus dell'influenza sulle uova di embrione di pollo). Poichè il virus dell'epatite B non è stato ancora ottenuto con tecniche di colture tessutali, i ricercatori hanno ripiegato sui carriers dello HbsAg come una fonte di immunogeni per i vaccini. Ancora oggi l'epatite di tipo B è un problema per la salute pubblica. Grazie alla scoperta dell'antigene Australia l'incidenza dell'epatite B nei pazienti trasfusi è molto diminuita, come risultato diretto dell'impiego in larga scala del test per l'HbsAg nei donatori di sangue. Baruch Blumerg ha vissuto davvero come il suo nome, che in ebraico significa"Benedetto". Grazie al suo lavoro, benedizioni in forma di migliore salute saranno concesse a molte persone. |
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1977 ROGER C.L. GUILLEMIN (Francia 1924-vivente) Salk Institute San Diego California USA ANDREW V. SCHALLY (Polonia 1926-vivente) Veterans Administrations Hospital New Orleans Louisiana USA ROSALYN S. YALLOW (Stati Uniti 1921-vivente) Veterans Administration Hospital Bronx New York USA Per le loro scoperte sugli ormoni peptidici del cervello ( Guillemin e Schally). Per lo sviluppo del test radioimmunologico degli ormoni peptidici ( Yallow). |
Roger Guillemin è nato a Digione ( Francia) nel 1924. Si è laureato in Medicina a Lione nel (1948) poi si trasferì all'Università di Montreal dove condusse ricerche con Hans Selye e dove conseguì il dottorato di ricerca nel 1952. Ad eccezione di un paio di anni trascorsi al College De France di Parigi, passò i successivi 17 anni alla facoltà di medicina di Baylor. Nel 1970 divenne socio e direttore dei laboratori di endocrinologia dell'istituto degli studi biologici Salk dove tuttora continua le sue ricerche.
Scally è nato a Wilno in Polonia nel 1926. Per breve tempo a lavorato a Londra all'Istituto nazionale di ricerca medica, poi emigrò in Canada dove si laureò nel 1955 alla Mc Gill University. Appena laureato cominciò a lavorare sotto la direzione di Saffran all'Istituto psichiatrico Allan Memorial. Le sue ricerche lo portarono a descrivere il primo ormone rilasciante : il CRF. Nel 1957 conseguì il dottorato di ricerca. Ebbe un incarico alla Facoltà di Medicina di Bylor con Guillemin. Nel 1962 fu nominato capo dei laboratori endocrinologici polipeptidici dell'ospedale per veterani di New Orleans. Attualmente è professore alla Facoltà di Medicina della Tulone University. Quando l'endocrinologo ed anatomico inglese Geoffrey Harris nel 1955 suggerì che le attività della ipofisi anteriore sono controllate dall'ipotalamo pose anche le basi per l'attuale considerazione del cervello come organo endocrino. Il controllo nervoso sulla secrezione endocrina era già stato evidenziato da molti anni (ad esempio la secrezione delle catecolamine da parte del surrene ), ma il concetto della regolazione nervosa della secrezione degli ormoni trofici dell'ipofisi era completamente nuovo. La desrizione dei neuroni ipotalamici con funzione apparentemente secretoria di Scharrers (1963) rese più accettabile l'ipotesi di Harris, che fu anche suffragata dalla dimostrazione del sistema portale ipotalamico e da conseguenze deleterie della sua interruzione per la funzione ipofisaria. Nel 1955 Saffran e Schally descrissero la prima attività ipotalamica che poteva essere attribuita ad un ormone "corticotropina releasing factor ( CRF) ". Cinque anni dopo Harris in Inghilterra e Mc Cann negli Stati Uniti riferirono del realising factor dell'ormone luteotropo (LRF). Queste scoperte costituirono il punto di partenza per le ricerche che permisero a Guillemin e Schally di ottenere il Premio Nobel. Schally dopo il periodo trascorso alla Mc Gill University lavorò ad Houston con Guillemin. Questi due ricercatori iniziarono a studiare il CRF. Questo studio rivelò ben presto tutte le sue difficoltà consistenti soprattutto nella purificazione e nella caratterizzazione della molecola. Infatti solo dal 1981 essi ebbero i primi risultati utili. Nel 1962 Schally impiantò il suo laboratorio a New Orleans. Con Guillemin che ora lavora solo, concentrarono l'attenzione dei loro rispettivi gruppi di ricerca sul releasing factor della tireotropina (TRF). Schally lavorò sull'ipotalamo del maiale , mentre Guillemin lavorò sull'ipotalamo degli ovini. Dopo sette anni di lavoro misero in evidenza la struttura del TRF, un insolito tripeptide. Poi iniziarono le ricerche sul LRF e nel 1971 i due gruppi riuscirono ad isolare l'LRF nelle pecore e nel maiale dimostrando che i prodotti ottenuti sono identici. Nello stesso momento il gruppo di ricerca di Schally definiva la struttura del LRF. Dopo questo successo decisero di affrontare lo studio del fattore che causava il release dell'ormone della crescita (GH), ma appena iniziato questo lavoro, Guillemin scoprì nell'ipotalamo una sostanza che inibisce il release del G.H. da parte dell'ipofisi anteriore ( ora conosciuto come somatostatina)e ne identificò la struttura. Gli sforzi compiuti per identificare le formule di struttura degli ormoni ipotalamici sono sottolineati nelle loro relazioni in occasione del conferimento del Premio Nobel (1978). Negli anni seguenti Guillemin fece ricerche sulle endorfine. Nel 1976 il laboratorio da lui diretto descrisse le strutture primarie della endorfina-a, un esa-decapeptide e dell'endorfina-b, un peptide con ulteriore residuo amino-acidico. Queste due endorfine contengono metencefalina come conseguenza terminale aminica.
Rosalyn S. Yallow è nata nel 1921. Studiò fisica all'Università di Illinois dove si laureò nel 1942 e dove conseguì il dottorato di ricerca nel 1945. Tornò all'Huner College dove si era diplomata, come assistente di fisica, poi nel 1950 ebbe un incarico all'ospedale per veterani del Bronx a New York. Ora è a capo del laboratorio di analisi radio-immunologiche e del servizio di medicina nucleare dello stesso ospedale. Nella metà degli anni 50, Yallow e Berson iniziarono esperimenti sull'ipotesi precedentemente formulata da Mirsky sulle alterazioni biochimiche presenti nei diabetici. Questi esperimenti richiedevano di stabilire la velocità di metabolizzazione della insulina. Per tale scopo a soggetti diabetici ed ad altri soggetti che già avevano usato ampiamente l'insulina come trattamento della schizofrenia, somministrarono insulina marcata con I 131. I soggetti che già avevano fatto uso terapeutico dell'insulina metabolizzavano l'insulina "marcata" più lentamente, come si poteva vedere dalla velocità di scomparsa della "insulina I 131 dal plasma. Essi formularono l'ipotesi che l'insulina veniva fissata dagli anticorpi che erano aumentati a causa dell'introduzione di insulina esogena. A causa del basso titolo di questi anticorpi e della loro incapacità di precipitare, Yallow e Berson misero a punto dei metodi isotopici per rintracciare il complesso solubile antigene-anticorpo. Nel 1956 riuscirono a rintracciare questi anticorpi per mezzo dell'elettroforesi dell'insulina marcata estratta dal plasma dei soggetti studiati. La relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel di Yallow si intitolava: "Radioimmunodosaggio : un test per studiare la fine struttura dei sistemi biologici". Le sue osservazioni cominciarono ad avere enorme diffusione nel decennio successivo, in realzione allo studio della vitamina B12 ( identificata come fattore intrinseco ) sviluppato da Herbert, Rothenberg ed Ekins ed in relazione allo studio della tirosina marcata con I 131 tramite il suo legame con la sieroglobulina specifica (studi di Ekins e Murphy) ed in relazione allo studio del legame dei corticoidi plasmatici della transcortina (studi di Murphy). Questi studi sugli ormoni verificarono la grande sensibilità di quello che ora va sotto il nome di radiodosaggio competitivo con il legame proteico. Questi tests ricevono ora una sempre maggiore attenzione dai cultori delle Scienze Neurologiche per localizzare gli ormoni cerebrali. Anche Yallow nella sua relazione in occasione del conferimento del Premio Nobel fece notare che il doppio riconoscimento del lavoro sui peptidi cerebrali e sui RIA dimostrava l'importanza della applicazione dei nuovi metodi allo studio del sistema nervoso centrale e periferico. |
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1979 ALLAN MACLEOD CORMACK (Sud Africa 1924-vivente) Università Tufts Medford Massachussets USA GODFREY NEWBOLD HOUNSFIELD (Gran Bretagna 1919-vivente) Central Research Laboratories EMI Londra Per lo sviluppo di una tecnica rivoluzionaria : la tomografia assiale computerizzata (TAC). |
Allan MacLeod Cormack è nato nel 1924 in Sud Africa. Dopo aver studiato fisica nucleare a Cambridge tornò a Capetown, dove divenne professore della Facoltà di Fisica all'Università. Nel 1956 gli venne offerto il lavoro part-time come fisico medico al locale ospedale Groote Schuur. Questo lavoro gli diede l'opportunità di osservare come veniva selezionata la dose di radiazioni che i pazienti ricevevano come terapia. A causa del diverso assorbimento del cervello e dei tessuti molli dei fasci di raggi X, i radiologi erano costretti a fare soltanto una stima delle dosi che potevano raggiungere l'obiettivo, non potendo fare calcoli precisi. Questa situazione fu all'origine dei suoi studi che lo portarono a mettere a punto la tomografia assiale computerizzata. Con un congedo straordinario (il cosiddetto anno sabatico, concesso ogni sette anni dalle Università Anglosassoni), iniziò a lavorare sulla teoria della ricostruzione dell'immagine e cominciò a verificare le sue idee con dei modelli. Nel 1957 Cormack tornò negli USA dove fu nominato Direttore del Dipartimento di fisica della Tuft University.
Godfrey Newbold Hounsfileld è nato in Inghilterra nel 1919. Dal 1951 ha lavorato come ingegnere elettronico nei laboratori della EMI (electronic musical industries). Diresse il team che progettò il primo computer di Stato della Gran Bretagna. Nel 1966-1967 cominciò ad interessarsi dei problemi di ricostruzione dei modelli e ben presto iniziò ad estendere il suo lavoro all'uso delle radiazioni cominciando dai raggi X. Ora Hounsfield è a capo del dipartimento Medical Sistems dei laboratori EMI. Il 14/02/80 a Milano abbiamo incontrato Hounsfield, l'inventore della TAC, il mezzo più valido e sofisticato per scoprire le malattie. Hounsfiel è un ingegnere che ha studiato presso il "Faraday House Electrical Engineering College" di Londra dal 1941 al 1951. Ha lavorato e lavora tuttora presso la EMI dove nel 1962 è passato dal settore dei computers al settore di ricerca. Nel 1977 ha cominciato a lavorare sulla realizzazione della TAC. Tomografia è una parola che deriva dal greco "tomè" che significa taglio, sezione. Si tratta di un'indagine diagnostica che mediante i raggi X e mediante l'ausilio di un computer permette una ricostruzione tridimensionale, di singole immagini, del corpo vivente. Grazie all'applicazione in diagnostica della TAC si ottiene 1) l'accuratezza e la rapidità nella diagnosi; 2)minori disagi per il paziente; 3) riduzione del numero di esami convenzionali; 4) riduzione dei tempi di degenza. Quando un fascio di raggi (ad es. x o γ ) passa attraverso un oggetto, il coefficiente di assorbimento è dato dal logaritmo del rapporto fra energia incidente ed energia trasmessa. Per oggetti omogenei questo coefficiente "G" è facilmente misurabile con una funzione esponenziale, ma per corpi non omogenei esso è una somma di coefficienti di assorbimento differenti lungo la linea del raggio. Cormack pensò che se poteva determinare i diversi coefficienti di assorbimento dei tessuti con rilevamento dall'esterno del corpo, le dosi di radiazione terapeutiche sarebbero stati più facili da definire. Questa constatazione poteva avere però una conseguenza drammatica. Se si immagina che i tessuti sono formati da molti strati sottili adagiati uno sopra l'altro con il fascio di raggi X che passa attraverso le diverse sezioni l'informazione che ne deriva può portare alla ricostruzione bidimensonale delle strutture attraversate dal fascio di radiazioni. Ma per fare questo bisognerebbe prima risolvere il problema di come determinare matematicamente le fluttuazioni dell'assorbimento. Cormarck dimostrò che se i "g" erano definiti per tutte le linee che intersecano il corpo, le singole immagini potevano essere riportate nelle due dimensioni. Egli pubblicò la sua risoluzione matematica nel 1963 e nel 1964 in due articoli del Journal of Appled Phisics che non riscossero un grande interesse. Ora la sua soluzione è diventata il fondamento della tecnica di immagine usata per la TAC. Contemporaneamente Hounsfield lavorava per migliorare la tecnica classica dei raggi X in modo da renderla adattabile per evidenziare le strutture interne del corpo. Allo stesso modo di Cormack costruì modelli di prova, ma con una soluzione matematica diversa. I successi avuti con i modelli gli mostrarono la via per l'applicazione clinica. Hounsfield progettò con successo un tomografo clinico, portato a termine nel 1971. Il suo computer usava l'algoritmo di Cormack. Questo metodo risolveva effettivamente più di 2800 misurazioni e ognuna delle dipendenti variabili di una equazione integrale. La primitiva esperienza di Hounsfild coi raggi " γ " lo convinsero ad usare di nuovo i raggi "X" per il cervello. Più tardi con degli adattamenti usò lo strumento per esaminare altre parti del corpo.Cormack e Hounsfield non furono gli unici ad arrivare ai principi della tomografia assiale computerizzata. Nel 1961, Oldenford, un neurologo californiano, che si stava occupando del miglioramento dell'immagine del cervello senza l'uso di procedure invasive come l'angiografia e la pneumoencefalografia, suggerì che il diverso grado di assorbimento del cervello poteva essere usato per ottenere un'immagine della sua morfologia interna. Anche egli costruì un modello, ma senza la ricostruzione al computer e ottenne il permesso di usare i raggi "γ". Oldenford (1961) fu il primo ad usare questa "discontinuità di radiodensità" ed il primo ad introdurre in campo clinico la tomografia radiografica. Nel 1975 ricevette con Hounsfild il Lasker Award per questo suo lavoro. Qualche anno dopo il 1970 Cormack apprese che la sua soluzione matematica era stata determinata da Radon. Con l'introduzione della TAC è stato notevolmente ridotto l'uso della pneumoencefalografia e dell'angiografia cerebrale. Questa tecnica serve nella diagnosi dei tumori del cervello, delle emorragie cerebrali, di lesioni di vario tipo, dell'idrocefalo ed è usata nello studio dell'invecchiamento, della demenza e dei disturbi neurologici degenerativi. I principi della tomografia computerizzata possono essere impiegati alla risonanza magnetica nucleare che può dare informazioni sulla composizione chimica dei tessuti. Hounsfield trovò che i due metodi (TAC e NMR) erano complementari l'uno all'altro. Il Premio Nobel concesso ad Hounsfield richiama quello per la fisica concesso a Roetgen, per la sua scoperta dei raggi X. |
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1981 DAVID HUNTER HUBEL (Canada 1926-vivente) Harward Medical School Boston Massachussetts TORSTEN NILS WIESEL (Svezia 1924-vivente) Harward Medical School Boston Massachussetts ROGER WOLCOTT SPERRY (Stati Uniti 1913-vivente) California Institute of Tecnhology Pasadena California Per aver scoperto che la stimolazione visiva precoce è legata alla capacità visiva futura e che la corteccia cerebrale visiva elabora i segnali provenienti dall'occhio ( Hubel e Wiesel ). Per le sue ricerche sulla specializzazione funzionale degli emisferi cerebrali (Sperry). |
David Hubel è nato a Windsor, Ontario.Canada nel 1926. Si è laureato in medicina nel 1951 all'Università McGill a Montral. Dal 1952 è stato esercitatore al Montreal Neurological Institute dove ha studiato con Jasper e Penfield. Presidente di neurologia al John Hopkins nel 1954, poi come cittadino statunitense venne a Washington nell'Istituto di ricerca medica della Walter Reed Army (1955-1958), dove sviluppò la tecnica dei microelettrodi di tungsteno per registrare dalle singole cellule nella corteccia cerebrale. Quando tornò al John Hopkins fu nominato prima professore di neurofisiologia. Fu qui che si unì a Mountcastle e Kuffler. Poi alla Harward Medical School divenne professore di fisiologia nel 1965 e fu nominato Professore di Neurobiologia nel 1968.
Torsten Wiesel è nato a Uppsala in Svezia nel 1924 e si è laureato in medicina al Karolinska Institute nel 1954. Fu istruttore e assistente presso il Dipartimento di psichiatria infantile. Poi fu nominato professore associato di Oftalmologia e Fisiologia alla John Hopkins University(1958-1959). Con Kuffler si trasferì alla Harward Medical School nel 1959 dove più tardi divenne professore di neurobiologia. Succedette a Kuffler come capo del Dipartimento di Neurobiologia. Buona parte del lavoro svolto da Hubel e Wiesel deve essere descritto congiuntamente in quanto essi lavorarono in strettissima collaborazione. Il loro lavoro consisteva nella registrazione con microelettrodi extracellulari dei potenziali delle singole cellule nervose nella corteccia visiva e nel corpo genicolato laterale in risposra a diversi stimoli visivi. Gli studi elettrofisiologici vennero integrati da studi anatomici che facevano uso delle tecniche moderne di autoradiografia, della iniezione intracellulare dei coloranti fluorescenti e del metodo del deossiglucosio di Sokoloff per determinare l'assorbimento di glucosio nelle aree della corteccia cerebrale visiva. La combinazione fra questi studi neurofisiologici ed istologici del sistema visivo nei gatti e nelle scimmie, insieme agli studi concernenti lo sviluppo normale e patologico del sistema visivo negli animali giovani, ha prodotto un quadro molto chiaro nell'organizzazione modulare e gerarchica del sistema visivo(sia nella retina che nei corpi genicolati laterali e nell'area primaria e secondaria della corteccia visiva). Hubel e Wiesel dimostrarono come questa organizzazione sinaptica può essere alterata o permanentemente modificata dalla mancanza di una appropriata esperienza visiva fin dai primi anni di vita. Così come viene descritto dal comitato per il Nobel il lavoro di Hubel e Wiesel "rappresenta una vittoria nella ricerca sulla capacità della corteccia cerebrale di interpretare i messaggi provenienti dall'occhio". Nella corteccia visiva furono rinvenute alcune colonne cellulari orientate radialmente che rispondevano selettivamente all'orientamento e alla direzione del movimento di linee e punti nel campo visivo. Queste cellule a seconda delle complessità del modello visivo che erano in grado di percepire vennero definite"semplici", "complesse" ed "ipercomplesse". Le cellule ipercomplesse vennero rinvenute negli strati superiori della corteccia visiva primaria e specialmente nella corteccia parastriata. Furono descritte colonne alterate di cellule per la dominanza oculare. Questo dato fu confermato poi da studi anatomici che si servirono del trasporto assonale transinaptico di amino-acidi radioattivi iniettati in un occhio. Questi risultati vennero confermati usando la tecnica di Sokoloff con 3H-deossiglucosio per studiare l'effetto dell'illuminazione di un occhio sull'assorbimento del glucosio nell'area visiva corticale striata controlaterale. La chiusura forzata di un occhio nel gatto o nella scimmia nelle prime settimane di vita causa una rilevante diminuzione delle colonne della dominanza oculare dell'occhio in esame, e questo deficit funzionale difficilmente potrà essere recuperato. L'organizzazione sinaptica dei vari "rilevatori di caratteristiche" nel sistema visivo è stata riconosciuta come dipendente dall'esperienza visiva effettuata durante il primo periodo di vita. Mountcastle che dimostrò per primo l'organizzazione colonnare della corteccia cerebrale nel sistema somato sensoriale, ha anche dimostrato che tale organizzazione "modulare" specializzata si applica a tutte le aree corticali. Egli ha anche dimostrato che ciascuna area corticale non può funzionare come una unità isolata, ma richiede "un insieme distribuito" di integrazione per l'organizzazione sia delle vie sensitive che di quelle motrici. Hubel ha tenuto le "Ferrier Lectures" alla Royal Society nel 1971 ed ha ricevuto molti altri premi, come la nomina a membro dell'accademia nazionale delle scienze e il premio Kaarl Lashley dalla American Philosophical Society nel 1977. Torsen Wiesel oltre ad essere membro dell'accademia nazionale delle scienze ha ricevuto con Hubel il Lewis Rosenstiel Prize della Brandeis University il Louisa Horwitz Prize della Columbia University.
Roger Sperry è nato a Hartford, Connecticut, nel 1913. Si è laureato nell'Oberlin College in psicologia poi si è specializzato in zoologia all'Università di Chicago nel 1941. Conseguito il dottorato di ricerca lavorò nel campo della psicologia alla Harward University e più tardi agli Yerkes Laboratories of Primate Biology in Georgia. Fu assistente di anatomia e professore associato di psicologia all'Università di Chicago dal 1946 al 1952. Fu capo della sezione della neurologia dello sviluppo al NIH dal 1952 al 1953, venne poi nominato Professore di psicologia all'Istituto di tecnologia di Pasadena(California) nel 1954 e lì condusse le ricerche che gli valsero il Premio Nobel. Avrebbe potuto ricevere un altro Nobel per un suo lavoro altrettanto rimarchevole sulla biologia dello sviluppo del sistema nervoso che condusse principalmente all'Università di Chicago quando era ancora studente nei laboratori di Paul Weiss nel 1940. Il primo lavoro di Sperry (1945) sulla neurobiologia dello sviluppo venne raccolto nel Proceedings of the National Academy of Sciences (1963) con il titolo : "Chemoaffinity in the Oderly Growth of Nerve Fiber Pattern of Connections". La sua ricerca per la quale ha conseguito il Premio Nobel iniziò venti anni dopo. Il significato funzionale della grande massa di fibre nervose che collegano gli emisferi cerebrali destro e sinistro, conosciuto come corpo calloso, nell'uomo era sconosciuto, fatta eccezione per la sua capacità di trasferire una scarica epilettica da un emisfero all'altro. Roger Sperry con uno studente interno Ronald Miers, aveva già dimostrato negli animali che la sezione del corpo calloso impediva il trasferimento dell'apprendimento di un esercizio da un emisfero all'altro. L'opportunità di studiare gli effetti della sezione del corpo calloso dell'uomo venne offerta a Sperry dai pazienti epilettici che venivano operati dal neurochirurgo Borgen per il controllo delle epilessie incurabili. Per mezzo di ciò che ora va sotto il nome di "split brain", Sperry e i suoi collaboratori furono in grado di dimostrare anche una divisione della coscienza critica: oggetti presentati al solo emisfero destro, non venivano riconosciuti verbalmente dall'emisfero sinistro dove predomina il linguaggio anche se producevano risposte appropriate da parte della mano sinistra. L'espressione verbale della coscienza critica era possibile solo per quegli oggetti presentati all'emisfero sinistro, che sembrava anche eccellere in alcuni processi del pensiero. L'emisfero destro era superiore al sinistro nei processi non verbali, come l'orientamento verbale e probabilmente in alcune altre capacità. Malgrado la mancanza di comunicazione tra i due emisferi, i pazienti con la sezione del corpo calloso apparivano pressoché normali e molto raramente avevano difficoltà nel coordinare il comportamento delle mani. Sperry tratta di queste osservazioni nelle "Harwey lecture"(1968);"Mental Unity Following Surgical Disconnection of the Cerebral Hemispheres". Sperry si è sempre occupato dei problemi della coscienza critica sebbene si sia sempre opposto alla visione dualistica espressa da alcuni neuroscienziati. Il comitato per l'assegnazione del Nobel segnalò Sperry per essere riuscito "brillantemente ad estrarre i segreti in entrambi gli emisferi cerebrali e per aver dimostrato che essi sono altamente specializzati e anche che molte funzioni principali sono concentrate nell'emisfero destro". Sperry scrisse il capitolo di prefazione al quarto volume dell'Annual Review of Neurosciences. |
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1982 SUKER BERGSTROM (Svezia 1916-vivente) Karolinska Institutet Stoccolma BENGT I SAMUELSSON (Svezia 1934-vivente) Karolinska Institutet Stoccolma JOHN R VANE (Gran Bretagna 1927-vivente) Wellcome Research Laboratory Beekenham Per le loro scoperte sulle prostaglandine e sulle sostanze biologicamente attive ad esse correlate. |
Sune K. Bergstrom nato in Svezia nel 1916, è stato insignito del Premio Nobel per il suo lavoro pionieristico che ha portato all'isolamento delle prostaglandine e allo studio della loro struttura. La conoscenza della struttura delle prostaglandine ha aperto la strada a nuove importanti ricerche. La storia delle prostaglandine ebbe inizio nel 1930, quando Kurzrok e Leib alla Columbia University scoprirono che il liquido seminale umano provocava la contrazione della muscolatura liscia dell'utero. Pochi anni più tardi Goldblatt in Inghilterra e Von Euler al Karolinska Institutet dimostrarono che le componenti del liquido seminale erano attive sulla muscolatura liscia dell'utero ed inoltre provocavano ipotensione arteriosa se iniettate in animali da esperimento. Von Euler denominò questi fattori "prostaglandine" poiché piccole quantità di esse erano state trovate nella prostata e caratterizzò queste sostanze dal punto di vista chimico come acidi lipidici. Non ci furono poi novità in questo campo di ricerca fino al 1945 quando Sune Bergstrom, che stava lavorando nel dipartimento di chimica del Karolinska Institute, presentò una relazione alla Società di Fisiologia dell'Istituto sulla sua ricerca sull'ossigenazione dell'acido linoleico. Von Euler assistette alla relazione e alla fine di essa informò Bergstrom della sua ricerca sui lipidi biologicamente attivi che egli pensava potessero rappresentare prodotti di ossigenazione. Bergstrom cominciò a purificare gli estratti di prostaglandine che Von Euler aveva preparato prima della II guerra mondiale e scoprì che, dopo la purificazione esse acquistavano un'attività straordinaria. La ricerca di Bergstrom sulle prostaglandine subì una battuta di arresto quando all'età di 31 anni egli vinse la Cattedra del Dipartimento di Biochimica a Lund, poiché si concentrò su ricerche riguardanti il colesterolo e gli acidi biliari. Nel 1958 egli fece ritorno al Karolinska e insieme a Sjovall, Samuelsson e Ryhage, completò la caratterizzazione della struttura delle prostaglandine. La dimostrazione della struttura chimica delle prostaglandine permise di ottenere le prostaglandine anche per via sintetica.
Bengt Samuelsson nato in Svezia nel 1934, è stato insignito del Premio Nobel per le sue ricerche che hanno chiarito i meccanismi della biosintesi delle prostaglandine e le relative vie metaboliche. I suoi studi incisivi sulla ossigenazione dell'acido arachidonico portarono alla scoperta degli intermediari labili nella formazione delle prostaglandine, le endoperossidasi cicliche, PGC2 e PGH2. La purificazione e l'identificazione di questi intermediari fornirono le basi per la scoperta di Samuelsson del trombossano A2 e per il progresso scientifico in molte altre aree. Il lavoro di Samuelson ha anche chiarito la biosintesi e la struttura del leucotiene. Samuelsson fu allievo di Bergstrom e partecipò ad un piccolo gruppo di lavoro che studiava la struttura delle prostaglandine. Nel 1961-62 andò ad Harvard e dopo il suo ritorno a Stoccolma cominciò una serie di studi sulla biosintesi delle prostaglandine che culminarono nella dimostrazione del loro destino metabolico nell'uomo.
John Vane nato in Gran Bretagna nel 1927, è stato insignito del Premio Nobel per la scoperta che l'endotelio dei vasi sanguigni produce un potente inibitore dell'aggregazione piastrinica, la prostaciclina. In precedenza, egli aveva anche dimostrato che l'acido arachidonico è convertito nel polmone della cavia in alcuni vasocostrittori labili. Successivamente, Samuelsson dimostrò che tali vasocostrittori erano costituiti principalmente dal trombossano A2. Vane scoprì inoltre che l'aspirina bloccava la formazione di questi derivati dell'acido arachidonico ad azione vasocostrittrice e in seguito dimostrò che l'aspirina e gli anti-infiammatori non steroidei bloccano la conversione enzimatica dell'acido arachidonico nelle prostaglandine. |
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1986 RITA LEVI MONTALCINI (Torino Italia 1909-vivente) Washington University St.Louis USA STANLEY COHEN (USA 1923-vivente) Washington University St.Louis USA Per i loro studi sulla biologia del Sistema Nervoso e per l'identificazione del fattore di crescita delle cellule nervose. |
Rita Levi Montalcini è nata a Torino nel 1909, la mentalità vecchio stampo del padre le impedì per alcuni anni di inseguire i suoi ideali ma poi la sua tenacia ebbe la meglio, si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'Università di Torino e si laureò nel 1936 a pieni voti. Dopo la laurea si iscrisse alla scuola di specializzazione in neuropsichiatria ed entrò come assistente nell'Istituto di Anatomia sotto la direzione del famoso istologo Giuseppe Levi, qui ebbe come giovani colleghi Salvatore Lauria e Renato Dulbecco futuri Premi Nobel. Colpita dalle leggi razziali a causa della sua origine ebraica, nel 1938 dovette abbandonare l'Università italiana ed emigrò a Bruxelles dove continuò i suoi studi. Nel 1940 alla vigilia dell'invasione tedesca nel Belgio, rientrò in Italia, qui attrezzò nella sua casa un piccolo laboratorio e fra spostamenti vari e clandestinità per tutta la durata della guerra cercò di continuare gli studi e le ricerche sperimentali precocemente iniziati. Dal 1945 al 1947 fu assistente presso l'Istituto di Anatomia del Prof. Levi. Nel 1947 accettò una borsa di studio presso il Dipartimento di zoologia della Washington University di St.Louis negli Usa diretto da Hamburger. Sarebbe dovuta restare un anno invece restò a St. Louis a tempo pieno fino al 1961 e per sei mesi all'anno fino al 1977; dal 1947 al 1951 come ricercatore, dal 1951 come professore associato dal 1958 come professore ordinario di neurobiologia e nel 1977 fu nominata professore emerito. Dal 1961 al 1969 impostò un programma congiunto di ricerca tra l'Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e la Washington University dividendo la sua attività tra Roma e St.Louis. Dal 1969 al 1979 R.L.Montalcini fu direttore del laboratorio di Biologia Cellulare del C.N.R. di Roma dove lavora tuttora come professore ospite. R.L.Montalcini nella sua carriera ha ottenuto molti importanti riconoscimenti, fra i principali ricordiamo: Premio Gateway (St.Louis 1965), premio Claude Bernard (Montreal 1967), Premio internazionale per la ricerca medica (Saint Vincent 1979), premio Frank O. Scmitt (MIT USA 1981), medaglia d'oro per le Neuroscienze(1984), premio Lasker (Boston 1986), inoltre ha ricevuto lauree ad honorem da importanti università. R.L.Montalcini ha condotto numerose ed importanti ricerche nel settore delle neuroscienze, ma la fondamentale per cui ha conseguito il Premio Nobel è quella sul fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, NGF). R. Levi Montalcini iniziò gli studi sull'embriogenesi del sistema nervoso durante il suo lungo soggiorno americano nell'anno 1951. In quegli anni molte ricerche dimostrarono che il sarcoma di topo trapiantato nell'embrione di pollo era in grado di accelerare la crescita e la differenziazione delle cellule nervose, ciò fece ipotizzare che alcuni tumori maligni possano secernere una sostanza capace di promuovere lo sviluppo delle cellule e delle fibre nervose. R.L. Montalcini riuscì ad ottenere la conferma di tale ipotesi nel 1952 durante un soggiorno a Rio De Janeiro (dove era andata su invito di una sua amica che le aveva attrezzato un laboratorio). Tale conferma fu ottenuta trapiantando frammenti di sarcoma nei gangli sensitivi e simpatici di embrioni di pollo in un mezzo semisolido costituito da plasma e estratto embrionale e osservando che in poche ore il tumore produceva un denso alone fibrillare intorno al ganglio, mentre ciò non avveniva nei gangli di embrione senza sarcoma. L'esperimento di Rio aprì la strada all'identificazione del NGF. Tornata a St. Louis la Levi Montalcini iniziò nel 1954 la collaborazione con il giovane biochimico Stanley Cohen, e continuò gli studi per scoprire la struttura e i caratteri della sostanza che stimolava la crescita dei gangli e delle fibre nervose. Negli anni successivi i due ricercatori identificarono tale sostanza anche nel veleno di alcuni serpenti e nella ghiandola sottomascellare di topo e fu Cohen ad identificare la struttura proteica del NGF. Il NGF è un polipeptide il cui ruolo fondamentale nella crescita e nella differenziazione di determinate cellule e fibre nervose fu poi confermato con esperimenti di deprivazione nei gangli simpatici della sostanza con tecniche immunologiche e farmacologiche. Recenti studi hanno dimostrato che il NGF ha effetti ben più importanti di quelli supposti, ad esempio è in grado di indirizzare il differenziamento di una cellula staminale destinata a diventare del tipo cromaffine verso il tipo neuronale simpatico. E' stata anche confermata l'ipotesi che diversi tipi di cellule nervose localizzate nel midollo spinale o nella corteccia cerebrale rispondono al NGF. Infatti somministrando in età fetale anticorpi specifici anti-NGF si determina nel topo una grave sindrome neuroendocrina postnatale. Negli ultimi anni è stato identificato il gene murino e quello umano che codifica tale fattore proteico di crescita. La relazione di R.Levi Montalcini in occasione del conferimento del Premio Nobel si intitolava: " Nerve Growth Factor : thirty-five years later (il fattore di crescita nervoso trentacinque anni dopo)". In questa relazione R.Levi Montalcini ripercorre i suoi trentacinque anni di studio e di ricerche sul NGF. Ella rivive e ci fa vivere tutte le tappe, dalle prime osservazioni alla scoperta di Rio, alla collaborazione con Cohen, all'identificazione della struttura del fattore di crescita, alla scoperta della presenza del NGF in altre sedi e degli anticorpi che lo inattivano e ai più recenti studi. Particolarmente vivo è il ricordo della scoperta di Rio. Rita Levi Montalcini fa notare che l' NGF scelse come luogo e come momento per mostrarsi proprio la città brasiliana in un momento di festa come il Carnevale. Infine la ricercatrice formula alcune ipotesi su futuri temi di ricerca del fattore di crescita nervoso. Il conferimento del Premio Nobel per la Medicina a Rita Levi Montalcini ha richiamato all'improvviso l'attenzione di tutti sulla ricerca nel campo delle Scienze Neurologiche, dove l'informazione è solitamente scarsa e incompleta. Numerosi articoli sono stati pubblicati in proposito e la stampa ha dato ampio risalto all'avvenimento. Volendo sintetizzare tutto quanto è stato detto possiamo fare riferimento a quanto affermato da Gianvittorio Pallai (1986). Rita Levi Montalcini, signora dall'aspetto così dolce, possiede certo una volontà di ferro se ha perseguito per alcuni anni un obiettivo tanto magro di soddisfazioni immediate e che solo può essere conseguito se sostenuto da una fede incrollabile. Il conferimento del Premio Nobel ha premiato come meritava la sua paziente ed ostinata fatica. Speriamo che anche per noi questo evento costituisca il sasso nello stagno che muoverà acque da sempre troppo immobili. L'assegnazione di un premio così prestigioso ad una ricercatric italiana ha avuto una risonanza insolita per il riconoscimento dell'apporto eccezionale di questa scienziata al progresso scientifico. E' stato compiuto un passo avanti del quale il mondo deve esserle riconoscente, uno di quei passi che apre la strada ad ulteriori e fondamentali progressi della medicina. La scoperta da parte della Levi Montalcini del fattore di crescita delle fibre nervose, del "nerve growth factor", consentirà applicazioni cliniche a patologie di grande importanza oggi ancora in parte prive di terapie: malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson, e la stessa temibile lotta contro i tumori potranno disporre di nuovi preziosi suggerimenti diagnostici. Se si considerano le difficoltà di ogni genere che la Levi Montalcini dovette affrontare nel primo periodo della sua professione, quali ad esempio "l'esonero", perché di razza ebraica, dagli incarichi pubblici già ottenuti, esonero che la costrinse ad organizzare un piccolo laboratorio di neuroembriologia in casa sua a Torino, i risultati raggiunti appaiono incredibili. Certo se Rita Levi Montalcini avesse dovuto proseguire il lavoro in Italia, nelle condizioni in cui si trova la ricerca scientifica per l'inadeguatezza delle attrezzature e dei finanziamenti, si può supporre che la sua maturazione sarebbe stata ben diversa, invece per sua e per nostra fortuna, poté trovare (come già gli altri Nobel italiani Lauria e Dulbecco) chi la invitò e l'aiutò a trasferirsi all'estero, avendo notato la sua personalità di eccezione. Ciò significava la possibilità di dedicarsi con mezzi idonei ai suoi studi che svolse negli Stati Uniti e in Brasile e dai quali non la distolsero mai gli importanti incarichi e riconoscimenti ricevuti. Dopo trenta anni Rita Levi Montalcini è tornata in Italia dove l' ha raggiunta l'assegnazione del Nobel. Qui ella ha aggiunto alla sua attività un nuovo scopo per cui si batte: la riorganizzazione dell'Istituto di neurobiologia e il coinvolgimento dei giovani laureati e laureandi, che saranno i nuovi neurobiologi, in un'attività di ricerca più organizzata ed efficace di quella che oggi loro si offre : in Italia non sono i cervelli che mancano! Oggi la Levi Montalcini trae dal premio che le è stato conferito maggior forza morale per tendere a questo obiettivo. Anche per questo dobbiamo ringraziarla : la ricerca scientifica è troppo importante per ammettere che continui ad essere la cenerentola delle istituzioni; le difficoltà sono grandi ma speriamo che, per merito suo, sia ora più grande la volontà di trasformazione. La relazione che Rita Levi Montalcini ha tenuto in occasione del solenne conferimento del Premio Nobel è dedicata a V.Hamburger, senza il cui aiuto dice la Levi Montalcini, oggi non parleremo di NGF.
Stanley Cohen è nato a Brooklin (New York) nel 1923. Studiò dapprima al Brooklyn College e all'Oberlin College e poi all'Università di Michigan. Biochimico divenne ricercatore alla American Cancer Society. Nel 1953 fu invitato da V. Haburgher alla Washington University di St.Louis dove conobbe la Levi Montalcini e iniziò con lei a studiare il NGF. Cohen definì la natura chimica del fattore, ne ottenne la purificazione e la produzione di anticorpi specifici e ne identificò la struttura proteica. Il NGF è un polipeptide e le scoperte di Cohen spianarono la strada alle ricerche e alla identificazione di altri fattori di crescita, lui stesso identificò l'EGF ( fattore di crescita dell'epidermide ). Stanley Cohen attualmente lavora al Dipartimento di Zoologia della Vanderblit University di Nashville nel Tennessee. Quali saranno le future applicazioni pratiche del NGF? Certamente saranno molte ed importanti. Ad esempio è ipotizzabile che alcuni disturbi neurologici possano dipendere da carenza del fattore di crescita o che alcune malattie, come le atrofie neuromuscolari possano risentire favorevolmente della somministrazione di NGF. La strada è però ancora molto lunga, molti studi e ricerche sono ancora necessari ed è quindi troppo presto per fare previsioni che potrebbero provocare delle illusioni nei malati. Questo è anche l'intendimento di Rita Levi Montalcini e Stanley Cohen. |
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